Cosa faccio oggi? Visito Sermoneta, il borgo sospeso nel tempo dove il Medioevo è ancora vivo

cosa vedere a Sermoneta

Gita fuori porta

Arroccata sui Monti Lepini e affacciata sulla Pianura Pontina, Sermoneta è una di quelle destinazioni che sorprendono al primo sguardo, una di quelle tappe che restano indelebili nella vostra mente. Così è capitato a me, e sono certa che lo stesso effetto farà anche a voi.

Il suo centro storico conserva un impianto medievale autentico, fatto di vicoli in pietra, archi, scalinate, case addossate e scorci panoramici che sembrano sospesi nel tempo. È una meta perfetta per una gita fuori porta, ma è anche una passeggiata ideale per chi ama viaggiare lentamente, lasciandosi guidare dalla storia, dall’arte, dalle curiosità e dai dettagli. 

Visitare Sermoneta significa entrare in un borgo vivo, elegante e raccolto, dove ogni angolo invita a fermarsi, fotografare e ascoltare. L’ho visitata tutta in più di un’occasione, ma potete girarla tranquillamente in un giorno. Qui vi narro la mia esperienza, i luoghi che ho visitato e le curiosità che ho cercato. 

Centro storico di Sermoneta: un labirinto di pietra da percorrere senza fretta

Il centro storico di Sermoneta è uno dei motivi principali per cui il borgo resta nel cuore. Le strade strette, le salite, le case in pietra calcarea e gli scorci improvvisi compongono un percorso che non ha bisogno di fretta. Il consiglio è di perdersi nei vicoli silenziosi, osservare portali, finestre, archi e cortili, fino a ritrovarsi in punti panoramici che aprono lo sguardo sull’Agro Pontino. 

Se amate in cinema, infine, scoprirete diverse passeggiate che vi guidano lungo Le vie del cinema a Sermoneta, un itinerario turistico e culturale alla scoperta degli oltre 90 set cinematografici che il borgo ha ospitato. Un percorso iniziato nel 1909 con il film muto Francesca da Rimini e che ha continuato la sua storia con scene di pellicole celebri come La ciociara (1960) di Vittorio De Sica con Sofia Loren e Non ci resta che piangere (1984) con Massimo Troisi e Roberto Benigni.

Sermoneta è il luogo perfetto per chi cerca un borgo autentico, romantico e da fotografare. Il borgo è ricco di scorci e belvederi da cui scattare foto memorabili!

Loggia dei Mercanti: il cuore civile del borgo

La Loggia dei Mercanti è uno degli angoli più caratteristici di Sermoneta. Fu costruita nel 1446 per volontà di Onorato Caetani come sede del Comune, degli affari e delle assemblee popolari. Le sue arcate, eleganti e ariose, raccontano la vocazione commerciale e sociale del borgo: un tempo, sotto il porticato, si aprivano anche le stalle legate alle attività di mercato. Ancora oggi la Loggia è un punto di incontro e un luogo simbolico, ideale per una sosta durante la passeggiata. Il giorno in cui ho visitato Sermoneta, la Loggia ospitava un momento di aggregazione molto commovente in cui gli insegnanti salutavano i ragazzi dopo un anno insieme di attività ricreative.

Chi ama il cinema la riconoscerà anche per una celebre scena del film “Non ci resta che piangere” con Massimo Troisi.

Loggia dei Mercanti

Curiosità: Porta Annibaldi o della “scimmia”

Tra le cose curiose del paese c’è indubbiamente la scimmietta di marmo, murata in uno spigolo di un’antica casa ebrea che dà il nome alla porta vicina.  La porta immetteva nella contrada riservata agli ebrei e, se non avete una buona vista, cercherete invano per diverso tempo. A quel punto vi conviene chiedere agli abitanti! La scimmietta è aggrappata all’angolo del muro a ridosso dei tubi, non vi potete sbagliare!

Documenti ufficiali attestano la presenza degli ebrei a Sermoneta intorno al XIII secolo. A causa dell’espulsione dall’Italia meridionale del 1294,  molti ebrei ripararono in varie zone del Lazio, tra cui Sermoneta. E’ documentata l’attività privata di prestatori di denaro e la comunità ebraica appare abbastanza estesa e ricca almeno fino alla metà del 1500. Esisteva a Sermoneta un loro quartiere che si estendeva da Porta della “scimmia” fino a Piazza Trivio (che oggi non esiste più). Avevano una Sinagoga, delle proprietà e un Cimitero. 

Scimmietta di Sermoneta

Poi, dopo il 1569, gli Ebrei scomparvero anche da Sermoneta dopo la bolla papale di Pio V. Vennero espulsi da tutta Italia tranne da Ancora e Roma, ma qui vennero confinati nel ghetto. Da quella data a Sermoneta non ci sono più notizie scritte che riguardano la presenza degli Ebrei nel borgo.  

Cattedrale di Santa Maria Assunta: arte romanica e suggestioni gotiche

La Cattedrale di Santa Maria Assunta è una tappa essenziale per scoprire il patrimonio artistico di Sermoneta. Sorta nel XII secolo, presenta una struttura romanica arricchita nel tempo da elementi gotici di impronta cistercense. All’esterno colpiscono il campanile e il portico gotico; all’interno, le tre navate custodiscono affreschi, opere devozionali e dettagli che raccontano la stratificazione religiosa e artistica del borgo. 

Tra le testimonianze più interessanti vi segnalo il Giudizio Universale, il crocifisso ligneo quattrocentesco e la pala della Madonna degli Angeli attribuita al giovane Benozzo Gozzoli. È un luogo silenzioso, intenso, capace di sorprendere anche chi non si aspetta tanta ricchezza in un borgo così raccolto.

Belvedere e Giardino degli Aranci: Sermoneta come balcone sulla Pianura Pontina

Tra una salita e una scalinata, Sermoneta regala uno dei suoi doni più belli: il panorama. Il Belvedere, alle spalle del municipio e ai piedi del percorso che sale verso il castello, offre una vista ampia sull’Agro Pontino. Anche il Giardino degli Aranci è una piacevole sosta verde, perfetta per riprendere fiato e osservare il paesaggio con calma. Questi luoghi aiutano a capire perché Sermoneta sia stata per secoli una posizione strategica e perché oggi sia così amata da fotografi, viaggiatori e appassionati di borghi panoramici.

Castello Caetani: la roccaforte che racconta il potere della famiglia Caetani

Dopo aver preso respiro ed esservi riposati, avete un’altra tappa obbligata: Castello Caetani. Non si tratta soltanto del monumento più scenografico di Sermoneta, ma anche del luogo in cui si leggono meglio le vicende politiche del borgo. 

Entrata al Castello Caetani

Costruito nel XIII secolo e legato alla potente famiglia Caetani, conserva torri, cortili, sale affrescate, cucine, camminamenti e ambienti che raccontano secoli di potere, difesa e vita nobiliare. I Caetani provvidero ad ampliare e rinnovare la Rocca con edifici, di cui il più notevole fu la sala dei Baroni, lunga ben 22 m.

Sotto la Signoria di Onorato III Caetani ci fu il momento aureo di Sermoneta. Tuttavia, il possidente non ebbe vita facile in quanto le lotte tra i feudatari erano all’ordine del giorno. Si narra che durante la rivolta antifeudale di Ninfa(suo feudo) nel 1447, Onorato III la represse con forza: inseguì i ribelli per i terrazzi del castello e li costrinse a gettarsi di sotto, ne catturò molti e li imprigionò nella torre del borgo lasciandoli morire. Tra i ribelli c’era un suddiacono che in quanto tale godeva dell’immunità.  Onorato allora venne scomunicato e seminudo con la corda al collo e una verga in mano dovette recarsi a Ninfa e farsi battere dallo stesso arciprete del luogo dopo aver pagato anche una fortissima ammenda. 

Castello Caetani: il Maschio e il Maschietto

La visita guidata permette di immaginare il borgo nel suo ruolo strategico sulla via Pedemontana. Tra le parti più suggestive ci sono il Maschio, alto circa 42 metri, il Maschietto, la Piazza d’Armi e le Camere Pinte, che rendono il castello una tappa imperdibile per chi ama storia, architettura e atmosfere medievali.

Chiesa di San Michele Arcangelo: romanico, affreschi e antiche confraternite

Se non siete ancora stanchi e amate perdervi tra gli affreschi antichi, vi consiglio la visita a una delle chiese più affascinanti del centro storico: la Chiesa di San Michele Arcangelo, considerata una delle più antiche di Sermoneta

E’ particolarissima perché è stretta tra le case ed è introdotta da un piccolo portico.  La chiesa conserva un impianto romanico a tre navate, ma nel tempo ha accolto elementi gotici e modifiche successive che la rendono una fusione suggestiva di epoche diverse. L’interno custodisce affreschi restaurati, un organo settecentesco, un battistero del 1603 e una Crocifissione di particolare interesse. Personalmente, ho trovato molto suggestiva la cripta, dove si trovano affreschi del XV secolo. 

Affresco nella cripta della Chiesa di San Michele Arcangelo

È una tappa che consiglio a chi ama i luoghi meno appariscenti ma ricchi di memoria e fascino. Qui, convivevano anche confraternite con regole molto severe, tra cui quella dei Battenti, legata a pratiche penitenziali pubbliche.

Chiesa di San Giuseppe: arte cinquecentesca all’ingresso del borgo

Un’altra chiesa che vi consiglio di visitare e che si trova proprio all’ingresso del paese è la Chiesa di San Giuseppe. Se vi è sfuggita potete passarci al ritorno, al termine della vostra passeggiata.

 La Chiesa accoglie i visitatori con la sua facciata austera e la ripida gradinata completata nel 1733.  E’ dedicata al patrono di Sermoneta, risale al 1520 e presenta un’unica navata con soffitto a volte a crociera. Lungo i lati si aprono piccole cappelle semicircolari che custodiscono opere di notevole valore. Tra queste spicca la Cappella Caetani, affrescata da Girolamo Siciolante e commissionata da Bonifacio Caetani intorno alla metà del Cinquecento, insieme alla Cappella dei Santi Giovanni e Paolo, con affreschi cinquecenteschi. I restauri realizzati tra il 2009 e il 2011 hanno contribuito a valorizzarne ulteriormente gli ambienti e gli affreschi. È una sosta perfetta per iniziare o concludere la visita al borgo di Sermoneta.

interno della Chiesa di San Giuseppe

Giardino di Ninfa: una meraviglia naturale nei dintorni

Ultimo, ma non ultimo, il Giardino di Ninfa. Vi state chiedendo se potete fare entrambe le visite? Sì certo! Ma dovete prenotare con molto anticipo e cercare di prediligere le prime visite del mattino in modo da avere tempo per scoprire anche il borgo di Sermoneta. 

Giardini di Ninfa

Il Giardino di Ninfa è uno dei luoghi più affascinanti del territorio pontino. Nato tra le rovine dell’antica città medievale di Ninfa, il giardino unisce corsi d’acqua, ponticelli, piante rare, fioriture e resti storici in un paesaggio romantico e sorprendente. La visita è regolata da aperture stagionali e percorsi guidati, quindi, come dicevo, conviene verificare in anticipo disponibilità e calendario. 

Inserirlo nello stesso itinerario di Sermoneta vi permette di vivere un’esperienza completa: il fascino della pietra medievale di Sermoneta e la ricchezza botanica di Ninfa sono due anime diverse della stessa storia Caetani.

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