“Muro bianco” di Pietro Consagra a Fiumicino: quando l’aeroporto diventa museo in viaggio

Muro Bianco Pietro Consagra Fiumicino

Arte in transito: la nuova tappa culturale del Leonardo da Vinci

Muro Bianco di Pietro Consagra a Fiumicino non è solo una scultura collocata in un terminal, ma un’opera che cambia il modo in cui il viaggiatore attraversa lo scalo. L’opera, realizzata in ferro dipinto e costruita dall’artista nel 1975, troneggia nel Terminal 1 dell’aeroporto di Roma Fiumicino. 

Grazie al prestito della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC), l’opera entra nel cuore del Leonardo da Vinci, sottolineando come l’aeroporto possa diventare un luogo di accesso alla cultura e non soltanto una soglia verso la partenza o l’arrivo.

La scelta di portare Muro Bianco in uno degli spazi più frequentati dello scalo romano rafforza il percorso avviato da Aeroporti di Roma insieme alla GNAMC.  Dopo l’esposizione di opere di Giotto, Giò Pomodoro, Jago e il “Salvator Mundi” del Bernini, anche Consagra, infatti, entra in dialogo con il pubblico più mobile e internazionale che esista: quello dei passeggeri. Il risultato è un incontro inatteso, quasi una pausa visiva nel ritmo dei voli, dei gate, delle valigie e degli annunci.

È con grande piacere che accogliamo nel nostro territorio un’opera di così grande valore artistico e simbolico. – ha sottolineato il Sindaco di Fiumicino Mario Baccini. –  Chi arriva all’aeroporto Leonardo da Vinci percepisce non solo l’eccellenza infrastrutturale di uno degli scali più importanti d’Europa, ma anche la volontà di offrire ai viaggiatori un’esperienza culturale di alto profilo. Accanto alle straordinarie meraviglie della Capitale, l’aeroporto è inserito in un territorio custode di patrimoni naturalistici, archeologici e paesaggistici unici al mondo, uno dei comuni più importanti d’Italia da visitare e scoprire. Per questo siamo particolarmente soddisfatti della sinergia che si sono create tra Aeroporti di Roma e il nostro territorio: una collaborazione che promuove l’immagine di Fiumicino come meta internazionale e profondamente legata alla cultura.”

Cos’è Muro Bianco  di Pietro Consagra a Fiumicino

Muro Bianco è composto da quattro elementi accostati. La sua forza non sta nell’imporre un volume compatto, ma nel costruire una presenza fatta di pieni, vuoti, profili sinuosi e aperture. È una scultura che non chiede di essere aggirata come un monumento tradizionale, ma di essere incontrata frontalmente, letta come una superficie che attraversa gli sguardi degli altri passaggeri. 

Città frontale 80 edifici_1968 (opera esposta nel 2022 alla Galleria Mucciaccia di Roma)

Il fascino di Muro Bianco sta nella sua apparente semplicità. Da lontano può sembrare una parete astratta; da vicino rivela una trama di linee, tagli e tensioni che modificano la percezione dello spazio.

Per il secondo anno la GNAMC propone ai passeggeri un capolavoro monumentale della scultura italiana ‘Muro Bianco’ di Pietro Consagra, che con il profilo sinuoso e il sorprendente avvicendarsi di pieni e di vuoti entra in risonanza con il ritmo della grande hall e ne esalta la dinamicità.” ha affermato Renata Cristina Mazzantini, Direttrice della GNAMC.

Ecco allora che l’opera entra in osmosi con l’ambiente circostante, trasformando un’area funzionale in uno spazio di relazione. Lo scalo non è più, quindi, soltanto infrastruttura, ma vuole essere sempre più esperienza.

Il linguaggio di Consagra: frontalità, leggerezza, relazione

Per capire Muro Bianco bisogna entrare nel cuore della ricerca di Consagra. L’artista ha liberato la scultura dall’idea classica della massa tridimensionale, scegliendo una via più radicale: la frontalità. Non un limite, ma una forma di libertà. Le superfici sottili, i tagli, le linee curve e gli spessori ridotti raccontano un’estetica che vuole sottrarsi al peso del monumento per diventare presenza viva.

opere esposta nel 2022 alla Galleria Mucciaccia di Roma

È qui che il linguaggio dell’artista trova un’eco potente nell’aeroporto. La scultura di Consagra, infatti, non celebra l’immobilità, ma la relazione: tra opera e osservatore, tra superficie e spazio, tra città e architettura. Nel suo bianco essenziale, Muro Bianco sembra quasi assorbire la luce del terminal e restituirla sotto forma di ritmo. I pieni e i vuoti non sono decorazione ma sembrano piuttosto evocarci il modo in cui l’opera respira.

Chi era Pietro Consagra

Pietro Consagra (1920-2005) è una figura cruciale della scultura del dopoguerra e contemporanea, noto a livello internazionale già in vita. Ha vinto numerosi premi tra cui il Gran Premio Internazionale per la Scultura nel 1960 e nel 2001 gli è stata conferita la Medaglia d’Oro per l’Arte e la Cultura dal Presidente della Repubblica Italiana. Ha realizzato numerose sculture a scala urbana, come quelle a Largo Santa Susanna a Roma e al Parlamento Europeo di Strasburgo. 

Consagra è stato uno dei primi artisti contemporanei italiani ad entrare nelle collezioni dell’Art Institute of Chicago e dell’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington D.C. ed il primo artista contemporaneo vivente ad esporre all’Ermitage di San Pietroburgo. Le sculture di Pietro Consagra  si trovano nelle collezioni permanenti dei più grandi musei del mondo tra cui New York, Venezia, Parigi, Roma (alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna), Milano e tante altre.

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