Veggio in Alagna di Sandro Scascitelli

Veggio in Alagna di Sandro Scascitelli

Veggio in Alagna di Sandro Scascitelli è il fumetto sullo schiaffo a Bonifacio VIII, una storia avvincente che ripercorre lo scontro tra il papa e re di Francia Filippo IV il Bello

Veggio in Alagna di Sandro Scascitelli edito da edizioni Iter, è la storia degli eventi tragici che scandirono, nei primi anni del 1300, i costanti scontri tra il potere spirituale e quello temporale.

Quando sono stata ad Anagni e ho visitato il Palazzo di Bonifacio VIII, al termine della visita non ho potuto fare a meno di acquistare il fumetto realizzato da Sandro Scascitelli sul famosissimo e misterioso schiaffo a Bonifacio.

L’ho sfogliato, e i disegni in bianco e nero mi hanno subito rapita per la dinamicità delle tavole; così,senza pensarci neanche un attimo di più, l’ho acquistato.

Veggio in Alagna di Sandro Scascitelli ripercorre la storia di questo storico schiaffo, trasferendo al lettore tutta la drammaticità della vicenda, non solo dell’oltraggio in sé, ma dell’intera aggressione alla città di Anagni fino al rapimento del papa.

Ciò che ho amato dell’autore è la minuzia delle tavole, i dettagli dei personaggi e i particolari, abilmente riportati. L’autore rende perfettamente l’angoscia provata dall’entourage papale alla notizia di un attacco imminente, il bisbiglio degli intrighi di palazzo, la rabbia e il dolore del papa oltraggiato e la tristezza per una vita innocente e leale spezzata da morte prematura per aver difeso il papa.

Penso che Sandro Scascitelli abbia fatto un lavoro fantastico; sfogliando le pagine del libro, il lettore è completamente rapito dalla storia. Percepiamo l’angoscia del papa, respiriamo la polvere alzata dai cavalli dei Colonna, trepidiamo nel corso dell’attacco alla città di Anagni e sobbalziamo quando viene buttata giù la porta della stanza di Bonifacio. A parte la bellezza dei disegni, è la dinamicità creata da Scascitelliche inchioda il lettore alle pagine. 

Più leggevo, più mi appassionavo e più la mia curiosità aumentava, così mi sono decisa e ho chiesto all’autore una breve intervista. Sandro Scascitelli, che ringrazio, ha risposto alle mie curiosità e raccontato qualche dettaglio in più sulle vicende storiche narrate nel suo fumetto.

Veggio in Alagna di Sandro Scascitelli

Ci racconta quando ha iniziato a disegnare i suoi primi fumetti e qual è (o quali sono) i suoi soggetti preferiti?

Ho sempre disegnato, sin da bambino, poi, dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte, mi è venuta la passione per i cartoni animati e mi sono iscritto all’Istituto di Stato per la Cinematografia e la Televisione, a Roma. Dopo il diploma ho lavorato per un po’ di anni come animatore in lavori cinematografici e televisivi, purtroppo in Italia negli anni ’70 non c’era molta produzione di cartoni e allora ho cominciato a disegnare fumetti presso il Cartoonstudio di Roma, si lavorava per l’intrepido, Lanciostory, Skorpio,  ecc… . Poi sono passato a disegnare La Storia di Roma e delle Antiche Civiltà Mediterranee. Negli anni ‘80 per l’Eura ho realizzato una cinquantina di racconti pubblicati sulle riviste Lanciostory e Skorpio. Successivamente, interessandomi alla storia della mia terra, ho cominciato a scrivere anche i testi e nel 1986 ho realizzato “Veggio in Alagna”, storia che ricostruisce gli avvenimenti del famoso attentato a Bonifacio VIII, mio primo lavoro come autore completo. Successivamente ho realizzato, sempre testi e disegni, la serie “Briganti”, storia del brigantaggio in Ciociaria nei primi anni dell’ottocento, pubblicata dalla Comic Art sulla prestigiosa rivista, l’Eternauta. Nel 1995 per la serie “I Grandi Miti Greci” ideata da Luciano De Crescenzo ho realizzato due volumi “ Apollo e Dafne “ e “ Il cavallo di Troia” pubblicati dalla Mondadori-DeAgostini. Da 2011 faccio parte dello staff dei disegnatori di Tex della Sergio Bonelli Editore

Se potessi scegliere i soggetti delle storie da illustrare preferirei quelli ambientati nel passato della mia terra. 

In “Veggio in Alagna…” lei racconta la famosa storia dell’oltraggio al papa. La sua storia si chiude con la tristissima immagine di una giovane vittima, chi è? Ci può raccontare qualcosa di questo personaggio? E’ realmente esistito?

versione a colori di Veggio in Alagna

Interessandomi alla storia della mia città natale, ho letto molti testi che narrano gli avvenimenti  di quel lontano 1303. In alcuni documenti ho trovato riportato il compenso che veniva dato a tale Orlanduccio, il quale, con i suoi animali, portava l’acqua da Anticoli di Campagna (l’odierna Fiuggi), ad Anagni. Nella realizzazione della storia, trovandomi nella necessità di un creare un personaggio che facesse da testimone e da collegamento degli avvenimenti, mi sono servito di lui. Il personaggio quindi è realmente esistito ma la sue vicende nel mio fumetto sono di mia invenzione. Quello che mi stimolava di più comunque era il lavoro di ricostruzione dell’Anagni medievale di quegli anni, spero di aver fatto un buon lavoro.

I disegni del libro sono ricchissimi di dettagli. Mi hanno impressionata le decorazioni del manto papale. Quanto ci si mette a realizzare un libro come Veggio in Alagna?

Le pagine del libro sono state molto impegnative proprio perché ho cercato di essere il più fedele possibile agli avvenimenti di quei drammatici giorni ad Anagni, pur nella piena coscienza che niente e nessuno potrà mai darci una versione veritiera dell’accaduto. Proprio per queste ricostruzioni, documentate il più possibile, il lavoro ha richiesto molto tempo. Il piviale di Bonifacio VIII è ripreso da quello conservato nel Museo del Tesoro della Cattedrale di Anagni, donato dallo stesso Papa.

Mi dice qual è la parte più bella di tutto il processo creativo quando si appresta ad un nuovo progetto?

La parte più stimolante è senz’altro la progettazione del lavoro, quando tutto è ancora nella mente, poi si comincia a metterlo sul foglio bianco e allora cominciano i dolori, non sempre quello che si è immaginato si riesce  a visualizzarlo sulla carta e una volta finito, lo si ricomincerebbe daccapo. Purtroppo questa è una triste condizione per molti di noi autori di storie disegnate!

Veggio in Alagna di Sandro Scascitelli

Il fumetto Veggio in Alagna di Sandro Scascitelli inizia nel 1303 quando Guglielmo di Nogaret, consigliere del re di Francia e autore del famoso e controverso schiaffo di Anagni, decise di incontrare e prendere sotto sequestro il papa a seguito di una nuova bolla di scomunica verso il re affissa sulla porta della cattedrale di Anagni, residenza estiva del papa Bonifacio VIII. 

A Guglielmo di Nogaret si affiancò l’iniziativa privata di Giacomo Colonna che, insieme a tanti altri signori del luogo era stato danneggiato dalle espansioni territoriali del papa nelle loro terre.

Il fumetto racconta questo periodo ricco di eventi di grande tensione, ci parla del famoso schiaffo al papa, della sua cattura da parte di Nogaret con la complicità degli abitanti di Anagni e la sua liberazione da parte degli stessi che si erano ravveduti nel corso dei drammatici eventi. 

Le tavole di Scascitelli sono bellissime, i primi piani dei personaggi principali sono quelli che hanno attratto maggiormente la mia attenzione. Specialmente in quelli di Bonifacio VIII il lettore riesce a cogliere dall’espressione del viso del papa, i suoi momenti di angoscia, di rabbia ma anche di stanchezza fisica  e mentale che lo porteranno alla morte da lì a pochi giorni…

Lo scontro tra il potere spirituale e la monarchia

Per chi fosse a digiuno degli eventi che culminarono nel famoso schiaffo a Bonifacio VIII, diciamo innanzitutto che i fatti trattati nel fumetto si richiamano agli eventi della fine del 1200.

Il cardinale Benedetto Caetani, nel 1294 venne nominato papa con il nome di Bonifacio VIII, succedendo a  Celestino V che aveva rinunciato alla carica (Dante lo redarguirà nel III canto (59) dell’Inferno, “colui/ che fece per viltade il gran rifiuto”). 

I rapporti tra Bonifacio VIII e il re di Francia non erano mai stati idilliaci e iniziarono ad incrinarsi terribilmente con l’enciclica Clericis laicos, con la quale la Chiesa ribadiva l’immunità fiscale degli ecclesiastici. Il provvedimento di Bonifacio VIII era la diretta conseguenza della tassazione subita dal clero di Francia a seguito della guerra personale che Filippo il Bello portava avanti contro l’Inghilterra. 

Come è facile immaginare, la risposta del re di Francia non si fece attendere. Filippo IV il Bello dispose il blocco sull’esportazione dal regno di una serie di prodotti compreso il danaro dalle chiese di Francia alla Santa Sede. 

All’epoca non esistevano i blindati per trasportare danaro, ma docili muli e potenti cavalli. Un convoglio con circa 80 di questi animali che trasportavano ben 200 mila fiorini (!) dei Caetani, la famiglia del papa, fu assaltato dai Colonna. I Colonna erano una potente famiglia cardinalizia di Anagni che, a causa dell’avidità di Bonifacio VIII, fu enormemente danneggiata dall’espansione territoriale dei Caetani.

All’oltraggio dei Colonna, che peraltro accusarono il papa di illegittima successione, Bonifacio VIII rispose con grande crudeltà, scomunicando i cardinali Pietro e Giacomo Colonna e confiscando tutti i loro beni. 

Per umiliarli ulteriormente il papa li attaccò militarmente conquistando la loro roccaforte a Palestrina e con una cerimonia pubblica li obbligò implorare perdono ai piedi del papa ( furono vestiti con tela da sacco e il capo venne cosparso di cenere).

La fine dei Colonna, così pensava il papa, fu definitivamente archiviata. I Colonna vennero confinati a Tivoli ma riuscirono a fuggire e a riparare dal re di Francia.

Intanto le tensioni aumentavano, perché Filippo il Bello non aveva nessuna intenzione di sottomettersi al potere spirituale della Chiesa. Egli quindi convocò un’assemblea a Louvre nella quale si accusava il papa di eresia, immoralità e superstizione; nel corso della riunione fu fatta anche richiesta di un concilio universale per eleggere un nuovo papa. 

E qui inizia il fumetto Veggio in Alagna di Sandro Scascitelli… 

Nogaret, il consigliere di Filippo IV il Bello si diresse ad Anagni, al Palazzo del papa per prenderlo in custodia, e a lui si accodarono i Colonna, bramosi di una rivincita sul papa. Con la complicità dei cittadini di Anagni, gli invasori entrarono in città, trovarono le porte aperte e mossero da Bonifacio VIII.  

Il papa fu catturato, preso in custodia da Nogaret e oltraggiato da Giacomo Colonna, detto Sciarra, che proprio in quel frangente, pare, schiaffeggiò Bonifacio VIII, accusandolo di essere diventato papa in modo illegittimo.

Il papa era distrutto, visibilmente provato. I cittadini ebbero un ripensamento e non si diedero pace per aver tradito un loro cittadino, così, partirono ai ripari. Si radunarono, liberarono il papa e lo ricondussero a Roma. Ma il cuore di Bonifacio VIII probabilmente non resse ai tumulti fisici e psicologici di quegli eventi, e morì pochi giorni dopo, l’11 ottobre del 1303.

Se il post ti è piaciuto, metti “mi piace” sulla mia pagina facebook o “like” su questo articolo. Grazie!

Seguitemi anche su:

Instagram: https://www.instagram.com/sguardoadest/

Twitter: https://twitter.com/Sguardoadest1

Pinterest: https://www.pinterest.it/SguardoAdEst/_saved/

Linkedin: https://www.linkedin.com/in/sguardo-ad-est-blog-47545b1ab/detail/recent-activity/

Telegram: https://t.me/Sguardo_Ad_est

Facebook: https://www.facebook.com/sguardoadest

Facebook: https://www.facebook.com/duck.amelia

YouTube. https://www.youtube.com/channel/UCRltYIZk55MiHbw45taqHhg

0 Comments

Leave A Comment

You must be logged in to post a comment.

Translate »