Viaggio nelle sculture di Pietro Consagra

Pietro consagra

Alla Galleria Mucciaccia fino al 4 agosto in mostra le sculture di Pietro Consagra

Galleria Mucciaccia

Le sculture di Pietro Consagra in esposizione a Roma alla Galleria Mucciaccia fino al 4 agosto invitano il visitatore alla scoperta di una delle figure più rappresentative dell’arte contemporanea internazionale.  La mostra “Pietro Consagra. “Scultura in relazione” espone 60 opere dell’artista (Mazara del Vallo 1920 – Milano 2005) che ha dato alla scultura nuovo slancio vitale. Liberandola dalla tridimensionalità, Pietro Consagra ha puntato tutto su una nuova visuale, quella frontale, “obbligando” l’osservatore ad un punto di vista che, in realtà, è pura libertà di osservazione. Consagra sottolinea con le sue opere un nuovo rapporto tra scultura, spazio e osservatore, un rapporto “frontale” a cui ha dedicato i suoi sforzi e le sue ricerche dagli anni ’60 in poi.

La rivoluzionaria “scultura frontale” si esemplifica nel famoso Colloquio con la moglie (1960), legno bruciato e bronzo, anno in cui peraltro Consagra vince il Gran Premio Internazionale per la Scultura.

Colloquio con la moglie (1960)

Le sculture di Pietro Consagra

Anche se l’esposizione comprende alcune opere astratte appartenenti al periodo iniziale ( 1947) fino ad arrivare alle ultime degli anni 2000, sono le sculture degli anni ’60 e ’70 su cui si focalizza la mostra e che attirano la nostra attenzione.

In questi lavori, le sculture di Pietro Consagra si richiamano ad un concetto che vuole essere idealmente e figurativamente in aperta opposizione al linguaggio estetico del momento. La tridimensionalità propria della scultura classica è qui contrastata a favore di una nuova visione che, anche attraverso materiali specifici, esalta l’approccio frontale con l’osservatore e la bidimensionalità dell’opera. E’ proprio in questo periodo che Consagra inizia a prediligere il marmo, scolpendo pietre pregiate provenienti da diversi Paesi del mondo. In mostra è presente la versione in bronzo della scultura originaria in marmo, l’Oracolo di Tebe che nelle intenzioni dell’artista doveva far parte di una installazione scenica di Oedipus Rex di Igor Stravinskij alle Orestiadi di Gibellina del 1988. 

Oracolo di Tebe, 1988

La “Città frontale” di Pietro Consagra

Al piano inferiore della Galleria Mucciaccia, sono raccolte una serie di opere che accompagnano il visitatore alla scoperta della “Città frontale”, un libro che l’artista realizza negli Stati Uniti nel 1967 e nel quale fissa nero su bianco la vocazione urbanistica della sua scultura. Nella sala è esposto lo schema di 80 edifici generici e 40 edifici embrionali. L’acciaio e il bronzo regnano sovrani e gli angoli retti sono banditi. Altri edifici in acciaio inox in Tris (unità minima della ”città frontale”) spiccano per la trasparenza e sinuosità delle forme che invitano a nuovi rapporti tra i propri abitanti.

Pietro Consagra nel suo percorso artistico ha sperimentato non solo la scultura ma anche la pittura. Ha donato al colore quella libertà che è sempre stata il fulcro delle sue sperimentazioni e le ha conferito una ”prospettiva democratica” che è sempre stata alla base della sua ricerca estetica.

“Città frontale”, 80 edifici, 1968

La mostra infine, comprende una serie di sculture in marmo che accentua il senso di frontalità e di nuova relazione con lo spazio.

Chi era Pietro Consagra

Pietro Consagra (1920-2005) è una figura cruciale della scultura del dopoguerra e contemporanea, noto a livello internazionale già in vita. Nel corso della sua carriera Consagra ha partecipato più di dieci volte alla Biennale di Venezia a partire dal 1950 e ha vinto numerosi premi tra cui il Gran Premio Internazionale per la Scultura nel 1960. A Minneapolis, dove trascorre un periodo della sua vita, si è dedicato alle sculture di grandi dimensioni e ha esposto alla Marlborough Gerson Gallery e al Solomon R. Guggenheim Museum di New York. 

Nel 2001 gli è stata conferita la Medaglia d’Oro per l’Arte e la Cultura dal Presidente della Repubblica Italiana. Ha realizzato numerose sculture a scala urbana, come quelle a Largo Santa Susanna a Roma e al Parlamento Europeo di Strasburgo. 

Consagra è stato uno dei primi artisti contemporanei italiani ad entrare nelle collezioni dell’Art Institute of Chicago e dell’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington D.C. ed il primo artista contemporaneo vivente ad esporre all’Hermitage di San Pietroburgo. Le sculture di Pietro Consagra  si trovano nelle collezioni permanenti dei più grandi musei del mondo tra cui New York, Venezia, Parigi, Roma (alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna), Milano e tante altre.

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