Il vero scopritore di Gian Lorenzo Bernini: papa Urbano VIII raccontato in “Bernini e Barberini”

Papa Urbano VIII Gian Lorenzo Bernini

San Sebastiano

Il vero scopritore di Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) fu papa Urbano VIII (Maffeo Barberini). Quest’ultimo capì subito il talento del giovane artista che a 20 anni lavorava insieme al padre alle commissioni del papa. Urbano VIII né intuì non solo le capacità artistiche, ma anche il linguaggio nuovo di cui era portatrice la sua arte e cercò in tutti i modi di allontanarlo dalla bottega paterna. 

Il San Sebastiano (marmo, 1617, collezione privata), presente nella mostra Bernini e i Barberini a Palazzo Barberini (Roma), è l’esempio lampante di quanto fosse andato oltre Gian Lorenzo rispetto al padre Pietro. L’opera è considerata come la prima scultura barocca, e forse fu pensata per la Cappella Barberini presente nella chiesa di Sant’Andrea della Valle, dove si riteneva che ci fossero le spoglie del martire.

La scultura è coinvolgente. Percepiamo la sofferenza e la stanchezza del corpo del santo, che prova mantenersi su un tronco mentre, sfinito, si abbandona su una roccia. La mano adagiata sulla gamba è di evidente ispirazione michelangiolesca e ci rimanda immediatamente alla mente il Cristo nella Pietà di San Pietro.

Gian Lorenzo Bernini ha mostrato il Santo secondo l’iconografia classica, con alcune frecce conficcate nel corpo e accostato al tronco di un albero. Il corpo giovane e seminudo è sfinito, ma nello stesso tempo sereno. 

San Sebastiano era un militare romano, vissuto nel III sec. d.C, che prestò servizio nella guardia pretoriana a Romasotto l’imperatore Diocleziano. Fu martorizzato perché iniziò a professare segretamente la fede cristiana e a sostenere i credenti perseguitati. Fu scoperto dall’imperatore, condannato a morte e vittima di due supplizi. Fu legato a un albero e trafitto da una serie di frecce. Ma sopravvisse. Quando si presentò dall’imperatore per rimproverarlo delle persecuzioni ai cristiani, venne flagellato e condannato a morte e il suo corpo gettato nella Cloaca Maxima a Roma.

Busto di papa Paolo V (1621)

Un’altra splendida scultura tra quelle presenti nella mostra Bernini e i Barberini che ho selezionato per quest’articolo è quella che ritrae papa Paolo V. Fu quest’ultimo che indirizzò Maffeo Barberini nella scelta di Bernini. Il busto è un vero e proprio capolavoro della ritrattistica berniniana. 

Gian Lorenzo ha ritratto il papa con un pesante paramento liturgico sulle spalle intarsiato magnificamente e con la testa caratterizzata dalla tonsura di S.Pietro (tipico taglio dei capelli che sanciva il passaggio allo stato clericale).

Ciò che è davvero strabiliante è il volto del papa. Quando mi sono avvicinata per ammirarne lo sguardo ipnotico della scultura, ho notato che Bernini aveva addirittura riportato con formidabile maestria la piccola peluria sulle guance e la pelle molle delle palpebre che ricade lievemente sulle sopracciglia. Non parliamo poi del minuscolo porro che il papa aveva sotto il sopracciglio destro. Un genio! Una meraviglia!

L’opera torna a Roma per la prima volta dal 1893. Il busto fu scoperto a Bratislava nel 2014 e acquistato l’anno successivo dal Paul Getty Museum di Los Angeles.

L’opera fu commissionata da Scipione Borghese al Bernini dopo la morte del pontefice. Ciò rese particolarmente complicata l’esecuzione da parte del Bernini perché dovette rifarsi ad immagini già realizzate da altri artisti. Tuttavia, il talento di Bernini nella ritrattistica e il ricordo ancora vivo del papa nella sua mente (lo conobbe personalmente), ci restituiscono un ritratto eccezionale ed unico rispetto ai modelli a cui provò a ispirarsi.

Papa Urbano VIII e Gian Lorenzo Bernini

 La mostra “Bernini e Barberini”, visibile fino al 14 giugno 2026, racconta il legame tra Bernini e la famiglia Barberini, in particolare quello con papa Urbano VIII. Questo rapporto diede un grande impulso all’arte barocca a Roma e sancì la fama di Gian Lorenzo Bernini nel panorama artistico del tempo. 

Papa Urbano VIII era un letterato, una personalità raffinata e il protettore di numerosi letterati. Commissionò a grandi artisti del Seicento numerose opere e trasformò il suo palazzo in un luogo di incontro per menti brillanti e mani abili. 

La mostra permette di ripercorrere gli anni di lavoro del Bernini accanto al padre attraverso una serie di opere esposte nelle prime sale; l’esposizione, approfondisce poi il rapporto con la famiglia Barberini attrevrso una serie di opere sorprendenti del periodo della maturità.

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