La Fortuna del giorno presente: la dea delle circostanze favorevoli nell’Area Sacra di Largo Argentina 

Area Sacra di Largo Argentina

L’Area Sacra di Largo Argentina 

Qui e ora. Ormai è diventato un mantra al giorno d’oggi ma lo era anche all’epoca dei romani.  La fortuna del giorno presente (Fortuna Huiusce Diei) era un titolo legato alla divinità che rappresentava la fortuna e assisteva l’individuo tutti i giorni, una sorta di angelo custode che ne assicurava il successo giornaliero.

Nella splendida Area Sacra di Largo Argentina le fu dedicato un Tempio circolare con colonne, che oggi viene identificato con Tempio B. 

Nel cuore di Roma, a ridosso delle vie dello shopping, si palesano ai vostri occhi imponenti resti antichi che raccontano storie famose e di vita quotidiana, e che fanno bella mostra di sé tra turisti curiosi e gli immancabili gatti che qui hanno ufficializzato la propria dimora.

L’area Sacra che avvolge il nostro sguardo (e che spesso ammiriamo distrattamente) è formata da numerosi ruderi che un tempo facevano parte di ben 4 templi, ognuno dei quali era dedicato a una divinità romana con ingresso ad est, secondo il sorgere del sole. Il luogo era gremito di gente, era uno spazio che pullulava di vita, proprio come oggi. Qui si festeggiavano le divinità e si pregavano gli dèi per ottenere la loro benevolenza. 

screenshot da Google Earth: Questa mappa include dati di: Vexcel Imaging US, Inc.

Se vi appoggiate alla balaustra del lato che guarda il Teatro Argentina, ammirerete ad est il Tempio A (metà del III sec. a.C), al centro il Tempio B (fine II sec. a.C), e a ovest il Tempio C (inizi del III sec. a.C) e il Tempio D (inizi del II sec. a.C), tutti di epoca repubblicana.

I templi vennero portati alla luce per caso negli anni ’20 del Novecento durante un intervento di riqualificazione urbanistica e oggi sono uno dei luoghi più visitati dai turisti di tutto il mondo.

Il Tempio A

Il primo templio (convenzionalmente indicato con Tempio A) era consacrato a Giuturna, una divinità benefica, legata alla salute e all’acqua. Secondo la mitologia, Giove si innamorò di lei (era una ninfa), le concesse l’immortalità e le diede il controllo sulle acque dolci. Nell’antica Roma veniva celebrata l’11 gennaio con le festività dei Giuturnali. Gli abitanti della città credevano che le sue acque fossero benefiche, e in breve trasformarono l’intera area in un luogo di pellegrinaggio per i malati e i bisognosi di cure.  

Tempio A consacrato a Giuturna

Tempio B 

In questo articolo voglio approfondire il Tempio B, dedicato alla Fortuna del giorno presente (Fortuna Huiusce Diei), che per i romani non era intesa come fortuna a lungo termine, bensì come il momento esclusivamente presente. Ogni giorno è un giorno nuovo e porta con sé una nuova occasione. Così la pensavano i romani. 

Tempio B dedicato alla Fortuna del giorno presente 

Il Tempio è diverso dagli altri perché è l’unico a pianta circolare. Probabilmente fu costruito per colmare lo spazio vuoto tra gli altri due (infatti fu eretto successivamente, nel II sec a.C) ed era circondato da colonne, di cui 6 visibili ancora oggi, così come la scalinata di accesso in tufo.

Al centro del Tempio troneggiava la colossale statua della Dea Fortuna, alta circa 8 metri, la cui testa è oggi visibile al Museo della Centrale Montemartini

Il tempio fu voluto dal console Quinto Lutazio Catulo per celebrare la vittoria contro i Cimbri di Vercelli nel 101 a.C.

Nel quotidiano dei romani la fortuna occupava un posto fondamentale, non solo dal punto di vista religioso ma anche personale. Il culto ha origini etrusche e probabilmente fu introdotto a Roma a seguito della sua espansione nei territori limitrofi. 

La Dea della Fortuna, rappresentata quasi sempre con una cornucopia (simbolo di abbondanza) e una ruota (simbolo dell’imprevedibilità del destino) era legata a diversi aspetti della vita e quindi celebrata in diverso modo.

Tra le più festeggiate ricordiamo la Fortuna Pubblica (che proteggeva il popolo romano e quindi calata nella comunità), la Fortuna Privata (legata al singolo individuo e associata al benessere personale) e la Fortuna Reducis (che proteggeva i reduci, garantendone il ritorno da un viaggio o una guerra).

Il culto era celebrato il 24 giugno e comunque abbracciava altri aspetti della vita quotidiana bisognosi di protezione. In questo senso, ad esempio, si celebrava anche la fortuna che assisteva i figli maschi, i cavalieri, le figlie femmine, il cammino dei viaggiatori e molto altro.

Tempio C

Il terzo templio (Tempio C) era dedicato a Feronia, la dea dell’abbondanza e della fertilità ma anche della Natura Selvaggia. Agricoltori e proprietari terrieri la veneravano per ottenere favori, campi fertili e raccolti abbondanti. I gradini del templio erano ricolmi di offerte (specialmente vino, frutta e grano) che venivano donate alla divinità nei periodi di celebrazione, denominate Feroniae e festeggiate il 13 novembre.

Tempio C dedicato a Feronia

Tempio D

L’ultimo templio (Tempio D) era dedicato ai Lari Permarini (protettori dei naviganti) e oggi ancora inesplorato perché parzialmente coperto da via Florida. E’ il più antico di tutti  e oggi ne possiamo ammirare solo il podio in travertino.  

Chiudo questo articolo ricordando che alle spalle del Tempio B, della Fortuna del giorno presente, si trovava anche la Curia di Pompeo, luogo di uno degli eventi più drammatici e decisivi della storia antica: l’uccisone di Giulio Cesare.

Il 15 marzo del 44 a.C i Senatori si mossero insieme per una congiura, lo circondarono e lo accoltellarono. La leggenda vuole che le ultime parole del dittatore fossero rivolte a Bruto, che Cesare considerava un figlio, anche lui tra i senatori presenti: “anche tu Bruto, figlio mio”…

screenshot da Google Earth: Questa mappa include dati di: Vexcel Imaging US, Inc.

Il nome dell’Area Sacra di largo Argentina

L’ Area Sacra di Largo Argentina prende il nome dalla torre inglobata nel palazzo del vescovo tedesco, poi italianizzato, Giovanni Burcardo. Quest’ultimo nacque a  Strasburgo (in latino Argentoratum) e quando costruì il suo palazzo, inglobò una Torre, che da allora fu detta Argentina. A seguito dell’evento, tutta l’area circostante prese il nome dalla Torre. 

Anche se le informazioni sull’Area Sacra di Largo Argentina sono tante e se vi ho un po’ incuriositi, soffermatevi, tra un acquisto e un altro, anche solo per qualche minuto, ad ammirare il Tempio della Fortuna del giorno presente e il luogo in cui fu ucciso Cesare. Sarà una visita sorprendente! Guarderete il luogo con occhi nuovi!

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