IL Sale della vita

di Alessandra Musarella

Eccomi qua, di nuovo ad affrontare le ire di una ragazza esasperata.

Eravamo sul lungomare della cittadina in cui vivevo, le avevo dato appuntamento per le dieci e mi eri presentato quasi un’ora dopo.

Non lo avevo fatto con cattiveria, solo che non riuscivo proprio ad organizzarmi, mi fermavo a chiaccherare col vicino, a prendere un caffè per svegliarmi, a cercare le chiavi della macchina che la casa aveva assorbito.

Con me non funzionava il detto LA CASA NASCONDE MA NON RUBA, a me rubava proprio.

Mentre ascoltavo quella voce nervosa immaginavo la mia espressione fra il mortificato ed il dispiaciuto, io, un metro e settantasette per settanta chili, capelli neri un po’ troppo lunghi, occhi di un verde chiarissimo che tutti guardavano sempre, ero bravo a recitare.

Ma Isabella non sembrava credermi e continuava ad agitare le mani ed a fissarmi come se fossi il peggior ragazzo della terra.

Tornai concentrato su di lei mentre mi diceva che ero un superficiale, egoista, senza ambizioni, infantile.

Cose che avevo sentito già parecchie volte poi, ma perché?

Ok, a ventisette anni magari potevo smettere di indossare t-shirt di gruppi rock anni settanta, e magari potevo smettere di registrare ogni puntata della WWE, e magari potevo ambire di più del mio posto di commesso nella libreria del paese, ma in fondo, se io ero felice cosi, perché dovevo cambiare?

Amavo la musica, il wrestling ed i libri, ed anche se ero disordinato, pigro e logorroico non ero poi tanto male, in fondo non è l’amore che conta?

Osai dire questo alla bella ragazza bionda che avevo davanti, ma lei senza nemmeno rispondere se ne era andata, lasciandomi a guardare il suo top verde che lasciava scoperta la schiena fino all’attaccatura dei jeans.

Alzai le mani in modo esagerato e mi diressi verso il bar della mia migliore amica, duecento metri a destra della piazza, Drink Bar, gestito da lei e suo fratello Andrea, mio amico di scuola, di avventure e di bevute.

Noi tre eravamo un trio molto affiatato.

Io, Davide, il superficiale.

Lui, Andrea, il simpaticone.

E lei, Serena, la perfettina.

Ci teneva tutti e due sotto botta, ci teneva sempre sotto controllo e ci trattava come se fossimo i suoi figli monelli.

Andrea era fidanzato con una ragazza di un anno più piccola che studiava a Milano per diventare medico, era un viaggio andare a trovarla ma questo gli dava la libertà di frequentare i suoi amici senza togliere del tempo a lei.

Si vedevano uno o due week end al mese e questo rendeva il loro rapporto più saporito.

Si mancavano, e vedersi era un momento di gioia.

Serena aveva concluso una relazione da pochi mesi e non sembrava intenzionata ad averne un’altra a breve, ne era uscita male perché il suo lui era stato scoperto con un’altra.

Neanche a dire che volevo ammazzarlo di botte ma faceva boxe, e non credo che ne sarei uscito vincitore.

Ma in fondo era il pensiero che contava no?

Io finivo una relazione ed entravo in un’altra nel giro della stessa settimana.

Non che si potessero definire vere e proprie relazioni, uscivo con una ragazza un paio di volte, mi trovava carino ed interessante, poi iniziava a lamentarsi ed a crearmi problemi, ed io non ero proprio tipo da problemi.

Il mio interesse allora iniziava a scemare e mi ritrovavo tutte le volte con loro arrabbiate mentre se ne andavano voltandomi le spalle.

Tutte le amiche di Serena mi detestavano, ma lei invece ci rideva e diceva che non capivano bene come ero.

E questo mi lusingava molto.

Era la mia ragazzina preferita.

Pelle e ossa. Sguardo sveglio e disciplinato. Bacchettona per carità ma anche tanto sensibile e disponibile.

Una sorella.

Una sorellina.

O no?!

La mia migliore amica di sicuro.

Da anni.

Ma solo?

Perché me lo chiedevo?

Per quella volta che mi aveva fatto quello sguardo e mi aveva fatto stringere lo stomaco?

O per la rabbia che mi era venuta quando quell’esaltato l’aveva tradita?

No, era stata solo protezione, puro spirito di protezione.

E poi non mi era mai piaciuto quel tipo, glielo dicevo sempre che era un saccente esagerato.

Non mi davano mai retta queste donne.

“Ciao ragazzi” dissi entrando nel bar con aria spavalda. “Che belle facce assonnate”:

Mi fissarono tutti e due con sguardo interrogativo.

Lo stesso sguardo interrogativo.

Serena era appoggiata al bancone con la coda di cavallo e quel suo solito volto da bambina, un filo di rimmel e nulla più.

Una bellezza del tutto naturale.

Andrea, abbronzato e più bello di me come Ken e Big Jim, chiaccherava con un signore a cui aveva appena dato un caffè.

Parlavano di politica e sorrisi pensando allo scarso interesse che doveva avere il mio amico per quell’argomento.

Non poteva essere più lontano dal suo modo di essere.

Ma si sforzava bene, era credibile.

Mi avvicinai allora a Serena e le feci l’occhiolino.

“Come va ragazzina del mio cuore”.

“Bene tesoro” rispose sorridendo. “Succo di pompelmo?”.

“Come sempre” risposi. “Mi serve energia per affrontare la giornata”.

“Per mettere a posto i libri?”

Ma cos’era, ce l’avevano tutti con il mio lavoro?

“Ah Ah divertente. Mi serve energia per sopportare le persone come te.”

Mi fissò con sguardo indefinibile, e qualcosa dentro di me mi fece agitare.

Aveva sempre avuto quelle ciglia così lunghe?

E quegli occhi così neri?

La confusione sul mio volto doveva essere evidente, tanto che posò il succo sul bancone e mi accarezzò il viso.

“Mica ti sarai offeso? Lo sai che ti adoro”.

“Ma figurati dissi, dammi il mio pompelmo che devo scappare al lavoro”.

Uscii con una strana sensazione nello stomaco, e la giornata passò lenta ed interminabile.

Poverino io, Davide il confuso.

14 Comments

  • Anna

    MI PIACE

    Luglio 9, 2020 - 7:45 am Reply
    • admin

      Gentile sig.ra Anna,
      le ricordiamo che per essere valido, il mi piace” deve essere scritto nell’apposito form e non nel commento. Grazie

      Luglio 9, 2020 - 8:07 am Reply
  • Alessandra

    Mi piace

    Luglio 9, 2020 - 8:03 am Reply
    • admin

      Gentile sig.ra Alessandra,
      le ricordiamo che per essere valido, il mi piace” deve essere scritto nell’apposito form e non nel commento. Grazie

      Luglio 9, 2020 - 8:06 am Reply
      • Alessandra

        Mi piace

        Luglio 9, 2020 - 8:25 am Reply
        • Anna

          Mi piace

          Luglio 9, 2020 - 3:10 pm Reply
  • Chiara

    Semplice, scorrevole, piacevole da leggere

    Luglio 9, 2020 - 8:54 am Reply
    • Valentina

      Mi piaceeee

      Luglio 9, 2020 - 9:19 am Reply
  • Paola

    Mi piace

    Luglio 9, 2020 - 9:28 am Reply
  • Ylenia

    Mi piaceee😍

    Luglio 9, 2020 - 10:11 am Reply
  • Vale Vale

    Bellissimo!!!

    Luglio 9, 2020 - 11:09 am Reply
  • Cinzia Satta

    Bel racconto

    Luglio 9, 2020 - 11:39 am Reply
  • Simona

    Mi piace

    Luglio 9, 2020 - 2:13 pm Reply
  • Valeria Musarella

    Mi piace

    Luglio 14, 2020 - 3:40 pm Reply

Leave A Comment

Your email address will not be published.

Translate »