Coffee House da Roma a San Pietroburgo: da Villa Ada al Giardino d’Estate

Luoghi per socializzare
Le Coffee House erano delle deliziose strutture molto in voga nel Settecento, realizzate all’interno delle ville. Non parliamo dei Caffè sparsi nelle più grandi città d’Italia e d’Europa, affollati di intellettuali e artisti e borghesi, bensì di una sorta di mini circoli esclusivi, ideati dall’aristocrazia per i suoi ospiti.
Le Coffee House erano delle vere e proprie strutture all’interno di grandi ville private e, solitamente, erano realizzate all’interno di ampi spazi verdi con fontane e luoghi di ristoro anche all’aperto. Erano le locationideali dell’aristocrazia per la socializzazione. Davanti a una tazza di tè, caffè o cioccolata fumante si chiacchierava, si spettegolava e si parlava di politica.
Secondo il gusto dell’epoca i piccoli edifici erano realizzati in stile neoclassico con ampi padiglioni (se lo spazio lo consentiva), vetrate luminose che davano sui giardini, e salottini interni per chiacchierare e familiarizzare.

Tra le Coffee House a Roma più frequentate vanno menzionate Il Tempio di Flora a Villa Ada, il Quirinale e Palazzo Colonna. Ma anche l’Europa dell’Est ne aveva diverse e, tra le Coffee House di San Pietroburgo più rinomate, non possiamo non citare la Casa del Caffè nel bellissimo Giardino d’Estate sul fiume Fontanka.
Il Tempio di Flora a Villa Ada
Oggi la struttura è in totale stato di abbandono, presa d’assalto dai vandali, e non dai writers come qualcuno ha scritto. I writers sono artisti, e un artista non imbratta un’altra opera d’arte. Sono vandali e basta.
Un gran peccato, perché la struttura era stata completamente restaurata nel 2000.
Se con questo caldo desiderate prendere un po’ di fresco, fatevi una passeggiata a Villa Ada e dirigetevi verso il Tempio di Flora, per ammirare come quest’opera d’arte sia stata ridotta da tali “artisti” e tossico dipendenti. E’ un pugno nello stomaco.

Il Tempio di Flora a Villa Ada è una raffinata struttura di fine ‘700 immersa nel verde, richiesta dal principe Pallavicini all’architetto francese Auguste Hubert per offrire un luogo di ristoro ai suoi ospiti, ma anche per realizzare feste e spettacoli.
La struttura è ampia e molto bella, realizzata su due livelli. Il tempietto, che spicca con le sue quattro colonne in stile dorico, aveva proprio la funzione di Coffee House, mentre la parte bassa, il giardino e il lungo portico, erano dedicate alle feste, ma anche a riparare d’inverno le splendide piante del giardino olandese che si trovavano proprio difronte alla struttura.
Nella parte bassa, nel sottostante invaso detto “il teatro”, è presente una fontana in ghisa tardo ottocentesca. Il colpo d’occhio è splendido. Se avete la possibilità, fateci un salto.



Il Giardino d’Estate
La Casa del Caffè a San Pietroburgo, nel bellissimo Giardino d’Estate voluto dallo zar Pietro il Grande, era perfettamente in linea con i gusti dell’Europa Occidentale. L’edificio fu realizzato nel 1826 su disegno del mitico architetto italiano Carlo Rossi, che cercò di allinearsi al gusto europeo ( e italiano) degli allora in voga Coffee House. In nuovo edificio, in realtà, sorgeva su un’altra struttura in stile barocco, che l’architetto italiano sostituì nella forma e nelle decorazioni, conservandone unicamente le pareti. Queste ultime appartenevano a una Grotta fatta costruire da Pietro il Grande e che venne danneggiata con l’alluvione del 1777.

La Casa del Caffè esiste ancora, e i russi, così come gli innumerevoli turisti, vanno lì per fare un salto indietro nel tempo. Nella struttura, infatti, si conservano un antico camino dell’epoca, credenze intagliate e oggetti d’arredo. In tutta comodità ci si può sedere e ordinare pasticcini e una bevanda calda. L’arredamento interno include anche una serie di fotografie, dipinti e una radio d’epoca. Qui un rinomato pasticciere italiano, un certo Piazzi, vi aprì al tempo la sua pasticceria, che rimase in attività per circa 30 anni!
La cosa carina è che il conto viene consegnato in un vecchio libro!
Dal 1984, la Casa ospita anche uno spazio espositivo del Museo di Stato Russo.
Le Coffee House, quindi, non erano una prerogativa europea o italiana, ma un luogo di ritrovo molto amato anche dall’aristocrazia orientale. Se avete bisogno di uno spunto per le vostre passeggiate del fine settimana, vi consiglio di fare un salto alla storica Coffee House del Quirinale e quella di Palazzo Colonna.

Foto di copertina: Casa del Caffè nel Giardino d’Estate a San Pietroburgo
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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