Che forza le donne di Ewa Juszkiewicz!

Ewa Juszkiewicz
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Una nuova testa per le donne di Ewa Juszkiewicz, un monito per non dimenticare l’anonimato del passato

Destrutturare per non dimenticare

Ewa Juszkiewicz è un’artista polacca che dal 2012 ha iniziato a realizzare dipinti ispirati ad altre opere d’arte, specialmente ritratti, reinventandoli in una forma nuova, moderna e personale. L’artista inizia un dialogo col passato, indagando la storia delle donne nel tempo, non solo in relazione all’arte ma anche alla società.  

Ewa Juszkiewicz, Untitled_After Joseph Karl Stieler_2020

I soggetti preferiti di Ewa Juszkiewicz sono figure femminili, còlte sempre in pose aggraziate, proprie dei canoni della ritrattistica dal Cinquecento in poi, canoni che, però, la Juszkiewicz ribalta. L’artista polacca, infatti, stravolge la nostra percezione, inserendo nelle sue opere (ispirate anche a dipinti famosi) l’elemento dell’ignoto, del mistero e dello “strano”, che si oppone di fatto alla linearità dei dipinti dell’epoca. Ecco allora che i volti scompaiono e fanno posto a turbanti vaporosi e colorati. Chi si cela dietro quel turbinio di stoffe? E dietro quel cespuglietto di foglie? E dietro quell’ammasso di funghi?!

Le donne, le madri, le sorelle e le mogli di Ewa Juszkiewicz sono un chiaro messaggio alla storia, che nei confronti delle donne ha fallito miseramente. I suoi dipinti reinventati sono un monito per non dimenticare la posizione e la mancanza di diritti delle donne, specialmente nell’Ottocento, che per la legge e la società avevano un ruolo marginale, erano quasi invisibili, anonime. Ecco allora che l’artista con le maschere e i camuffamenti del volto, vuole portare alla memoria ciò che è indispensabile non relegare nel dimenticatoio, oggi più che mai. Ricordare l’anonimato, significa non dimenticare. Anche i titoli delle sue opere ce lo ricordano, la maggior parte sono Untitled

Come dicevamo, molti dei suoi dipinti sono anche ispirati ad artisti famosi e, chi ama l’arte e la conosce, riconoscerà nei corpi ritratti, le donne di Joseph Karl Stieler, di Elisabeth Vigee le Brun o Adam Kruseman

Ewa Juszkiewicz ci spinge alla riflessione

Ewa Juszkiewicz, After Adolf Ulrik Wertmuller 2020

Ma Ewa Juszkiewicz va oltre. Il camuffamento è anche uno stimolo a ripensare e reinterpretare la donna e il suo ruolo con l’ausilio della fantasia. Quei turbanti o quelle foglie ci costringono ad usare l’immaginazione e a dare alle figure rappresentate un volto nuovo. E’ un modo per dare a tutte quelle donne anonime per la storia, una sorta di riscatto nel presente. Quello della Juszkiewicz è un dialogo col passato, che si fa vivo e attuale, e che ci spinge inevitabilmente alla riflessione.

A questo punto alcune domande sorgono spontanee: siamo sicuri che le donne erano condizionate nella loro libertà solo in passato? La moda e la società rendono le donne veramente libere? Oppure ci stanno solo ingabbiando in nuovi stereotipi? E allora perché non proviamo ad immaginare una donna nuova? Copriamola solo momentaneamente, reinventiamola, diamole nuova dignità e poi togliamole il turbante! Abbiamo fatto un buon lavoro? Solo la storia e il tempo ce lo svelerà.

Mi piace farvi notare come Ewa Juszkiewicz nonostante l’elemento “strano” che inserisce nei suoi dipinti, realizzi camuffamenti in stoffa o vegetali perfettamente in armonia con il contesto e con l’immagine della donna, senza snaturarla, richiamando la delicatezza e la gentilezza dei movimenti, così come la sua imperitura eleganza.  A mio avviso, nel contesto dell’arte contemporanea, i quadri della Juszkiewicz sono molto belli e originali, così come lo è tutta la poetica che sostiene la sua arte, molto attuale, profonda e interessante.

Altre foto dell’artista potete ammirarle nella mia Gallery di Arte contemporanea

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Foto da ARTE, mensile di Arte, Cultura, Informazione ed. Giorgio Mondadori, n. 569, gennaio 2021

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