Carneval, non te ne andare… di Carlo Lapucci

La più sfrenata delle feste
Carneval, non te ne andare… di Carlo Lapucci è un saggio godibilissimo edito da Graphe.it.
Carneval, non te ne andare… Storia, significati, riti e celebrazioni del Carnevale è un saggio di carattere storico‑culturale che indaga le origini e il significato del Carnevale nella tradizione europea e italiana. Il Carnevale è terminato da poco e mi sembrava un’ottima occasione per fare il punto su una festa sempre molto amata da grandi e piccini.
In questo splendido libro, di quasi 100 pagine, l’autore ricostruisce le radici storiche e simboliche del Carnevale con l’obiettivo di dimostrare come questa festa sia in realtà molto più di un semplice momento di evasione. Il Carnevale, infatti, affonda le sue radici nel mondo antico e contadino che viveva in stretta armonia con gli elementi naturali.

Partiamo subito da un presupposto: il libro è alla portata di tutti. Carneval, non te ne andare… di Carlo Lapucci non è destinato unicamente agli addetti ai lavori, bensì è una lettura adatta ai curiosi, agli amanti del folclore e delle tradizioni popolari, che troveranno nel libro tanti spunti da approfondire e su cui riflettere.
Un pregio del saggio è certamente la lingua e lo stile dell’autore. Carlo Lapucci, infatti, condensa in frasi semplici e chiare concetti complessi, pronti per essere elaborati e sedimentati nella nostra coscienza. Il testo, inoltre, ha il merito di essere articolato in capitoli molto interessanti che agevolano la lettura perché possono essere letti separatamente. Nel libro, il lettore potrà apprezzare una sezione più ampia dedicata ai riti, ai simboli e alle tradizioni popolari e poi altre sezioni separate, dedicate, ad esempio, agli antichi giochi del carnevale, alle filastrocche, ai proverbi e molto altro.
Carneval, non te ne andare… di Carlo Lapucci
Nella prima parte del libro, Lapucci indaga l’ampio contesto storico legato al Carnevale che va dagli antichi riti pagani fino alle feste popolari medievali, evidenziandone le trasformazioni nel tempo fino ad oggi.
Anticamente, l’uomo cercava una sintonia con la natura e con i suoi fenomeni. Il Carnevale, provenendo da origini pagane, portava con sé elementi naturalistici, culti purificatori e della fecondazione. La festa era un momento di grande vitalità, dove per una volta nell’anno si infrangevano tutte le regole, le convenzioni, fino a sfociare non di rado in manifestazioni violente. I ruoli si ribaltavano: il povero diventava ricco, il nobile si trasformava in uno straccione, si ingiuriava a ruota libera e tutto era permesso.
Il Carnevale si colloca nel periodo annuale di apparente morte della natura, caratterizzato dal riposo delle piante, dall letargo degli animali e dalle ridotte attività dell’uomo a causa del freddo e della neve. La natura dormiente stimolava quindi un momento di chiasso e di allegria.
I mesi di febbraio e marzo erano caratterizzati da penuria e ristrettezze, e i nostri avi lo sapevano bene; erano mesi in cui la terra dava pochissimi frutti e le tavole erano quasi sempre sprovviste di cibi freschi. Con il Carnevale, quindi, finivano le provviste autunnali e ci si avviava verso un cammino di privazioni (si affacciava, peraltro, anche il digiuno della Quaresima). Tuttavia qualcosa di buono cominciava ad apparire sulle tavole e il titolo del libro (che si riallaccia a una vecchia filastrocca), ce lo ricorda:


Combinando fonti storiche, riferimenti a tradizioni popolari e inserendo numerosi riferimenti letterari, Carlo Lapucci ha reso il libro accessibile anche a non specialisti.
La scorrevolezza del testo rende libro coinvolgente al pari di un romanzo; del resto, è proprio questa la cifra stilistica di Carlo Lapucci. Lo scrittore, infatti, non è nuovo alle mie letture perché mi ha già conquistata in passato con un saggio introduttivo nel libro Breve storia del pesce d’aprile di Giuseppe Pitrè, sempre dedito da Graphe.it.
Per me che sono un’appassionata di folclore e di usi e costumi popolari la lettura di Carneval, non te ne andare… di Carlo Lapucci è stata illuminante. Consiglio il saggio a tutti coloro che desiderano comprendere il significato profondo del Carnevale (oltre all’aspetto festoso) ed entrare nel cuore delle nostre radici.
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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