Si chiama “Ars Caput Mundi”  il libro che celebra l’arte dimenticata

Ars Caput Mundi

Associazione Caleidosarte

Ars Caput Mundi edito da Tekn art srls è il volume che l’Associazione Caleidosarte ha realizzato per onorare tutti quegli artisti di spessore anche internazionale che hanno attivamente partecipato ai progetti dell’Associazione, e non solo.

Il libro, di dimensioni importanti, vuole lasciare un segno, una traccia ben chiara delle opere più rappresentative dei pittori e degli scultori esclusi dal circuito delle mostre e che non hanno avuto la possibilità di esporre i loro lavori in gallerie private. Al loro talento indiscusso dà voce l’Associazione di Claudio Giannini e Paola Galeotti, che da anni si occupa di dare visibilità a chi non ci riesce autonomamente. 

Ars Caput Mundi, quindi, è un contributo a questi artisti che, finalmente, hanno la possibilità di essere apprezzati anche dal grande pubblico, grazie alla collaborazione con le Biblioteche coinvolte nel progetto, a cui verrà donata una copia del libro.

Il testo, realizzato con il Patrocino del Comune di Carrara e della Fondazione CRC Carrara, si compone di una parte scientifica e ambientale con spaccati su critici d’arte e personaggi che hanno contribuito alla grandezza del nostro Paese; c’è una sezione dedicata al grande pittore Enzo Faraoni di origini spezzine e toscano d’adozione, e, infine, uno spaccato culturale dedicato all’inglese Matthew Spendere, anch’egli toscano d’adozione.

Ringrazio Claudio Giannini, organizzatore di eventi culturali da oltre 30 anni, per questa intervista che ci ha permesso di avere qualche informazione in più su Ars Caput Mundi, presentata pochi giorni fa presso la Fondazione Crc a Palazzo Binelli (Carrara).

Ars Caput Mundi

⁠Salve Claudio, partiamo con una domanda facile facile. Cos’è per lei l’arte?

L’ arte è ciò che viviamo e ciò che ci circonda, è uno dei motori che spingono il mondo ma soprattutto è la sua vitalità.

La sua Associazione promuove l’arte in tutte le sue forme. C’è un criterio che utilizzate quando selezionate gli artisti per le vostre mostre?

Ma sì, ci sono forme diverse per giudicare l’arte ed i suoi settori, ma tutto trae origine dalla capacità intuitiva dell’artista, c’è chi lo fa in forma immediata e chi in forma ragionata ma tutto e tutti assimilano il loro contorno e ne danno interpretazione.      

Ars Caputi Mundi è un progetto che dà spazio a pittori e scultori che vengono ignorati dagli addetti ai lavori? Può spiegare ai nostri lettori perché, secondo lei, non si dà spazio a questi artisti e perché, invece, lo fate voi con le vostre iniziative?

L’arte, almeno quella di cui ci occupiamo a volte offre troppo spesso lacune e forse discriminanti. La fase commerciale soverchia troppo spesso l’ambiente e solo chi può investire su se stesso potrà porsi in visione agli addetti. Noi cerchiamo di offrire questa possibilità anche a chi pur bravo non può permettersi questi investimenti troppo onerosi.      

Il primo spaccato del libro lo avete dedicato al pittore toscano d’adozione Enzo Faraoni. C’è un motivo particolare per questa scelta?

La prima parte del libro la dedichiamo a chi con pazienza e capacità ci ha affiancato in quasi trenta anni di lavoro aiutandoci a crescere all’interno del settore. Una serie di critici d’arte come Dino Carlesi, Tommaso Paloscia, Nicola Micieli, Lodovico Gierut, grandi maestri che meritano ricordo e riconoscenza, critici di primaria rilevanza a cui dobbiamo molto.    

C’è un messaggio che vuole lanciare ai lettori a proposito del volume Ars Caputi Mundi?

Il libro in oggetto altro non vuol essere che una fase didattica e storica della nostra pittura. Un’analisi che comprende anche uno spaccato dedicato ai collezionisti neofiti, ma soprattutto una memoria storica sui nostri artisti.

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