Per i 16enni slavi Gare di Saggezza, Arguzia e Destrezza in onore di Svjatovid

Si festeggia il 25 e il 26 settembre con giochi difficilissimi la festa di Svjatovid, la divinità venerata dagli slavi occidentali
Svjatovid: dio della guerra e della fertilità
Si chiama Svjatovid (anche Sventovid o Svetovid) la divinità venerata dagli antichi slavi occidentali. Se vi aspettate di trovare la solita e bella divinità, tutta scintillante, con i capelli biondi folti e al vento, beh sarete delusi. Sviatovid, a mio avviso, non è proprio il massimo: ha ben 4 teste! Ma queste gli erano necessarie. Uno sguardo a 360°, infatti, (cioè su tutti e quattro i punti cardinali) gli servivano per tenere a bada le orde di demoni che provenivano da tutte le direzioni.

Svjatovid è il dio della guerra, e il suo compito è quello di difendere la Terra da qualsiasi minaccia. Oltre alla spada, il dio rappresentato spesso con altri oggetti da cui non si separa mai come il corno (simbolo di buona fortuna e di prosperità), e lo stendardo.
Malgrado l’aspetto minaccioso e il forte temperamento, Svjatovid si dedica amorevolmente alla cura di Madre Terra e, non è un caso, che viene associato spesso alle divinità legate alla fertilità.
Il Tempio di Arkona
Per affrontare i nemici, Svjatovid ha un potente alleato, uno splendido cavallo bianco adorato e venerato anche dal popolo.
Nel tempio di Svjatovid (la fortezza-tempio di Arkona tra Germania e Polonia, centro religioso e politico del principato slavo dei Rani), ci doveva essere, oltre ad un idolo con le sembianze di Svjatovid, anche un cavallo bianco sempre pulito e nutrito. Il cavallo era venerato tanto quanto la divinità stessa, e questo perché, le sue condizioni, erano considerate profetiche. Gli antichi slavi, infatti, credevano che il cavallo accompagnasse Svjatovid durante le battaglie notturne e che dopo gli scontri portasse l’alba nel mondo. Se la mattina il cavallo veniva ritrovato coperto di schiuma e stanco, significava che Svjatovid lo aveva cavalcato per combattere contro i demoni invasori.
Ma il popolo venerava il cavallo anche perché aveva facoltà divinatorie. Per predire il futuro, specialmente in merito a possibili guerre, si interrogava proprio il cavallo. Solitamente si costruiva una sorta di recinto con 6 pali conficcati nel terreno. Se il cavallo superava lo steccato con la zampa destra, significava che la guerra imminente avrebbe comunque portato qualcosa di buono, se con la zampa sinistra, invece, ci sarebbero stati lunghi periodi bui e dolorosi.
Oltre al cavallo, Svjatovid ha come animali simbolo con cui spesso veniva raffigurato, anche l’aquila e il gallo.
Il dio della guerra infine, è considerato anche il patrono dei sacerdoti guaritori, perché era in grado di curare le ferite ricevute in battaglia (e non solo). A lui, infatti, si rivolgevano gli antichi guerrieri, che con l’aiuto dei sacerdoti, chiedevano sollievo e guarigione dalle terribili ferite ricevute in battaglia.
Ma cosa ha a che fare tutto questo con le gare dei giovani adolescenti di cui abbiamo accennato nel titolo?

Gare di Saggezza, Arguzia e Destrezza per sedicenni
Durante la festa in onore di Svjatovid nei giorni 25 e 26 settembre, gli slavi organizzavano una sorta di maratona di giochi di astuzia e abilità a cui partecipavano le giovani generazioni. Per onorare la divinità inoltre, si portavano doni come armi, pane, oro, miele e una parte del raccolto.
Gli adolescenti dovevano fronteggiarsi in prove durissime di Saggezza, Astuzia e Destrezza organizzate dai sacerdoti guaritori.
Solitamente, si iniziava con una prima trance di prove, un botta e risposta su quiz e indovinelli. Vinceva chi rispondeva più velocemente e con maggior arguzia.
Superata questa prima fase, i vincitori potevano passare alla seconda, che impegnava il corpo con prove di destrezza militare. I ragazzi, infatti, dovevano dimostrare grandi abilità con le armi (simbolo del dio) tra cui la spada, l’arco e i coltelli.
Superata questa prova, ormai i pochi giovani rimasti, dovevano affrontare la competizione più dura, quella di resistenza. Bisogna, infatti, vivere nella foresta per 3 settimane! L’obiettivo delle prove era di quello di traferire alle future generazioni una grande forza di spirito, di adattamento, di sopravvivenza, di saggezza e di prestanza fisica per ben difendere se stessi e il proprio popolo.
Il culto di Svjatovid terminò nel 1168, quando fu distrutto il tempio a lui dedicato ad Arkona come raffigurato nel quadro di Laurits Tuxen.

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Foto di copertina da Slovar’ slavjanskoj mifologij, Russkij Kupez, 1995
Fonti:
https://dzen.ru/a/XcFJ0CvrSQCuPF08?utm_referer=www.google.it
https://it.wikipedia.org/wiki/Capo_Arkona
Slovar’ slavjanskoj mifologij, Russkij Kupez, 1995









Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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