Naturalismo sì, naturalismo no: uso e abuso dei dettagli

uso e abuso dei dettagli

In “Sviscerando con l’autore” approfondiamo il tema legato alla ricercare l’idea universale per non cadere in errori e tentazioni con l’uso e l’abuso di dettagli

Enunciare un’idea astratta è più facile

L’uso e l’abuso dei dettagli è un argomento di grande interesse perché ci consente non solo di affrontare diversi temi legati alla scrittura, ma ci permette anche di fare numerose riflessioni sull’argomento. Come al solito mi avvarrò del supporto di grandi scrittori in vita (e non), così come di autori emergenti, al fine di mettere a confronto le generazioni per meglio analizzare modi di pensare e  metodologie legate al mondo della scrittura. 

Lo scopo è anche quello di capire con voi, e secondo voi, quale sia la formula più efficace, quella che coinvolge maggiormente il lettore quando parliamo di “dettagli”. Perchè, ricordiamolo, gli scrittori scrivono per essere letti e non possiamo ignorare il “piacere” che la nostra scrittura procura al lettore.

Il titolo che ho scelto per l’ appuntamento di oggi è Naturalismo sì, naturalismo no: uso e abuso dei dettagli. 

Partiamo dal presupposto che descrivere (un’atmosfera, un luogo, una persona, un paesaggio) non è sempre facile e molti scrittori rifuggono da questo tentativo e ripiegano sul racconto di idee, emozioni e sensazioni, diciamo che cercano il concetto astratto, vanno alla ricerca dell’idea universale. 

In questo modo, specialmente gli scrittori emergenti, sorvolano su quelli che sono i dettagli che riempiono il nostro quotidiano, la nostra vita. E’ pur vero però, che abusare nel “naturalismo” può essere un’arma a doppio taglio. L’abbondanza di dettagli, che tende ad evocare qualcosa a tutti i costi, ad un certo punto può rivelarsi un vicolo cieco, perché questi di fatto sono connaturati alla vita e non all’opera. Attenzione quindi, potreste rischiare di non dare spessore al contenuto del vostro romanzo, tediando inevitabilmente il vostro lettore. 

Questo è quello che pensa ad esempio Stephen King, un grande scrittore il cui genere magari può non piacere, ha scritto prevalentemente romanzi horror del calibro però di Shining, Carrie, Misery e tantissimi altri. King ad esempio nel suo On writing che vi invito a leggere dice: (vi leggerò alcune parti):

“[…] non vado pazzo per gli scrittori che specificano con il massimo scrupolo le caratteristiche fisiche dei protagonisti o i loro abiti. Considero molto fastidiosi quegli inventari di guardaroba; se fossi interessato a informazioni in merito sfoglierei il catalogo di una marca di vestiti.  […]

poi più avanti dice :

“[…] Se vi spiego che Carrie White è una liceale emarginata dai compagni, con una brutta carnagione e un abbigliamento dismesso, confido che siate capaci di completarne il ritratto. “[…]

E poi oltre:

“[…] A scuola, tutti abbiamo incrociato degli sfigati; se delineassi alla perfezione i miei, in parte bloccherei il ricordo dei vostri, rischiando di inficiare il legame di mutua comprensione che ambisco a instaurare tra noi.  La descrizione nasce nella fantasia dell’autore ma poi dovrebbe germinare in quella del lettore “[…]

E credo che quest’ultima frase mi sembri la frase chiave, che ci fa capire meglio il concetto l’importanza dei dettagli e l’uso corretto di questi. Nello specifico Stephen King ci spiega quanto sia importante il dettaglio per  “evocare qualcosa” .

Questo quindi è il pensiero di Stephen King che, come dicevo, potete approfondire nel suo ormai famosissimo On writing, autobiografia di un mestiere, PickWick, 2017 che viene citato in tutti i corsi di scrittura creativa.

Vediamo ora cosa ne pensa la nuova generazione di scrittori sull’argomento. Ci dà il suo punto di vista sul tema Michele Visconti, che ho intervistato di recente per Cinquecolonne magazine in occasione del suo ultimo romanzo “il ponte di ghiaccio” edito da Holden Edizioni.

Uso e abuso dei dettagli: il punto di vista di Michele Visconti

Michele Visconti è nato a Napoli nel 1979, è del quartiere di Secondigliano precisamente dove ha vissuto fino a qualche anno fa.  Attualmente è a Pescara e lavora come geometra, presso una società di ingegneria industriale. Curioso di cronaca nera, ha due passioni: il disegno e la scrittura creativa. La seconda iniziata per caso dopo alcuni corsi seguiti nella sua città natale. Cimentatosi con il genere comico, si è poi dedicato a tutt’altro tipo di narrazioni, riscuotendo riscontri positivi in vari concorsi letterari, quali ‘Dieci piccoli indiani’ e Premio letterario nazionale Bukowski.’ Prima de Il ponet di ghiaccio ha scritto Croce e testa sempre con Holden Edizioni.

Sull’uso e l’abuso dei dettagli ascoltiamo il punto di vista di Michele a cui ho chiesto:

Che peso hanno i dettagli nella tua scrittura? Ci racconti in che contesto li usi  e perché?

I dettagli sono sicuramente una parte corposa del racconto, di una storia, e non devono essere un elenco della spesa ma devono avere comunque un certo significato. Ti faccio degli esempi. Magari in un giallo se descrivo prima il ladro con un cappello verde e il protagonista, Marco, trova un cappello verde, 

io metto in condizioni il lettore comunque di  indagare insieme a Marco.  

Marco può capire o meno chi sia il ladro, però, in quel momento il lettore è anche lui protagonista.  

La stessa cosa se descrivo un cane e c’è una medaglietta, Marco vedrà la medaglietta del suo cane e magari capirà che il suo cane è morto e piangerà. Quindi quel dettaglio mi evita di descrivere lo stato d’animo di Marco. 

Diciamo che i dettagli sono sicuramente una parte essenziale e devono sempre avere un significato, devono dire qualcosa.  Ce lo dice anche Stephen King, un nome di tutto rispetto!

Michele Visconti

Concludo il podcast di invitandovi a riflessione sul tema  di oggi  e, come di consueto, vi esorto a raccontarmi il vostro punto vista sull’argomento e le vostre esperienze.

Mi rivolgo infine agli scrittori emergenti e non, ricordando che se volete espriemere il vostro punto di vista ed essere intervistati per il podcast #Sviscerandoconlautore, potete scrivere al mio indirizzo email presente sul blog sguardo ad est.

Ancora grazie per essere stati con me, alla prossima settimana

Per approfondimenti:

“Il ponte di ghiaccio” di Michele Visconti, intervista su Cinque colonne Magazine

Sommessamente – La nostra Biblioteca di Babele con Michele Visconti

“Croce e testa” di Michele Visconti, intervista su Cinque Colonne Magazine 

Recensione :Stephen King,On writing, autobiografia di un mestiere, PickWick, 2017

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