Canova e l’eleganza della Danzatrice con le mani sui fianchi

Ancora pochi giorni per ammirare la Danzatrice di Canova a Palazzo Braschi a Roma

La mostra “Canova.Eterna bellezza”

Un memo per questa mostra è d’obbligo. Per ammirare la splendida scultura del Canova, La Danzatrice con le mani sui fianchi, prestito dell’Ermitage di San Pietroburgo, avete tempo fino al 15 marzo 2020. Palazzo Braschi a Roma, ospita infatti la mostra Canova.Eterna bellezza” di cui vi ho già parlato in questo articolo.

Ripeto, torno a segnalarvi questa mostra, perché avrete la possibilità di ammirare delle sculture che poi torneranno in Russia (che non sta proprio dietro l’angolo). Pertanto, come ho già fatto per la Maddalena penitente e per il Genio della Morte, approfitto della mostra ancora in corso per scoprire con voi alcuni dettagli di questa bellissima scultura.

Orfeo di canova, 1777 (Ermitage, San Pietroburgo)

La Danzatrice del Canova si trova nell’ultima sala della mostra, allestita su una specie di piedistallo girevole che, grazie ad una serie di specchi, consente di ammirare la statua in tutti i suoi dettagli. Proprio come voleva Canova: lo spettatore doveva stare fermo e la statua prendere vita davanti ai suoi occhi, con un movimento lento che esaltava la sinuosità e l’eleganza della danzatrice.

La Danzatrice con le mani sui fianchi di Canova

Ciò che mi ha colpito di questa splendida statua è la capacità del grande Canova (del resto non sarebbe stato “grande”) di cogliere alla perfezione la delicatezza e la sinuosità dei movimenti della danzatrice, e trasferirla al freddo marmo. La trasparenza e la morbidezza della veste che ci sembra di sentirla al tatto pur senza toccarla, la pianta dei piedi appena flessa che ci suggerisce l’imminente saltello della danzatrice e la scollatura sul petto tirata leggermente in giù dalla mano che raccoglie il lembo inferiore della veste, è qualcosa di unico…

La statua ci infonde gioia e serenità, proprio come desiderava Canova. Il grande scultore realizzò nello stesso periodo tre danzatrici con l’intento di evadere dalla drammaticità dei tempi e scacciare la malinconia. Pare che la sua fonte di ispirazione per queste tre sculture siano stati alcuni dipinti parietali ammirati a Napoli e Pompei che rappresentavano danzatrici allegre e spensierate.

Il tema della danza

scalone di Palazzo Braschi Roma

Canova (1757-1822) era particolarmente attratto dal tema della danza a cui si dedicò tra il 1806-1812. Fu proprio in questo periodo che realizzò la Danzatrice con le mani sui fianchi, scolpita per l’imperatrice Josephine de Behaurnais. La scultura ottenne un successo strepitoso e forse Canova se lo aspettava. Il fascino che esercitavano su di lui gli effetti scultorei delle figure in movimento, lo spinsero a lavorare con lena su questo tema, che poi divenne uno dei suoi preferiti. Al successo della scultura contribuì anche l’interesse generale del pubblico per la danza. E’ infatti proprio nell’Europa dell’Ottocento che scoppiò una vera e propria mania per danza, che in quel periodo perfezionava il suo stile. E Canova non era certo insensibile alle mode del tempo, per fortuna…

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