“Maddalena penitente” del Canova a Palazzo Braschi

La scultura è visibile alla mostra “Canova.Eterna bellezza” fino al 15 marzo 2020

La splendida scultura è un prestito del Museo Ermitage di San Pietroburgo insieme al Genio della Morte, alla danzatrice e Cupido. A dell’ interessantissima mostra“ Canova.Eterna bellezza” per analizzare con voi alcuni dettagli di questa scultura davvero splendida.
Per le sue opere, il Canova non utilizzava molto i soggetti biblici, e la “Maddalena penitente” è una delle poche eccezioni di fine periodo (1808).

“Maddalena penitente” del Canova all’Ermitage

Ho avuto la fortuna di ammirare l’opera proprio all’Ermitage prima che arrivasse in Italia. Tra le tante sculture che puntellano la Galleria di storia della pittura antica, questa è stata quella che mi ha colpito di più, e immediatamente. L’Ermitage ha dedicato la Galleria ai due scultori più rinomati di fine XVII sec – inizio XIX, l’italiano Antonio Canova e il danese Bertel Thorwaldsen. Chi ha visto la Galleria, ricorderà che le sculture grandi sono poste al centro della sala, ad una distanza di circa un metro l’una dall’altra. Sono arrivata fino alla fine della sala, me le sono guardate tutte e poi ho sentito un irrefrenabile bisogno di tornare verso la Maddalena penitente.

Maddalena penitente, Canova,
1808 , Ermitage

Maddalena penitente: descrizione della scultura

Secondo le narrazioni evangeliche, Maria Maddalena si pentì dopo aver incontrato Cristo e iniziò il suo pellegrinaggio nel deserto in penitenza e preghiera. Canova si lasciò affascinare dalla figura suggestiva del personaggio evangelico, e mantenendo fede al racconto, la ritrasse in ginocchio su una pietra, giovane e bella, vestita con un semplice panno mantenuto in vita da una corda. Il teschio ai suoi piedi indica la brevità dell’esistenza terrena. Nel viso sofferente di Maddalena, nelle sue mani, supplichevoli e cadenti, Canova non si è soffermato tanto sull’aspetto classico dell’opera quanto sull’aspetto umano della rappresentazione, che poi, è quello che colpisce immediatamente lo spettatore.

Della “Maddalena penitente” ci sono ben due versioni realizzate dallo stesso Canova per cui, se vi siete persi la versione dell’Ermitage e se non fate in tempo per la mostra a Roma “Canova. Eterna Bellezza”, potete sempre andare a Genova e ammirarla a Palazzo Doria-Tursi. Vi segnalo però che le due sculture sono diverse!

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