La spettacolare scultura di Santa Cecilia del Maderno a Trastevere

La basilica di Trastevere
La scultura di Santa Cecilia del Maderno a Trastevere lascia senza fiato. E’ di una bellezza disarmante, di una naturalezza emozionante, di un candore abbagliante. Non si può restare indifferenti davanti a tanta grazie, armonia ed eleganza.
Se dopo una gricia o una carbonara nell’affollata Trastevere vi va di fare due passi per smaltire quello che avete mangiato, vi consiglio una passeggiata nella spettacolare Basilica di Santa Cecilia in Trastevere. C’è tanto da vedere. Non vi aspettate la solita bella chiesa, le decorazioni barocche che vi lasciano a boca aperta o i dipinti di pittori noti e meno noti di una bellezza senza eguali, cose che, trovate in tutte le chiese di Roma (perché questa è Roma! Bella da morire!). Nella Basilica c’è molto di più, sia sopra che sotto. La cripta non dovete farvela sfuggire, rimarrete davvero senza parole.
Tra le cose che vi consiglio di apprezzare c’è sicuramente la meravigliosa scultura di Santa Cecilia di Stefano Maderno (1576-1636). Resta un mistero il perché il cardinale Sfondrati avesse commissionato un’opera così importante a un giovane con poca esperienza. Ma il Maderno seppe ricompensare abbondantemente la fiducia accordatagli.
La salma di Santa Cecilia
Andiamo per ordine, però, altrimenti vi perdete il bello della storia. Iniziò tutto nel XII sec quando papa Pasquale II fece un sogno, nel quale vide la tomba della Santa nelle catacombe di S. Callisto. Aveva ragione. Fece quindi restaurare la chiesa (la dotò del bel portico che vediamo e del bellissimo campanile romanico) e vi traslò la salma.
Santa Cecilia voleva tornare a casa.
L’attuale chiesa, infatti, sorge sulla casa di S. Valeriano (IV sec. a.C), marito della martire Cecilia, uccisa per volontà dell’imperatore di Marco Aurelio. La chiesa è antichissima e, nel corso dei secoli, ha subito numerosi rimaneggiamenti, non ultimo quello di fine ‘500.
Nel 1599, infatti, il cardinale Sfrondati si adoperò per nuovi restauri alla chiesa e in quell’occasione decise di esaminare meglio la salma di Santa Cecilia. Il corpo fu trovato in una cassa di cipresso chiusa a sua volta in una di marmo. Quando le aprirono, i presenti rimasero di stucco. Il corpo della santa era praticamente intatto, avvolto in una veste bianca trapuntata d’oro…
La scultura di Santa Cecilia del Maderno a Trastevere
Il cardinale rimase così impressionato che decise di lasciare ai posteri l’immagine della Santa così come l’avevano vista loro; incaricò quindi uno scultore per imprimere per sempre quella visione. L’evento ebbe una risonanza enorme, la voce si sparse in un attimo e il papa Clemente VIII non poté fare a meno di andare a vedere con i propri occhi il prodigio tanto esaltato. Ed è qui che entra in gioco il giovane Maderno.
Il cardinale gli affidò il lavoro, e pensate che al tempo della commissione Maderno aveva appena 23 anni! L’artista disegnò ciò che apparve a tutti: un corpo in un placido abbandono. Molti affermano che ai presenti la salma apparve in una posa naturale, come se dormisse, ma a me non sembra affatto. E’ sì naturale, ma a mio avviso è palese il senso di abbandono. La salma è su un fianco e le braccia cadono al suolo con le mani semi aperte. La testa è in una posizione innaturale e mostra le ferite sul collo che il Maderno ha saputo evocare magistralmente, donando alla scultura una tensione incredibile, che ci fa vivere lo strazio del corpo dopo i numerosi colpi inflitti dal boia, che non riuscì a decapitarla. Il corpo non sembra addormentato, ma proprio senza vita, sfinito, abbandonato al suo tragico destino.
Stefano Maderno decise di scolpire un unico blocco di marmo greco, il cui candore venne messe in risalto dalla nicchia scura sulla quale la scultura è, ancora oggi, adagiata.
Non perdetevi quest’opera. Una passeggiata per ammirare la spettacolare scultura di Santa Cecilia del Maderno a Trastevere è d’obbligo!
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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