Il “mese del lupo” in Russia

Paure, digiuni e rituali: il mese del lupo in Russia
Il Giorno di Filippo
Il “mese del lupo” in Russia è strettamente legato al Giorno di Filippo, che in base al calendario gregoriano cade il 27 novembre. La fine di Novembre apre in Russia il cosiddetto” mese del lupo”, ossia il mese di dicembre. In tutti i paesi slavi ci sono rituali e credenze legate alle tradizioni e alla cultura del posto, ma in linea di massima possiamo dire che esistevano rituali e divieti pressoché comuni a tutti gli slavi.

Si chiama “mese del lupo”, perché questi splendidi e pericolosi animali, iniziavano a radunarsi in branchi ad inizio dicembre con l’obiettivo di avvicinarsi ai villaggi. Il motivo era ovvio. Il freddo diventava più rigido e il cibo iniziava a scarseggiare. Nei villaggi, invece, si poteva trovare bestiame e rimasugli di cibo.
I contadini sapevano bene che in questo periodo dovevano stare particolarmente attenti. Nessuno era così folle da avventurarsi da solo nel bosco e anche staccarsi dai gruppi era rischioso. Quando si lavorava, e durante i banchetti, nessuno doveva allontanarsi dagli amici e dai parenti perché sarebbe stato un facile bersaglio per i lupi famelici acquattati nei dintorni del villaggio alla ricerca di cibo.
Il “mese del lupo” in Russia coincideva anche con il digiuno che, in realtà, iniziava qualche giorno dopo il Giorno di Filippo. Nel corso del mese di dicembre non solo si osservavano digiuni, ma si rispettavano numerosi divieti imposti dalle tradizioni e dalla cultura locale. A questi, si aggiungevano anche numerosi rituali che servivano per proteggere la famiglia.
Il “mese del lupo” in Russia e i divieti da rispettare
Tra i divieti più importanti che si dovevano osservare cito l’obbligo di non lavorare con oggetti appuntiti e utensili da taglio e le attività legate agli animali. In merito a quest’ultimo punto, nello specifico, non bisognava conciare le pelli del proprio bestiame, perché le pecore in questo periodo dell’anno erano le vittime preferite dei lupi.
In realtà, i divieti maggiori riguardavano le attività che le donne era solite fare in casa quindi cucire, tessere, filare, ordinare gli ambienti, lavorare a maglia, lavare, cucinare, pulire, avvolgere i filati, etc..

Agli uomini invece era vietato arare, imbrigliare i buoi, macellare maiali, macinare e intrecciare cesti.
Tra i diversi divieti ce n’era uno molto curioso, legato al terrore che incutevano i lupi nella popolazione del villaggio. Nel mese di dicembre in casa la gente evitava di toccare oggetti che, anche lontanamente, potessero ricordare le fauci fameliche del lupo, ad esempio i bauli o addirittura le forbici. Stesso discorso per il focolare, che il padrone di casa cercava in tutti i modi di chiudere. Per farlo, ci si adoperava, ad esempio, con delle catene che venivano appese al focolare e alla cui estremità si legava una pietra. Le pietre dovevano essere tante quante gli animali che si possedevano.
Venivano inoltre cuciti gli occhielli delle camice e si coprivano di letame le fessure delle porte di ingresso. Queste accortezze inoltre, erano accompagnate da frasi rituali del tipo “Copro agli animali selvatici occhi e orecchi, lego mascelle e artigli!”.
Inoltre, già nel Giorno di Filippo, i contadini non dimenticavano certo di onorare il loro coinquilino diabolico, il Domovoj, che si ingraziavano lasciandogli dei pezzettini di carne in casa coperti da un tovagliolo. In questo modo potevano sperare nella protezione del bestiame non solo contro i lupi ma anche contro il rigido inverno. Inoltre, se la qualità della carne era stata di gradimento per il Domovoj, i contadini potevano anche sperare in abbondanti nevicate che avrebbero protetto i raccolti dalle gelate.
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Foto di copertina da Wikipedia
Fonti:
Slavjanskie Drevnosti, tom 1, Mezdunarodnye otnosenija, Moskva 1995
https://rus.team/holidays/filippovka-zagovene









Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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