Roma vista con gli occhi di Gogol’

Roma di Gogol'
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Roma di Nikolaj Gogol’ è un libricino di poco più di 100 pagine, un atto d’amore che il famoso scrittore russo dedicò alla città eterna

Roma e Parigi a confronto

Solo ad un amante si riservano parole così piene di ardore e passione. E Annunziata allora? In 100 pagine il nome “Annunziata” compare solo due volte, una all’inizio e una alla fine del libro. Ad una donna bellissima si dedicano solo due momenti? Forse Annunziata non è affatto una donna, forse la bella popolana non è altro che la metafora della città, che incarna in sé tutto ciò che lo scrittore amava della sua bellissima Roma: la vitalità, la genuinità, la solarità e la bellezza (del paesaggio, dell’architettura e della storia)…

Di cosa sto parlando? Sto parlando di un libricino dolcissimo, così mi piace definirlo. Parlo di “Roma” di Nikolaj Gogol’ edito da Sellerio, l’unica opera dell’autore che non parla di russi e della Russia. Il racconto, pubblicato nel 1842, descrive la Roma degli anni Trenta dell’Ottocento, attraverso gli occhi di un giovane principe. La storia del giovane è più che altro un pretesto dell’autore (così come la bella Annunziata di cui il giovane principe si innamora) per abbandonarsi ai moti dell’animo mentre riflette sulla città eterna. Sono riflessioni a 360° quelle di Gogol’. Lo scrittore si sofferma su tutto, è curioso, e il suo spirito indagatore non risparmia neanche un dettaglio. La gente, la cultura, le strade, l’architettura, il paesaggio, la storia, gli usi, i costumi e le feste, passa tutto al setaccio! E lo fa mettendo a confronto due città: Roma e Parigi, la città più moderna d’Europa.

Di Parigi, però, ad un certo punto, il giovane principe, l’alter ego di Gogol’, comincia a parlarne male, attirando a sé le critiche dei suoi contemporanei.  In patria, infatti, il libro sarà attaccato da numerosi critici “progressisti” che non gli perdoneranno le critiche alle “superficialità” parigine.

Wikipedia_Il portico d’Ottavia Roma_Giovanni Piranesi incisione del XVIII sec

Roma di Nikolaj Gogol: la storia

La storia, se di storia si può parlare, è quella di un giovane principe romano che viene mandato dall’anziano genitore a studiare a Parigi. La città rapisce immediatamente il giovane principe, che si lascia trasportare dal vortice della modernità, dei profumi, delle mode, dei dibattiti politici e dei grandi spettacoli.

[…]Nella sua testa si aggirava persino l’idea di non tornare più in Italia e stabilirsi per sempre a Parigi. Ora l’Italia gli sembrava un angolo buio e ammuffito d’Europa, in cui la vita e qualsiasi movimento languivano.[…]

Ad un certo punto, però, qualcosa nell’animo del giovane principe comincia a cambiare. Parigi perde fascino ai suoi occhi, evidenziando solo futilità e arroganza in ogni sua manifestazione. Il principe inizia a percepire una sorta di superficialità dietro ad ogni gesto e pensiero dei parigini, gli sembra tutto costruito con l’unico scopo di colpire, affascinare. Lo sfarzo inizia a nausearlo. E’ una realtà che non fa più presa sul suo animo.

Nel movimento dei commerci, delle menti, ovunque e in tutto egli ora vedeva solo un intenso sforzo teso verso la novità. Ognuno cercava a tutti i costi di prendere il sopravvento sugli altri, anche se per un solo momento.

Parigi perde punti diremmo oggi, passando il testimone alla città eterna. Il giovane principe scrive allora al padre, chiedendogli il permesso di ritornare in Italia, anche perché le sue tasche languono. Per due mesi non ha risposta fino a quando non gli giunge una lettera con l’annuncio della morte del padre e la necessità del rientro in Italia.

A spasso per Roma con Gogol’

Il principe torna a Roma e inizia così un percorso intimo, una serie di passeggiate sentimentali tra i vicoli e le bellezze della città, alla riscoperta di un mondo che aveva trattato precedentemente con indifferenza e snobismo.

Gogol’- principe passa così le sue giornate vagando per strade di Roma, inebriandosi alla vista di tanta bellezza. I monumenti lo lasciano senza fiato, è a loro che dedica tante riflessioni, ma non solo. Ad attrarlo, infatti, non sono solo i resti dell’antica Roma, ma il tutto armonioso che solo un occhio attento e allenato alla bellezza può individuare.  E’ la fusione tra antico e moderno che lo rapisce, perché non stona, anzi, forse è proprio questa la sua bellezza:

[…] no, egli trovava tutto allo stesso modo meraviglioso: il mondo antico che si ravvivava da sotto un architrave annerito, il possente medioevo che aveva lasciato dappertutto tracce di artisti-titani e della munifica generosità dei papi e, infine, la successiva era moderna, con l’affollarsi di nuove popolazioni. Amava la loro prodigiosa fusione […]

Ogni vicolo o strada sporca e buia può svelare una bellezza inaspettata. Così il principe passeggia per le strade di Roma, anche le peggiori, fiducioso che all’improvviso gli si pari davanti una decorazione del Bernini! Roma è per il  principe-Gogol’ una scoperta continua, e questo lo si può condividere appieno, aggiungerei. I romani ( e non solo) dicono che non basta una vita per conoscere Roma, tante sono le bellezze che nasconde! E questo, Gogol’, lo sapeva bene.

Gallerie su gallerie e non se ne vedeva mai la fine…Là in quella chiesa, si conservava un qualche miracolo della pittura. Da un’altra parte, su una parete fatiscente ancora un affresco prossimo a scomparire. In un altro posto, su marmi e colonne rialzate, raccolte dagli antichi templi pagani, brillava una volta dipinta da un artista immortale. Tutto ciò somigliava a quei giacimenti d’oro segreti, celati dalla semplice terra e noti solamente al cavatore.

Wikioo_F_Granet_Trinita dei Monti e Villa Medici_Roma_1808

Gogol’ era un curioso e gli piaceva enormemente guardare la gente per strada. Si divertiva a studiarne i più piccoli dettagli: il modo di camminare e gesticolare, l’aspetto, le attività in cui erano impegnati e quelle in cui non lo erano. Ne amava la vivacità e la spensieratezza, nonostante tutto…

Sono tantissime le riflessioni a cui si abbandona Gogol’- principe tra una passeggiata e l’altra; riflette anche sulla bellezza dei discorsi che ascolta per strada dalla gente! Tende l’orecchio quando sente parlare di feste popolari, si avvicina di soppiatto tra due sconosciuti che discorrono di una statua antica, e si accosta incuriosito ad un gruppetto per ascoltare le loro chiacchiere su faccende private! Tutti discorsi che:

[…] erano stati banditi dall’Europa dal noioso chiacchiericcio sociale e dalle opinioni politiche che avevano allontanato dai volti le espressioni del cuore. […]

Che bella quest’ultima frase… Ci sarebbe ancora tanto da dire sulla “Roma” di Nikolaj Gogol’, ma non vi voglio togliere il piacere di fare questa passeggiata sentimentale tra le strade di Roma e indagare i meandri dell’animo di uno dei scrittori più affascinanti della letteratura russa!

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