La mula che sfidò la natura: Boselli e la mula maledetta di Via Giulia nella Roma del Rinascimento

Mula Boselli Via Giulia

Nella Roma del Cinquecento

La mula prodigiosa di Giovanni Boselli in Via Giulia fu sulla bocca di tutto il quartiere nella Roma Rinascimentale. Sono certa che Via Giulia è una delle strade che avete battuto in più di un’occasione per una semplice passeggiata oppure per raggiungere alcuni dei suoi luoghi più interessanti come l’Arco Farnese, la Fontana del Mascherone o la Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini.

I “Sedili” di via Giulia

Tra i bei palazzi che costeggiano la via, ce n’è uno che ha attirato immediatamente la mia attenzione dopo averne letto un aneddoto che ormai è diventato leggenda. Si tratta di una storia prodigiosa e nello stesso tempo paurosa secondo la cultura e la “sensibilità” degli abitanti del tempo. Siamo nel Cinquecento e, in quel periodo, ogni evento bizzarro o inusuale veniva percepito come un segno divino o diabolico. Nel caso di specie, purtroppo, l’evento che vi racconterò fu considerato decisamente nefasto, con conseguente “persecuzione” dei soggetti coinvolti.

interno del D.O.M Hotel

Siamo a Via Giulia, a Roma, all’attuale civico n. 131. Qui oggi c’è un bellissimo Hotel a 5 stelle ( D.O.M Hotel ) mentre all’epoca dei fatti c’era il palazzo di Giovanni Boselli di Modena, un protonotario, cioè un altissimo funzionario della Curia Romana con l’incarico, tra i tanti, di conservare gli atti ufficiali più importanti della Santa Sede e del Papa. 

L’evento prodigioso che suscitò scalpore e terrore tra gli abitanti è legato al fatto che l’amata mula di Giovanni Boselli diede alla luce un cucciolo. Il fatto era considerato prodigioso perché la mula, per sua natura ibrida (figlia di una cavalla e un asino), è generalmente sterile. L’evento sarebbe stato interpretato come un segno funesto. Nel clima culturale dell’epoca, infatti, le nascite anomale, i fenomeni naturali inconsueti e i presunti “mostri” venivano spesso letti come avvertimenti divini o presagi di sventura. 

La storia 

Tutto ebbe inizio nel 1518 quando la mula di Giovanni Boselli partorì. L’evento venne considerato un fatto funesto e gli abitanti iniziarono a caldeggiare la soppressione di entrambi gli animali. Ma Boselli adorava la sua mula e quella nascita lo riempiva di gioia, non avrebbe mai acconsentito ad un atto del genere.

Quando, però, gli capitava di sfilare in groppa alla sua mula per le strade della città, diventava oggetto di insulti e urla, e pare addirittura che alla mula venissero gettati addosso piccoli rifiuti di frutta e sassi. Fu probabilmente in uno di questi momenti che l’animale, particolarmente agitato, innervosito e impaurito, scaraventò a terra il suo padrone e lo colpì inavvertitamente con un calcio mortale. 

foto da Pexeles

A memoria di tale evento i cittadini e i parenti apposero una lapide, quasi a schernirsi del mal capitato Giovanni Boselli, che così recita: 

Se conforme al costume antico mi fossi sbarazzato della mia mula e del figlio della mia mula, forse non sarei sceso tanto tempo prima nella tomba e non sarei citato ad esempio di fatti prodigiosi.

 La Mula di Boselli in via Giulia: dove vedere l’iscrizione

D.O.M Hotel, Via Gilia 113

Vi ho incuriosito? Vi va di vedere la lapide che ricorda l’evento? Allora dirigetevi al D.O.M Hotel, ma dovete chiedere il permesso e non so se vi sarà accordato. Fate come me: entrate chiedendo di voler vedere l’hotel che è davvero molto bello (non vi consiglio di prendere un caffè come ho fatto io perché ho pagato 8 euro!), quindi, andate dritti al punto. Vi fate un giro e poi chiedete di vedere l’iscrizione in marmo che ricorda la storia della mula. 

Vi accompagneranno con l’ascensore, e quando arriverete, fate silenzio perché le iscrizioni sono proprio a ridosso delle stanze degli ospiti. Vi stupirete scoprendo che non c’è soltanto un’iscrizione ma ce ne sono numerose! Questo perché l’Arciconfraternita del Gonfalone costruì il Palazzo dietro la Chiesa di Santa Lucia del Gonfalone. Nel Settecento la Chiesa e il palazzo vennero restaurati mentre, nell’Ottocento, in occasione del rinnovo degli interni della Chiesa le lapidi che si trovavano sul pavimento della chiesa, tra cui quella che ricorda la vicenda del Boselli, furono spostate nel Palazzo retrostante. Ecco perché le ritrovate qui. 

Il miglior amico dell’uomo?

La storia della mula del Boselli in Via Giulia ci ricorda che fin dai tempi del Neolitico, quando l’uomo abbandonò la vita nomade tipica del cacciatore per seguire un’esistenza sedentaria legata all’uso ciclico e continuativo della terra, il resistente asino selvatico risultò subito un aiuto indispensabile per questo nuovo tipo di vita.

Così l’asino, e successivamente il mulo, fu il primo animale a essere munito di pettorale, sottopancia e redini per tirare il legno e arare i campi. Da allora l’asino è stato sempre tenuto in grandissima considerazione. 

Bar del D.O.M Hotel

L’asino e il mulo sono fedeli compagni, e per secoli, al pari del cane pastore, hanno condiviso con i loro padroni la vita, le avventure, le migrazioni, le fatiche e le carestie. Ma questo rapporto quasi simbiotico non si è esaurito con l’età del motore. Pensate che, il corpo degli Alpini dell’esercito italiano, anche se ha a disposizione i fuoristrada e gli autocarri, per portare sulle alte cime i mortai e alcuni pezzi di artiglieria particolari (obici)  non ha potuto sostituire il passo lento, sicuro e la forza impressionante del mulo. Per questo gli è stato eretto un monumento come riconoscimento e gratitudine. Dove? A Villa Borghese a Roma. Se vi andate a fare una passeggiata in direzione del Museo Canonica noterete questo bel monumento che vi accoglie all’entrata!

FONTI:

  • Nuova antologia di scienze, lettere ed arti, 1880, Direzione della Nuova Antologia p.740 
  • FABRIZIO FALCONI, Misteri e segreti dei rioni e dei quartieri di Roma, 2013, Newton Compton Editori
  • FABRIZIO FALCONI, Mostri e animali fantastici di Roma, 2025, Newton Compton Editori

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