“Rifiuto il flusso logico dei pensieri”: Incendio di Daniil Charms

La “charmsomania” dura per fortuna ancora oggi. In Incendio il lettore scoprirà un mondo unico, bizzarro, e tutt’altro che surreale…
L’universo di Daniil Charms
Incendio di Daniil Charms edito da Sandro Teti editore è un libro stupefacente, come lo è il suo autore. Chi si approccia per la prima volta alla sua prosa e alle sue poesie ha un attimo di disorientamento a cui fa presto seguito stupore e curiosità. E poi la magia. Il mondo apparentemente illogico, sconclusionato, unico e potente di Charms fa breccia nel nostro cuore, e più leggiamo e più veniamo catturati dal suo universo.
Incendio di Daniil Charms è un libro bellissimo, ricco di contenuti. L’edizione curata da Simonetta De Bartolo, attraverso una raccolta di poesie scelte, un’opera teatrale e alcuni stralci di taccuini, ci restituisce Charms nella sua completezza. Tra le pagine irrompe l’uomo scrittore (che viola le regole abituali della scrittura e il senso logico delle cose) e l’uomo di tutti i giorni (con le sue paranoie, i suoi amori e le sue disavventure).
Ma chi è Daniil Charms? E perché ha avuto così poco successo in vita?

Il percorso delle sue stranezze, inizia, per così dire, proprio dall’inizio, cioè dal cognome. Il vero cognome dello scrittore russo è, infatti, Juvačёv, ma per ragioni poco chiare, Charms preferiva presentarsi con almeno una decina di pseudonimi, tra cui Charms (quello più noto). Alcuni ritengono che l’avesse scelto perché la sua prima moglie (Esther Rusakova), lo chiamava così, charm alla francese, “fascino”. Altri invece sostengono che lo pseudonimo si richiami all’inglese harm, cioè “danno”, “male”.
A tal proposito, nei suoi taccuini Charms ricordava che il padre gli disse che, fino a quando si fosse presentato al mondo con lo pseudonimo di Charms, la sua vita sarebbe stata un inferno. E forse un po’ gliela tirò anche. Solo oggi, infatti, Daniil Charms (1905 -1942) ha raggiunto l’agognata notorietà, preclusa in vita. Amato e odiato, sempre fuori le righe, oltre le regole (specialmente quelle letterarie), ossessionato dal sesso orale, ha coltivato nelle sue opere un’apparente assurdità, un mondo illogico, che tutto era, però, fuorché privo di senso.
Tra tutte le cose incoerenti che lo circondavano c’era un inspiegabile successo con i bambini. Charms, infatti, era noto proprio grazie ai libri per l’infanzia (che, peraltro gli consentivano, a intermittenza, di mettere il piatto caldo a tavola). La stranezza consisteva nel fatto che Charms, come ricordava la moglie, non amava affatto i bambini! Eppure con loro aveva un gran successo, li faceva impazzire, proprio come le sue storie…
Incendio di Daniil Charms
Il libro ha una stuzzicante Prefazione di Paolo Noi e una bellissima introduzione di Valerij Sažin, che ci conduce per mano a far la conoscenza di questo straordinario scrittore russo. Siamo calamitati immediatamente dalla sua bizzarria, dalla sua rabbia, dalle sue ossessioni, dalle sue sofferenze e dalla sua ironia. E tra le pagine di Valerij Sažin capiamo anche perché non è stato apprezzato in vita e perché è morto di stenti in manicomio.
Le opere di Daniil Charms non erano gradite al regime di quegli anni, e solo questo ci basta per intuire quanto ne soffrisse. Visse la prigione, l’esilio, la fame, un ospedale psichiatrico (si finse pazzo per evitare la fucilazione dopo l’arresto), la Leningrado assediata e due amori tormentati.

Il mondo alogico e assurdo che prorompe nelle opere sintetizza la personale visione che lo scrittore aveva della realtà russa che stava vivendo, una realtà incomprensibile ai suoi occhi e che lo porterà negli anni Trenta a una vera e propria crisi esistenziale, sia personale sia professionale.
Nel 1931 Charms venne arrestato con l’accusa di attività antisovietica. Fu condannato a tre anni di lagher perché organizzava gruppi letterari antisovietici e introduceva idee politiche ostili nella letteratura per l’infanzia. Fortunatamente, gli anni di lagher, grazie all’intercessione del padre, vennero commutati a pochi mesi di esilio a Kursk.
Sfogliando il libro assistiamo a una sorta di danza folle, dove tutto balla e si muove in modo apparentemente sconclusionato: la disposizione caotica della punteggiatura, l’ortografia non corretta, le maiuscole e le minuscole al posto sbagliato, personaggi che dialogano in modo incoerente, animali e oggetti che parlano nella loro lingua e poi sesso, tanto sesso.


La bizzarria faceva parte non solo delle sue opere ma anche del suo quotidiano. Durante le riunioni del gruppo Obieru (acronimo di “Associazione dell’arte reale”) Charms recitava le proprie poesie seduto dentro un armadio, si mostrava nudo davanti alle finestre e riempiva la sua vita di altre stranezze:
Sono andato nudo alla finestra. Nella casa di fronte si è visto che qualcuno era indignato, credo fosse una marinaia. Sono piombati da me un poliziotto, lo spazzino e qualcun altro. Mi hanno detto che sono già tre anni che dò fastidio agli inquilini della casa di fronte. Ho appeso delle tende. (Taccuini, 20 marzo 1938)
Libri per l’infanzia
E’ solo negli anni Ottanta, come ci ricorda la curatrice Simonetta De Bartolo, che i lavori di Charms vedranno la pubblicazione in Russia. Per fortuna oggi le sue opere sono ancora tradotte e pubblicate in tutto il mondo.
Il volume Incendio di Daniil Charms comprende diversi testi inediti in Italia, tantissimi disegni dell’autore e fotografie. Oltre alle poesie, all’opera teatrale La commedia della città di Pietroburgo (che non verrà mai messa in scena né pubblicata), nel libro è presente una fonte preziosissima di informazioni, i taccuini (1925-1940) , diari personali in cui lo scrittore annotava di tutto, dalle cose più banali (elenchi di oggetti) ai pensieri più profondi e tormentati.
Il libro si chiude con alcuni brevi profili di amici e contemporanei di Charms e un’accurata biografia dell’autore che ci consente di seguire il percorso artistico di Charms (frequentazione del circolo dei “poeti transmentali”, creazione del circolo dei činari, creazione del nuovo gruppo “Ala delle sinistre”, i primi spettacoli oggetto di censura e tanto altro).

Relativamente alle pubblicazioni per l’infanzia, alcuni libri di Charms sono presenti nella splendida collezione Adler acquisita di recente dalla Biblioteca Braidense, la cui storia ha dell’incredibile e che vi invito a leggere qui.
Per Charms la letteratura per l’infanzia sarà l’unica sua valvola di sfogo, una sorta di “emigrazione interna” dal momento che la censura gli stava con il fiato sul collo e non gli consentiva di pubblicare. I libri per bambini rappresenteranno sempre l’unica fonte di guadagno:
Le nostre cose sono peggiorate ancora di più. Non so cosa mangeremo oggi. E cosa mangeremo nei prossimi giorni non lo so proprio. Stiamo morendo di fame (taccuini, 25 marzo 1938).
Incendio di Daniil Charms è un bellissimo regalo da fare (e da farsi), specialmente per chi ama la letteratura russa. Per chi non ha mai sentito parlare di quest’autore invece, la lettura è un viaggio unico nei meandri dell’anima di uno degli scrittori più amati degli ultimi trent’anni.
Se il post ti è piaciuto, metti “mi piace” sulla mia pagina facebook o “like” su questo articolo. Grazie!
Seguitemi anche su:
Instagram: https://www.instagram.com/sguardoadest/
Twitter: https://twitter.com/Sguardoadest1
Pinterest: https://www.pinterest.it/SguardoAdEst/_saved/
Linkedin: https://www.linkedin.com/in/sguardo-ad-est-blog-47545b1ab/detail/recent-activity/
Telegram: https://t.me/Sguardo_Ad_est
Facebook: https://www.facebook.com/sguardoadest
Facebook: https://www.facebook.com/duck.amelia
YouTube. https://www.youtube.com/channel/UCRltYIZk55MiHbw45taqHhg









Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
0 Comments