Il fotografo Enzo Rosamilia omaggia Čechov, Gogol’ e Bulgakov

Alla Casa Russa di Roma il fotografo salernitano omaggia con le sue opere Čechov, Gogol’ e Bulgakov
Viaggio attraverso la letteratura russa

Enzo Rosamilia omaggia Čechov, Gogol’ e Bulgakov alla Casa Russa di Roma con l’inaugurazione della mostra “Viaggio attraverso la letteratura russa”. La realtà enigmatica rappresentata nelle opere dei tre grandi scrittori russi, Enzo Rosamilia la ripropone nella sua arte, attraverso splendide fotografie. Le immagini dell’artista salernitano sono ispirate ai libri di Čechov, Gogol’ e Bulgakov, i loro racconti surreali palpitano nelle opere contemporanee di Rosamilia, che attraverso la manipolazione giunge a lavori di grande impatto visivo.
Rosamilia è l’unico artista ad aver praticato la stampa fotografica su carta di Amalfi. Adoro la carta, e quella di Amalfi particolarmente. L’idea che l’abbia manipolata per circa quattro anni e che alla fine delle sue sperimentazioni sia riuscito ad arrivare al risultato voluto mi ha affascinata molto.

Rosamila è un artista vecchio stampo. Lavora in analogico e per le foto in cui si ritrae insieme ai tre grandi scrittori russi, si è avvalso delle nuove generazioni per l’utilizzo di photoshop. Ama l’odore dell’emulsione, vive con religioso piacere e trepidazione l’attesa dello sviluppo, “perché con i metodi di una volta non ci si può sbagliare”, ci tiene a precisare il maestro. Oggi se una foto non riesce bene o non piace, si cancella. Una volta invece, il livello di attenzione doveva essere al massimo, la foto veniva lavorata alla perfezione perché non ci si poteva avvalere dell’anteprima, in quanto era tutto su pellicola.
Enzo Rosamilia omaggia Čechov, Gogol’ e Bulgakov
Il maestro Rosamila ama la Russia ed è stato catturato dalla sua letteratura. Non poteva passargli inosservato quindi un artista come Bulgakov. Il Maestra e Margherita è un libro enigmatico, di non facile comprensione, originale e decisamente surrealista. Ed è su questa atmosfera che si è concentrato Rosamilia. Nel 2018 si è cimentato in una fotorealizzazione del mistico romanzo di Bulgakov, nel 2019 il progetto è stato presentato alla Casa Museo di Bulgakov a Mosca e a breve sarà accessibile anche al pubblico di Taganrog (nella regione di Rostov in Russia dove c’è il Museo e la casa natale di Čechov).

Di Gogol’, invece, altro grande scrittore, Rosamila ha amato le sue scene fantastiche, drammatiche e ironiche allo stesso tempo, il misticismo e quella punta originale di meraviglioso surrealismo.
Ecco allora che nelle foto di Enzo Rosamila Čechov, Gogol’ e Bulgakov trasudano così: vestiti senza persone, personaggi umani senza volti, nasi che si librano nel vuoto, valigie che raccontano un possibile futuro, ruderi, case abbandonate e tanto altro ancora.
Enzo Rosamila estrapola alcuni brani delle opere degli scrittori russi, stralci che lo hanno particolarmente colpito e da lì tira fuori la sua storia, la sua visione dell’anima russa nel contemporaneo. Tutte le foto sono rigorosamente in bianco e nero, espediente che gli permette di veicolare allo spettatore la drammaticità e la bellezza delle storie raccontate.
Gogol’ e Bulgakov: legami e curiosità

L’inaugurazione è stata preceduta da un breve intervento (sigh!) della professoressa alla Sapienza di Roma Rita Giuliani, che ci ha introdotto nell’affascinante mondo di Čechov, Gogol’ e Bulgakov, raccontandoci i legami poco noti che uniscono in particolare gli ultimi due scrittori russi. Primo fra tutti la stima. Bulgakov considerava Gogol’ il suo maestro. Un fatto curioso, poco noto, è che sulla tomba di Bulgakov c’è una pietra nera (del “Golgota”) che si trovava originariamente sulla tomba di Gogol’ nel Monastero di Danilov. Dopo la Rivoluzione d’ottobre il monastero fu convertito in un centro di accoglienza per giovani delinquenti e nel 1931 la tomba di Gogol’ fu trasferita nel Cimitero di Novodevicij. Quando la tomba di Gogol’ tornò al Monastero, però, era priva della croce e della pietra che la sosteneva. Quest’ultima venne notata per caso dalla moglie di Bulgakov in un magazzino del lapidario. Chiese allora il permesso di prelevarla e portarla sulla tomba del marito. Permesso che le fu accordato. Gogol’ e Bulgakov ora sono più vicini che mai.

Un’altra curiosità consiste nel fatto che entrambi gli scrittori bruciarono e lasciarono incompiute le loro opere più famose, Maestro e Margherita e le Anime morte. Inoltre, Bulgakov bruciò una bozza del libro (che ancora non si chiamava Maestro e Margherita) e Gogol’ la II parte di Anime Morte quando era a Roma. Quest’ultimo episodio ha particolarmente colpito il fotografo salernitano che ha dedicato a questo gesto una fotografia particolarmente eloquente.

Un altro elemento che accomuna Gogol’ e Bulgakov è il mistero. Sono due scrittori particolarmente enigmatici, criptici, che giocano con i loro personaggi. La prof.ssa Rita Giuliani, a tal proposito, infatti, ci ha invitati a immaginare le opere dei due scrittori russi come cipolle: la lettura è a strati; ogni strato ha un proprio significato.
La presentazione della mostra “Viaggio attraverso la letteratura russa” di Enzo Rosamilia che omaggia Čechov, Gogol’ e Bulgakov, si è chiusa con la splendida performance al pianoforte di Natalia Pogosyanlaureata al Conservatorio di Mosca e all’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Vincitrice di prestigiosi concorsi internazionali, la pianista ha eseguito alcuni brani dalla raccolta «Le stagioni» di Čajkovskij, uno dei compositori preferiti di Bulgakov e Čechov.








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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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