Il magico ingegno di Borromini nel Convento di Santa Maria dei Sette Dolori

Convento di Santa Maria dei Sette Dolori Borromini

Hotel Dona Camilla Savelli

Il Convento di Santa Maria dei Sette Dolori è stato progettato da quel genio incompreso di Borromini (1599-1667) che tanto amo. Ci troviamo a Roma, nel Quartiere Trastevere, e per ammirare questo complesso architettonico ci dovete andare appositamente, perché è difficile capitarci per caso. 

Il Complesso (Chiesa e Convento) si trova al civico 27 di Via Garibaldi, una bella strada che scende dal Fontanone del Gianicolo e arriva fino al cuore di Trastevere. In una curva, un cancello abbraccia un ampio spazio su cui si staglia imponente il progetto di Francesco Borromini. Oggi la struttura è stata parzialmente acquistata da un privato ed è diventato un Hotel di lusso. 

Fate come me, entrate, prendete un sandwich (al prezzo di 12 euro ve ne servono 2 accompagnati da patate con buccia) e gustatelo all’interno dei loro salottini, su una comoda poltrona. Dopo esservi rifocillati, andatevene in giro ad ammirare la struttura. Vi consiglio non solo di apprezzare la piccola chiesetta all’interno, ma anche di godere del giardino e della spettacolare vista su Roma dal terrazzo all’ultimo piano. Ma torniamo al nostro adorato Borromini.

Convento di Santa Maria dei Sette Dolori di Borromini

interno della chiesa

La struttura che si staglia imponente al vostro sguardo è composta da una chiesetta costruita accanto al monastero delle oblate agostiniane. L’ordine monastico fu costituito da Camilla Virginia Savelli Farnese un anno prima della realizzazione del complesso nel 1641. 

L’incarico fu affidato all’architetto più in voga e richiesto del momento: Francesco Borromini.

All’apice del suo successo, Borromini accettò la commessa della duchessa Savelli ma le opere di grande prestigio su cui era impegnato contemporaneamente (le fabbriche dell’Oratorio e della Sapienza) gli fecero trascurare l’impegno preso nel complesso trasteverino. Inoltre, la successiva mancanza di fondi indurrà Borromini ad abbandonare definitivamente il progetto nel 1655.  

La chiesa e il giardino

cappella presente nel vestibolo ottagonale

E allora cosa possiamo ammirare del Borromini? Certamente la facciata in mattoni, severa (come si addiceva al costume delle monache del tempo) che è rimasta incompiuta; il suo aspetto non intonacato inoltre, rimandava nelle intenzioni del Borromini ad opere murarie antiche.

La parte centrale e sinistra dell’edificio è opera di Borromini, che ci affascina sempre con la sua splendida tecnica dell’alternanza di spazi concavi e convessi. La porzione destra del complesso e i due portali sono invece opera di interventi successivi, effettuati da Francesco Contini nel 1668-76.

Il portone dà accesso a un delizioso vestibolo ottagonale, per la realizzazione del quale Borromini si ispirò a quello di Villa Adriana a Tivoli. Tuttavia, l’aggiunta di una cappella nel vestibolo tra il 1658 e il 1667 ne alterò sensibilmente l’effetto spaziale.

Dal vestibolo, se sentite il bisogno di un attimo di raccoglimento accederete direttamente all’interno della chiesa ben consapevoli, purtroppo, che i restauri del 1845 e poi del 1928-35, hanno gravemente deturpato l’interno della chiesa, con pitture che hanno alterato il senso della decorazione architettonica borrominiana. 

Un morbido colonnato riempie lo spazio che Borromini chiude all’ingresso, con una finestra, in alto, a forma di campana, sede del coro delle monache. 

Il chiostro e il convento, invece, formano oggi un corpo unico, caratterizzato da un piacevole giardino. 

Il Giardino e l’Orto sono sistemati secondo un disegno del 1864 e la particolarità risiede nel fatto che ogni aiuola era coltivata da una suora. La bella fontana con vasca che campeggia al centro risale all’epoca del convento ed è oggi visibile liberamente come il restro del complesso. Quindi, se trovate le porte finestre chiuse, non siate timidi, potete entrare e ammirare! 

fontana del giardino

 Il Convento di Santa Maria dei Sette Dolori del Borromini è una piccola perla nel cuore di Roma poco battuta dai turisti e che vale certamente la pena visitare durante le vostre passeggiate trasteverine. Ah dimenticavo, andate sulla terrazza! Da qui godrete di una spettacolare vista su Roma.

vista dalla terrazza verso l’interno del chiostro/giardino

Se il post ti è piaciuto, metti “mi piace” sulla mia pagina facebook e continua a seguire Sguardo Ad Est. Grazie!

Seguimi anche su:

interno dell’Hotel
finestra a forma di campana
terrazza

0 Comments

Leave A Comment

You must be logged in to post a comment.

Translate »