Arte, vita e colori psichedelici nelle opere di Jim Lambie

Avete ancora un paio di giorni per godervi ColourSPACE alla Galleria Mucciaccia di Roma
Oggetti in serie
I colori psichedelici di Jim Lambie sono davvero allucinanti. Era da un pezzo che non ammiravo opere d’arte contemporanea così particolari. Avete ancora un paio di giorni prima della chiusura estiva per divertirvi e apprezzare i capolavori di questo artista scozzese alla Galleria Mucciaccia.
Non a caso la mostra di chiama ColorSpace e raccoglie le opere di diversi artisti britannici, tutti concentrati a dare vita alle proprie opere attraverso l’esplosione del colore (ve ne ho parlato anche nell’articolo su Cinquecolonne magazine). Oggi voglio parlarvi dell’impressione che mi hanno suscitato le opere di Jim Lambie, a mio avviso un artista molto originale che ha un linguaggio estetico davvero incisivo e che lega la sua poetica al colore e alla musica.
Partiamo dall’immagine di copertina, perché mi sono accorta che si trattava di occhiali solo quando mi sono avvicinata all’opera. Da lontano si percepisce soltanto un oggetto tentacolare, caratterizzato da una moltitudine di colori cangianti a seconda della luce esterna e della presenza o meno di una persona davanti all’opera! Eh perché si tratta di occhiali da sole specchiati di tutti i colori, saldati insieme utilizzando un’antica tecnica in voga nel Medioevo per saldare le vetrate colorate. Arte contemporanea che dialoga e richiama l’arte antica quindi, e solo per questo Jim Lambie ha catturato la mia attenzione!

Nei lavori di questo originalissimo artista, gli oggetti di vita quotidiana vengono lavorati in serie, manipolati, elaborati fino a diventare opere d’arte. Nel caso specifico un oggetto simbolo della nostra contemporaneità (chi è che non ha un paio di occhiali da sole!!!!) è stato fuso con altri occhiali della stessa tipologia ma di colori diversi, proprio al fine di restituirci un oggetto tentacolare multicolore, luccicante e sfavillante.
I colori psichedelici di Jim Lambie
Prima di arrivare, però, all’ opera di cui vi ho parlato, dovete attraversare il “suo” pavimento, cioè il pavimento di Jim Lambie, perché camminerete letteralmente nella sua opera d’arte! Inizialmente sarete così imbarazzati a metterci i piedi sopra, che vi sembrerà naturale chiedere allo staff di accoglienza se potete entrare.
Vi sto parlando di Zobop, l’installazione site specific, su cui dovrete necessariamente camminare se volete godervi il resto della mostra! La superficie del pavimento è decorata con strisce di vinile i cui colori sono forti, penetranti, matti ma nello stesso tempo luminosissimi per l’accostamento operato da Lambie. Non vi meravigliate se vi girerà un po’ la testa, inizierete a disorientarvi, è normale, è l’effetto psichedelico.

Il lavoro che fa Lambie per darci la sensazione che il pavimento vibri al nostro passaggio è un lavoro certosino, faticosissimo. L’artista accosta una serie di strisce colorate in vinile, un lavoro meticoloso ma minimale che però è molto carico dal punto di vista sensoriale, perché gli accostamenti ci disorientano e la nostra risposta emotiva a quello che vediamo e percepiamo è delle più disparate.
Ma questi critici d’arte…
Chiudo con un sorriso che mi ha strappato l’opera Psychedelic Soulstick. I criticigli hanno attribuito una serie di significati legati al misticismo e all’esoterismo, in particolare alle pratiche sciamane e ai riti vodou africani. Psychedelic Soulstick è una canna di bambù a cui sono attaccati dei piccoli oggetti come pacchetti di sigarette schiacciati, un piccolo Buddha, pezzi di vinile. A proposito delle attribuzioni dei critici Lambie ha detto:
Mi occupo di scultura, idee e architettura; queste sono le cose che mi riguardano. Posso capire perché le persone introducono determinati riferimenti al mio lavoro, ma non è questo ciò di cui mi occupo. Sono felice che il mio lavoro porti alla conversazione o al dialogo. Non sto realizzando un lavoro che abbia un significato deciso. Le persone sono davvero importanti per me e le loro storie possono essere altrettanto rilevanti per il lavoro stesso, indipendentemente da dove vengano (fonte: ColorSpace, SilvanaEditore, Catalogo 2020-2021)
In realtà è come se Lambie , (come tanti altri artisti contemporanei) ci voglia dire che spesso dietro un’opera d’arte non c’è un messaggio, un significato reale, concreto, che possiamo spiegare con le parole, ma è semplicemente un fiume in piena nel quale la creatività e l’emozione danno poi vita ad un oggetto concreto. Spesso i critici vedono quello che non c’è e legano all’opera dei significati a cui l’artista non aveva neanche lontanamente pensato…









Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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