Bourbon in un giro di Blues di Giovanni Coppola

Charlie Brown
Bourbon in un giro di Blues di Giovanni Coppola edito da Algra Editore è un libro che esce fuori dagli schemi ipocriti, un racconto di vicende personali che si muovono all’interno di una cornice avvelenata: Catania

Il libro si legge tutto d’un fiato. Le storie dei protagonisti transitano per il Charlie Brown, il pub di Felix, il luogo in cui i personaggi principali trovano ristoro, si raccontano e anelano un futuro diverso, migliore, innanzitutto per se stessi. Attraverso la storia di Felix, di Manero, del professore e di Cirino, l’autore ci fa fare un viaggio nell’animo umano, spezzato da un amore lunatico, dall’odore della malavita (anche quella nigeriana) e da connivenze di ogni tipo.
Il libro è particolarmente coinvolgente e non si può restare indifferenti davanti alle storie dei singoli personaggi le cui riflessioni ci obbligano a fare il punto della situazione, e non solo su Catania.
Giovanni Coppola attraverso le vicende, ad esempio, dei “fratelli” (Cirino, Tic Tac, Funcia e Tuppetturu) ci svela una città senza opportunità, culla di ogni tipo di illegalità, spaccio di droga, corse clandestine di cavalli e usura. Attraverso la storia di Felix, invece, assaporiamo un amore bello, pulito ma impossibile. Con la scelta di Manero, infine, veniamo a tu per tu con la libertà, quella vera, senza compromessi, quella che punta alla sostanza della notizia, innanzitutto se scomoda.
Perché Bourbon in un giro di Blues di Giovanni Coppola esce fuori dagli schemi ipocriti? Perché il libro racconta le cose come stanno, senza girarci intorno, senza peli sulla lingua, senza questo stramaledetto politicamente corretto che non insegna nulla, non certo la correttezza; il politicamente corretto è solo un alibi, è la comodità di nascondersi dietro un dito come fanno in molti, in troppi.
Bourbon in un giro di Blues di Giovanni Coppola
Perché si spinge tanto il mercato dei neomelodici?

Davvero la mafia nigeriana ormai ha soppiantato quella “tradizionale” con nuove attività illecite come il controllo del traffico degli esseri umani, della prostituzione, degli immigrati clandestini, vessati attraverso terrificanti riti vodoo e superstizioni religiose?
Perché si propugna l’omologazione a tutti costi? Forse perché è più utile foraggiare la gente con aria fritta e allenare le menti a non generare concetti? Un uomo che non pensa è un uomo che non si ribella perché non ha un pensiero critico, e il tuo pensiero è una macchia che non deve allargarsi.

E i fuochi d’artificio? Ci avete mai fatto caso che si sentono sempre alla stessa ora?

Alcune di queste cose le racconta Manero, il giornalista, l’uomo con il cuore infranto, che ha avuto la sfortuna di innamorarsi di una ragazza lunatica, irrispettosa dell’amore e scontrosa, anche lei finita nel girone infernale delle connivenze catanesi.
Temi universali e molta attualità
Il libro tocca anche argomenti universali, come l’amore e la felicità, sfiorati con tocchi delicati dall’autore attraverso le riflessioni di Felix tra ricordi del passato e cruda realtà. C’è spazio anche per l’attualità con pensieri sul digitale e sui suoi effetti nefasti, conseguenza della nostra incapacità di coglierne la ricchezza innovativa.

E poi c’è Catania, esempio di tutte le periferie italiane ostaggio di criminalità e malavita, caratterizzata da spazi ampi ma vuoti, senza opportunità e ricche solo di degrado. E’ qui che sono cresciuti i “fratelli”, ed è qui che vogliono continuare a vivere, pensando di uscire da quell’ ambiente di miseria con il controllo delle zone di spaccio. Ora sono piccoli boss, credono di essere diventati qualcuno, ma si illudono di aver trovato una strada migliore, diversa da quella dei loro genitori, fatta di povertà e miseria. La strada che hanno scelto, infatti, non perdona, fa solo vittime e nessun vincitore.

Ciò che mi ha appassionata particolarmente di Bourbon in un giro di Blues di Giovanni Coppola è lo stile. La lettura è coinvolgente, ma innanzitutto avvolgente. Non c’è un aggettivo fuori posto, tutte le parole sono scelte con cura, con un fortissimo potere evocativo. Ogni frase, ogni concetto ci apre uno spazio in cui realtà e immaginazione si fondono in pura armonia. Il linguaggio è diretto, spietato, vero e particolarmente poetico.
Se vi ho incuriositi e volete saperne di più, approfondite con l’intervista all’autore. Tra tanti romanzi che affollano gli scaffali delle librerie, Bourbon in un giro di Blues di Giovanni Coppola potrebbe essere la scelta giusta per un gradito regalo di Natale!









Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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