Un contadino dell’Esquilino al tempo di Tiberio Gracco di Romano Del Valli

Come vivevano le persone comuni al tempo dei romani? Ce lo racconta Romano Del Valli in Un contadino dell’Esquilino al tempo di Tiberio Gracco
La riforma agraria
Un contadino dell’Esquilino al tempo di Tiberio Gracco di Romano Del Valli edito da Arbor Sapientiae è stata una rivelazione. Ho acquistato il libro nel corso di una manifestazione alla Villa di Massenzio, una rivisitazione storica organizzata dall’associazione Cornelia Antiqua. Mi ha catturata la spiegazione che Romano Del Valli dava ai visitatori su come e dove scrivevano gli antichi romani, poi ho visto il romanzo e non ho potuto resistere. Ottima scelta!

Era da tantissimo tempo che non leggevo un romanzo ambientato al tempo dei romani. La storia raccontata dall’autore ci trasporta con passione nella vita di un giovane e onesto contadino del Lazio. Il romanzo, che inizia con il desiderio di avere un figlio, trasporta il lettore in un dramma familiare che non ha tempo. La vicenda poi si allarga, e dal focolare domestico si dirama tra le strade di Roma coinvolgendo aristocratici, politici e balordi. La storia è avvincente e io ho avuto la sensazione di leggere un vero e proprio giallo storico.
L’abilità di Romano Del Valli, che è uno storico e un appassionato conoscitore di Roma antica, ci proietta in un mondo fatto di valori familiari e di amicizia, usi, costumi, politica, drammi e prepotenze che mantiene sempre viva l’attenzione del lettore in un crescendo di tensione continua. Inoltre, per una maggiore comprensione dell’atmosfera del tempo, Romano Del Valli, inserisce alla fine del libro un interessante Appendice con il contesto storico di riferimento, utilissimo per ulteriori approfondimenti.
La storia è ambientata tra il 133 e 132 a.C. E’ un periodo molto travagliato per la Repubblica e in particolar modo per i contadini del Lazio. L’autore, però, ne mette in luce la grande forza d’animo, l’unità e l’attaccamento alla cosa pubblica che resero grande Roma.
La riforma agraria
Alle vicende del protagonista, il contadino Marco Bleso che vive al vicus Esquilino, fa da sfondo il periodo inquieto della riforma agraria voluta da Tiberio Gracco. Nel II sec. a.C nelle campagne della penisola iniziò a diffondersi il latifondo, un vasto territorio dedicato allo sfruttamento agricolo e costituito dalle terre confiscate ai popoli che si erano opposti a Roma. Il latifondo inoltre, venne ulteriormente alimentato dal grande afflusso di schiavi che proveniva dal Mediterraneo.
I latifondi, però, come specifica l’autore, si ingrandivano a discapito della proprietà. I contadini che possedevano un po’ di terra, infatti, dovevano spesso abbandonare i propri campi per arruolarsi e partire per lunghe campagne militari, lasciando il podere senza braccia. Come se non bastasse, i contadini erano stati anche danneggiati dalla concorrenza dei latifondi e dall’impiego di manodopera a basso costo, cioè degli schiavi.

Questo terribile scenario portò in breve tempo al fallimento di numerose proprietà costringendo i contadini a svendere le proprie terre, facendo una vita di stenti e trasformandosi in semplici manovali per portare avanti la famiglia. Per risolvere il problema, il patrizio Tiberio Gracco si fece eleggere Tribuno della plebe e diede il via alla riforma agraria, volta ad assegnare le terre dell’agro pubblico a famiglie di contadini nullatenenti. La scelta di Tiberio, però, incontrò la resistenza del Senato e dei latifondisti. La terra, infatti, secondo le disposizioni del Tribuno doveva essere tolta a quei latifondisti che detenevano (più o meno legalmente ) l’agro pubblico, scatenando così, le ire dei possidenti, che culminarono in un tragico epilogo.
Un contadino dell’Esquilino al tempo di Tiberio Gracco di Romano Del Valli
Marco Blasio vive al vicus Esquilino e possiede poca terra fuori dalle mura di Roma. Pur non beneficiando della riforma agraria promossa da Tiberio Gracco, quando questi viene ucciso si trova coinvolto suo malgrado in uno scomodo rapporto di clientela e in vicende politiche che mettono a repentaglio lui e la sua famiglia. Un romanzo avvincente ambientato tra il 133 e il 132 a.C, un periodo fondamentale nella storia della Repubblica. Sullo sfondo si intravedono le figure di Tiberio Gracco, del fratello Caio e del giovane Caio Mario.
Romano Del Valli è nato e vive a Roma storico e appassionato conoscitore della storia della Roma antica, ha pubblicato 17 tra saggi e avvincenti romanzi che si distinguono per l’accurata descrizione di vicende storiche e vita quotidiana della gente comune. Docente di storia della civiltà romana all’Upter di Roma, collabora con gruppi di ricostruzione storica, tiene conferenze e incontri pubblici su tali temi. Tra le sue opere più recenti ricordiamo i saggi: Gli eserciti di Roma e La caduta della civiltà nel V e nel XXI secolo, i romanzi Domina , Il viandante etrusco, Da Roma a Brundisium. Con Arbor Sapientiae ha pubblicato: La II Legione Parthica di Settimio Severo, I legionari di Tito la guerra giudaica, L’ascesa di Giuliano l’apostata, Legionari di Germanico Settimio Severo in Britannia.
Per fare un salto nel tempo e vivere un spaccato di vita quotidiana nelle terre laziali, vi consiglio quindi la lettura di Un contadino dell’Esquilino al tempo di Tiberio Gracco di Romano Del Valli;
Il libro è molto scorrevole, scritto con un linguaggio fluido e diretto, ricco di spunti su cui riflettere e tante nozioni di storia sempre utili da memorizzare!

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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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