Il modello in gesso sopravvissuto: Pietro Canonica ritrae la zarina Fiodorovna

E’ in Italia il modello utilizzato dallo scultore italiano Pietro Canonica per la statua in marmo della zarina Aleksandra Fiodorovna Romanova, moglie dello zar Nicola II
Museo Pietro Canonica
Pietro Canonica ritrae la zarina Fiodorovna, in posa per il busto in argilla. La foto di copertina dell’articolo è di proprietà del Museo Canonica a Villa Borghese (Roma), che raccoglie una splendida collezione di opere in marmo dello scultore Pietro Canonica (1869-1959).

Come ho già indicato in un altro articolo (Lo scultore italiano Pietro Canonica celebra la Russia degli zar), nei primi del Novecento, diverse corti europee facevano a gara per assicurarsi un ritratto in marmo dell’ormai famoso Canonica. Tra i suoi estimatori ci fu anche la corte russa dei Romanov, per la quale lo scultore italiano lavorò con passione dal 1910 fino al 1917, anno della tragica fucilazione dell’intera famiglia con la quale aveva stretto una profonda amicizia.
In alcune lettere, Canonica ricorderà con affetto e nostalgia le lunghe conversazioni a palazzo con la zarina Aleksandra, con la quale entrò subito in confidenza. Durante le tante ore passate insieme i due conversavano amabilmente di arte e scrittura, specialmente italiana. La zarina, infatti, amava, l’arte e gli scrittori italiani dell’Ottocento e del Novecento come Fogazzaro e De Amicis.
Al Museo Canonica di Villa Borghese, è presente un’intera sala dedicata alle sculture della famiglia Romanov che vi suggerisco di vedere, perché contiene opere, non solo molto particolari e di grande pregio, ma che raccontano aspetti curiosi e interessanti legati ai committenti.
Il modello in gesso sopravvissuto: Pietro Canonica ritrae la zarina Fiodorovna
Il busto in argilla che Canonica sta completando e che si vede nella foto di copertina (che potete ammirare nella teca della sala dedicata ai Romanov) è stato utilizzato per quella che sarà la scultura definitiva in marmo, attualmente presente nella collezione del Museo del Palazzo di Pavlovsk (San Pietroburgo). Il modello in argilla che Canonica sta modellando delicatamente, è andato certamente distrutto, ma è sopravvissuto quello in gesso, unico esemplare, visibile proprio al Museo Pietro Canonica.

Il successo dello scultore italiano era dovuto alla sua capacità di studiare e raggiungere il “vero” nella sua forma più pura, concentrando in essa il massimo del sentimento. In questo modo lo scultore riusciva a cogliere i moti più segreti dell’animo, le sfaccettature invisibili, i pensieri fugaci.
La zarina Aleksandra Fiodorovna Romanova non era molto amata dal popolo. Altezzosa e chiusa, era una fervente sostenitrice del diritto divino dei re a governare. Spesso in disaccordo con il marito, il suo morboso attaccamento al mistico Rasputin fu ulteriore motivo di dissapore con lo zar Nicola II, che doveva arginarne le continue interferenze nella politica di corte. Rasputin aveva la totale fiducia della zarina, perché era stato l’unico ad alleviare le sofferenze del piccolo Alessio, unico figlio maschio della famiglia Romanov, affetto da emofilia, malattia trasmessagli dal ramo materno.

Il modello in gesso di Pietro Canonica che ritrae la zarina Fiodorovna, ci restituisce il ritratto di una donna austera, seria, con un velo di tristezza che le sfiora impercettibilmente lo sguardo.
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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