“Gattonomicon”: intervista ad Alessandra Dell’Amico

Pelosi a quattro zampe
Gattonomicon è una raccolta di storie… di gatti! Sono loro, infatti, i protagonisti di una serie di racconti accattivanti e divertenti che catapultano il lettore in vicende immaginarie, in cui i nostri adorati amici a quattro zampette giocano con il mondo e gli umani.
Sfogliando il testo, il lettore leggerà di gatti che salvano il mondo, lo distruggono, o ci giocano come fosse un gomitolo di lana gigante. Si può incappare in gatti che invocano divinità o lo sono essi stessi, gatti che fanno le fusa, che indagano, combattono per proteggere i loro amici a prescindere dal numero di zampe, o che agitano le vibrisse per esprimere il proprio felino distacco.

Tutti gli scrittori che hanno contribuito con le loro storie alla realizzazione di Gattonomicon (Andrea Nettuno Venturo, autore e curatore, Katy Blacksmith , Aurora Stella, Nicola Zambelli, Marialuisa, Naitana Azzena, Andrea Tommasi, Patrizio Ferretti Silvia Dal Cin Mala Spina, Alessandra Dell’Amico), hanno deciso di sostenere la Lega Italiana Fibrosi Cistica.
I ricavi della vendita, infatti, saranno devoluti a quest’Associazione, che da oltre 40 anni è al fianco di persone con fibrosi cistica e le loro famiglie.
Un motivo in più, quindi, per acquistare o donare il libro che, ricordo, è gratuito su Amazon per chi ha Kindle Unlimited.
Come di consueto nel mio blog, ringrazio Alessandra Dell’Amico, una delle autrici di Gattonomicon, per questa bella intervista con la quale siamo entrati nel suo mondo “gattoso” fatto di passione per la scrittura, la lettura e per questi straordinari felini. Con Alessandra abbiamo parlato della genesi della sua storia (“Missione a Washington”), dei suoi progetti futuri, del suo stile di scrittura e di tanto altro.
Gattonomicon: “Missione a Washington” di Alessandra Dell’Amico
Salve Alessandra, cominciamo con una domanda di rito che facciamo a tutti gli scrittori. Quando è nata la sua passione per la scrittura?
È nata come conseguenza diretta della passione per la lettura: già a 7-8 anni infatti leggevo molto. Favole, piccole storie, gialli per ragazzi, ogni libro per me era un universo da scoprire. Poi con i primi compiti di italiano ho imparato a raccontare e a usare la fantasia ed è sbocciata la voglia di scrivere. Per me è stato naturale già da ragazzina inventare personaggi e creare storie, per lo più d’amore o di avventura e anche una parodia di Giulietta e Romeo, tutte però regolarmente inconcluse.
Gattonomicon è una raccolta di racconti che ha come protagonisti i nostri amati gatti. Com’è nata la collaborazione con gli altri autori?
Per caso. Sono poco “social” ma un giorno scorrendo i post su Facebook ne vedo uno che attira il mio sguardo e lo leggo con attenzione. Una persona che non conoscevo (Andrea Venturo) aveva avuto l’idea di fare un’antologia fantasy/horror con i gatti protagonisti e cercava racconti con quelle caratteristiche. Bè, io ce l’avevo pronto. Lo avevo scritto anni prima, come esercizio sui racconti brevi, infatti erano tre paginette scarse. Perché no? mi dissi. E così risposi a quel post per prendere contatto.

Il suo racconto si chiama “Missione a Washington” ed è ambientata in un ipotetico futuro, in un mondo in cui i gatti sembrano essere più saggi degli esseri umani. Com’è nata la storia? C’è stato un evento, una notizia che l’ha colpita e ha dato vita al suo racconto?
Amo i gatti e il fascino misterioso che li circonda. Sono animali speciali e basta un poco di immaginazione per scrivere innumerevoli storie con un gatto protagonista. Io mi ero posta una domanda banale: “E se i gatti fossero alieni, venuti sulla Terra per proteggere gli umani?”. Quando scrissi “Felini”, questo era il titolo iniziale, volevo scrivere un racconto semplice, rapido, per divertire e insinuare l’idea che dietro ogni gatto c’è molto di più da scoprire e che scelgono con cura il loro umano. E così è nata la storia che poi si è sviluppata in “Missione a Washington”
Lei legge e scrive tantissimo. Perché non ha mai pensato di pubblicare i suoi lavori?
Il desiderio di pubblicare le mie storie c’è sempre stato, infatti 17 anni fa ho dato alle stampe i primi due libri di una trilogia fantasy che avevo iniziato a scrivere per mio figlio adolescente. Gli avvenimenti della vita mi hanno portato poi a ritirare quei libri e a mettere tutto nel cassetto, in attesa di sistemare altre priorità. Un paio di anni fa ho riaperto quel cassetto e ho ricominciato a scrivere con più determinazione quella trilogia e altri progetti paralleli e in tutti, guarda caso, c’è sempre almeno un gatto. Adesso attendo la risposta da una casa editrice per la mia trilogia e pianifico l’autopubblicazione per le altre storie. Direi che sto recuperando il tempo perso!
Da buona lettrice, sono certa che per la stesura di “Missione a Washington” si è ispirata a qualche autore preferito. Ce lo può svelare?
Adoro Stephen King e da lui cerco di imparare a coinvolgere il lettore con emozioni, sensazioni, visualizzazioni e qualche colpo di scena. Nel mio racconto ho disseminato un elemento secondario, anzi direi insignificante, che però alla fine diventa determinante e questo ha sorpreso tutti quelli che hanno letto la storia. Il Maestro insegna, l’allieva prova a trasmettere al lettore un po’ di quella magia.

Cosa si è portata a casa dall’esperienza di Gattonomicon sia a livello personale che di approccio alla scrittura?
Dire che è stata un’esperienza positiva a 360° non rende nemmeno l’idea. Il responsabile e ideatore dell’antologia, Andrea Venturo, mi disse subito che il racconto aveva un grande potenziale ma che avrei dovuto arricchirlo e sviluppare il finale in modo esplicito. Così ho ripreso in mano “Felini”, è riesploso il puro piacere di scrivere ed è nato “Missione a Washington”. Il confronto con gli altri autori e i consigli di Andrea mi hanno letteralmente fatto volare in alto, il mio stile di scrittura è maturato e io stessa ho preso atto delle mie capacità e dell’importanza di crederci. Poi, tutti insieme, abbiamo deciso di devolvere l’intero guadagno di Gattonomicon alla LIFC, che è stata la classica ciliegina sulla torta che ci ha riempiti di orgoglio.
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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