Friends col morto? È questa l’atmosfera del giallo Casa è dove noi di Serena Venditto

Come fa un delitto efferato a trasformarsi in un racconto solcato dall’ironia e dalla leggerezza? Ce lo racconta Serena Venditto nel suo ultimo giallo Casa è dove noi edito da Mondadori.
Parola d’ordine: comicità
Un omicidio, una casa da salvare e la capacità di non lasciarsi schiacciare dagli imprevisti. In Casa è dove noi. Indagine per quattro coinquilini e un gatto nero, Serena Venditto torna a Napoli con Malù Ferrari e i coinquilini di via Atri 36.
Ancora una volta, l’autrice ci accompagna in una nuova storia nei vicoli della città dove il ritmo della narrazione non è scandita solo dagli indizi, ma da un continuo scambio di battute, dialoghi divertenti e riflessioni mordaci.

E’ inutile far finta, possiamo dirlo, a volte ci dimentichiamo del delitto, tanto siamo rapiti dalle storie e dai sentimenti che animano le vite dei “coinquilini” . I personaggi di Serena Venditto sono densi, mai banali, neanche nelle battute più leggere. E questo ci piace. E molto. Anche se ormai l’argento (anzi, diciamolo forte, il bianco!) è il colore predominante della nostra barba e dei nostri capelli, siamo stati pure noi studenti universitari e giovani lavoratori. Quelle storie ce le sentiamo addosso. E quando un racconto è sincero, noi lettori lo avvertiamo. Ecco perché i “coinquilini” di via Atri 36 e i gialli di Serena Venditto continuano a piacerci!
Un’indagine per non perdere casa
Per Malù tutto sembra precipitare nello stesso momento. Le evidenze di un delitto efferato suggeriscono che il colpevole sia la moglie del suo padrone di casa (Carmine) che, in fretta e furia, deve vendere l’appartamento nel quale vive la famiglia allargata di Malù per pagare gli avvocati. In più ci si mette la rottura con il fidanzato (Marco) che sta partendo per la Svizzera e, ciliegina sulla torta, la discussione della tesi di dottorato.
Con i nervi a fior di pelle e la fragilità del momento che la corrode, Malù riesce, con la sua sagacia innata e un forte spirito di sopravvivenza, a risolvere il caso con l’aiuto dei suoi inseparabili amici.
Per Malù, Ariel, Samuel, Kobe e l’onnipresente gatto nero Mycroft trovare il vero assassino significa difendere un luogo che custodisce abitudini, affetti, una quotidianità condivisa e un equilibrio che non si vuole disperdere.
Malù capisce immediatamente che Miriam, la moglie del suo padrone di casa non è colpevole, troppe incongruenze, e allora si mette caparbiamente alla risoluzione del caso, dispensando compiti, attraverso indagini poco ortodosse e iniziative sui generis.
Casa è dove noi di Serena Venditto
Il titolo del romanzo trova il suo significato più profondo nei rapporti fra i protagonisti. Nell’intervista che le ho fatto, Venditto definisce quella di Malù una famiglia elettiva: nessun legame di sangue, ma una vicinanza che si è trasformata in vera e propria appartenenza. La casa, quindi, non è soltanto il posto in cui tornare, ma è la certezza di trovare qualcuno disposto a restare.

Il romanzo acquista così una dimensione affettiva che non sottrae spazio al giallo, ma ne marca i contorni. Tra le pagine di Venditto non seguiamo investigatori estranei al problema, ma persone coinvolte, imperfette, alle prese con sentimenti e incombenze quotidiane. È questo intreccio a rendere la comunità di via Atri più interessante di una semplice squadra di detective dilettanti.
Libri, film, quadri e atmosfere
Un’altra cosa che mi ha catturata immediatamente sono state le continue citazioni di libri, film e quadri, che aggiungono un altro livello al piacere del racconto. Ogni citazione è stata per me un continuo: “ok questo lo so”, “.. e questo film? Possibile che non lo conosca?” ,“Questo quadro proprio non lo ricordo…” (e guardo su internet), “la Vita di Nerone di Svetonio? Da leggere assolutamente!”. Ecco. Continui spunti per riflessioni, nuove letture e approfondimenti.
E poi sorrisi, momenti di pura immedesimazione ( “e daglielo quel bacio a Marco, orgogliosa che non sei altro!”, rivolto a Malù, tanto per dirne una…) e gesti condivisi (il piacere indescrivibile di avere un gatto sul grembo. Momenti di pura estasi).
E infine c’è Napoli che fa da sfondo a tutta la storia. Gli eventi narrati da Serena Venditto, attraverso il punto di vista di Ariel Hamilton (voce narrante in prima persona),
sono un sipario sulla città dei giorni nostri, attanagliata dalle chele degli speculatori, costantemente alla ricerca di appartamenti da trasformare in bed & breakfast.
Una ferita dolorosa, comune a Roma e a quasi tutte le maggiori città d’Italia. Per i coinquilini, il rischio di non trovare per tempo il vero assassino (hanno solo una settimana per risolvere il caso) li fa precipitare nel buco nero degli affari “fuffa” di cui sempre più spesso si riempiono i siti di cerco e vendo casa. Il tema è affrontato da Venditto con la solita ironia e, anche se attraversa come un’ombra nera tutto il romanzo, non scade mai nella retorica e nei discorsi già consumati. La questione passa attraverso le vite dei personaggi, le loro preoccupazioni e ciò che rischiano di lasciare. È questa delicatezza a renderla incisiva: il problema si avverte, senza bisogno di essere proclamato. Beh, anni di editor e scrittura creativa, ci sta! 🙂
Voto 10!
Buona lettura a tutti gli amanti del giallo e non!
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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