Il poeta polacco Adam Mickiewicz a Roma: luoghi e memorie

Adam Mickiewicz a Roma

Un legame profondo con la Città Eterna

Adam Bernard Mickiewicz (1798–1855), poeta in lingua polacca e figura centrale del Romanticismo europeo, è considerato uno dei maggiori letterati del Romanticismo polacco insieme a Juliusz Slowacki e Zygmunt Krasinski.

Oggi gli dedichiamo un pensiero, perché è uno dei tanti stranieri che ha amato Roma in modo viscerale, considerandola sempre un punto di riferimento per la sua formazione spirituale e letteraria. Per Mickiewicz, Roma non fu soltanto una tappa del classico Grand Tour, ma un luogo di cruciale maturazione emotiva e di fervente azione politica risorgimentale. 

Pensate che proprio qui a Roma decise di sostenere con alcuni patrioti polacchi l’iniziativa italiana. Era pronto a morire per la nostra liberta! Si era prefisso, infatti, di supportare l’iniziativa italiana fino alla completa cacciata degli austriaci dal Paese, e così, nel 1848 formò a Roma la Legione polacca (o la Legione di Mickiewicz) per prendere parte al Risorgimento italiano. 

Per il poeta, l’indipendenza della Polonia iniziava a Roma! Come possiamo non dedicargli un pensiero?!

“Roma è la cosa più bella del mondo”

E Roma non poteva certo restare indifferente al suo contributo per la nostra causa. La città, infatti, conserva targhe, strade e storie che celebrano la sua eredità e il suo sostegno. 

Adam Mickiewicz, foto di dominio pubblico

Scopriamole insieme! 

Il nostro breve viaggio ci darà l’opportunità di osservare la città con “occhi nuovi”, quelli di un forestiero, di un artista e di un uomo profondamente religioso che, quando si trovò davanti alla cupola, esortò il suo compagno di viaggio a togliersi il berretto in segno di ossequio; e quando si persero entrambi con lo sguardo nell’orizzonte del Tevere, si riempirono le borracce e bevvero alla salute della loro Patria, come se fosse prelibato champagne! 

Quali erano le bellezze di Roma che catturarono il poeta polacco? Certamente l’eredità classica, ma non solo. 

Nel 1851 mentre la figlia Maria era a Roma e lui in esilio in Francia le scrisse in una lettera:

“Roma è ancora la cosa più bella del mondo. Pochi sono riusciti a essere a Roma; io, in gioventù, a malapena la sognavo. Ai miei tempi, era difficile (da Nowogródek) come lo è oggi andare dalla Terra alla Luna. Non immagineresti quanto la desideravamo mentre leggevamo Livio, Svetonio e Tacito.”

Il primo soggiorno romano (1829-1831) e la situazione politica della Polonia

Mickiewicz arrivò per la prima volta a Roma il 18 novembre 1829, accompagnato dall’amico poeta Antoni Edward Odyniec, e rimase nella città fino al 20 aprile 1831. Il soggiorno appartiene al suo lungo viaggio europeo dopo l’esilio dall’Impero russo: per un classicista formato, appunto, su Livio, Tacito e Svetonio, Roma rappresentava una meta sognata fin dalla giovinezza. 

Non solo. La città gli offrì anche un ambiente cosmopolita, frequentato da artisti, aristocratici e membri dell’emigrazione polacca. Insomma, un luogo che influenzò fortemente la sua poetica, arricchendola di una componente cattolica, religiosa e mistica. 

Oggi parleremo solo di alcuni aspetti della vita di Adam così come del suo legame speciale con Roma; avremo tempo con altri articoli di approfondire la storia dell’uomo Mickiewicz  e del fuoco interiore che animava la sua vita spirituale e il desiderio di unirsi all’Italia nella lotta per l’indipendenza.

Tomba di Adam Mickiewicz a Cracovia nella Cripta dei Vati (Castello di Wawel)

Roma è importante nella storia personale del poeta perché fu proprio qui,  nel 1830, che ricevette la notizia dell’Insurrezione di Novembre scoppiata in Polonia contro la Russia. 

Qual era la situazione della Polonia al tempo di Mickiewicz? La Polonia non esisteva più come Stato indipendente dalla fine del Settecento. I suoi territori erano stati spartiti fra Russia, Prussia e Austria. 

L’insofferenza per la situazione attuale raggiunse l’apice nella notte del 29 novembre 1830. A Varsavia, giovani cadetti e ufficiali diedero avvio a un’insurrezione contro il dominio dello zar Nicola I nel Regno di Polonia, al quale il Congresso di Vienna del 1815 aveva riconosciuto un’autonomia costituzionale progressivamente limitata dall’Impero russo. 

La rivolta prese una brutta piega, e si trasformò in una vera guerra russo-polacca. 

Ricevuta la notizia a Roma, Mickiewicz cercò di raggiungere la Patria per contribuire alla causa nazionale, ma non ci riuscì… Quando la raggiunse, ad agosto, era troppo tardi, l’esito della lotta era ormai compromesso. La caduta di Varsavia e la definitiva sconfitta dell’insurrezione, nell’ottobre 1831, aprirono la stagione della cosiddetta Grande Emigrazione.  Migliaia di militari, intellettuali ed esponenti politici polacchi si allontanarono dalla propria terra e ripararono soprattutto in Francia. Anche Mickiewicz tornò nell’Europa occidentale, stabilendosi a Parigi nel 1832.  

L’esperienza della rivolta e dell’esilio segneranno profondamente la sua opera e il suo impegno politico.

Il secondo soggiorno romano (1848), politico e rivoluzionario 

Viale che porta verso il Pincio (sulla dx la toponomastica di Mickiewicz)

Mickiewicz tornò a Roma in piena Primavera dei popoli, l’ondata dei moti rivoluzionari che sconvolse l’Europa con l’obiettivo di abbattere i regimi assolutisti per ottenere libertà civili e l’autonomia nazionale. Fu proprio in questo periodo che il poeta polacco fondò la Legione polacca (o la Legione di Mickiewicz). Si trattava di un manipolo di patrioti polacchi decisi a combattere con gli italiani per la liberazione dal giogo austriaco. Il suo obiettivo era quello di sostenere insieme l’indipendenza italiana e quella polacca. È questo intreccio fra poesia, esilio e azione politica che spiega il forte legame del poeta con Roma. 

E Roma ricorda il suo impegno con una via a lui intitolata, tra le più battute della città.

Il viale al Pincio dedicato a Mickiewicz

Approfittate quindi delle tiepide ottobrate romane per una bella passeggiata al Pincio. Scoprirete che il viale dedicato al poeta polacco è proprio a ridosso della deliziosa Casina Valadier. 

La Passeggiata del Pincio è uno dei grandi spazi celebrativi della Roma ottocentesca, concepito anche come luogo pedagogico e patriottico. L’intitolazione a un poeta straniero sottolinea la dimensione europea del Risorgimento e il parallelismo fra la causa italiana e quella polacca. Mickiewicz, inoltre, era particolarmente adatto a questo programma simbolico: poeta nazionale polacco, sostenitore dell’indipendenza dei popoli e promotore a Roma della Legione del 1848!

Seguitemi con i prossimi articoli per scoprire altre tracce di Mickiewicz a Roma e nuovi aspetti interessanti della vita del grande poeta polacco!

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