{"id":11407,"date":"2022-12-20T13:53:25","date_gmt":"2022-12-20T13:53:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/?p=11407"},"modified":"2022-12-22T18:53:19","modified_gmt":"2022-12-22T18:53:19","slug":"per-ogni-parola-perduta-di-benedetta-cibrario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/per-ogni-parola-perduta-di-benedetta-cibrario\/","title":{"rendered":"Per ogni parola perduta\u00a0di Benedetta Cibrario\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La storia magnifica della prima mongolfiera, tanta Russia, tessuti da recuperare e l\u2019odore unico dei libri antichi. Questo e molto altro nel romanzo\u00a0&#8220;<em>Per ogni parola perduta<\/em>&#8221;\u00a0di Benedetta Cibrario<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Russia tra passato e presente<\/strong><strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><em>Per ogni parola perduta<\/em>&nbsp;di Benedetta Cibrario edito da&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.mondadori.it\/i-nostri-libri\/\">Mondadori<\/a>&nbsp;\u00e8 uno splendido romanzo nel quale si intrecciano passato e presente, e si attraversano i mari. Da Oxford si arriva in&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/category\/russia\/\">Russia<\/a>, ma&nbsp;<strong>di Russia \u00e8 intriso tutto il romanzo<\/strong>. Anche l\u2019aria che respira Sofia, la protagonista, sa di Russia. Sofia \u00e8 moglie del defunto Nicola Obreskov, storico accademico, a cui la morte ha impedito di concludere uno studio sui&nbsp;<strong>russi immigrati in Italia<\/strong>&nbsp;fra la fine dell\u2019Ottocento e il primo ventennio del Novecento. La protagonista \u00e8 distrutta, ma un amico ha l\u2019antidoto per farla rinascere: far\u00e0 leva sulle sue passioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario-889x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-11410\" width=\"222\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario-889x1024.webp 889w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario-261x300.webp 261w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario-768x884.webp 768w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario-1334x1536.webp 1334w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario-1779x2048.webp 1779w\" sizes=\"(max-width: 222px) 100vw, 222px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Sofia \u00e8 una restauratrice tessile e l\u2019amico Edmund le propone un lavoro accattivante:&nbsp;<strong>restaurare una mongolfiera del 1784<\/strong>. Lei accetta ma non si limita al lavoro certosino che tanto ama. Sente che quel tessuto ha qualcosa di magico, qualcosa da comunicarle, una storia da riscoprire, e non si sbaglia. Comincia a fare delle ricerche e si imbatte nella vita di un un personaggio unico,&nbsp;<strong>Xavier de Maistre.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il romanzo \u00e8 un continuo intrecciarsi di destini, vicende e storie dimenticate, dolorose, e di strappi bisognosi di essere ricuciti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la Russia non \u00e8 solo quella di Sofia, \u00e8 anche quella dell\u2019autrice, che ne \u00e8 rimasta folgorata dopo un viaggio nel 2019.&nbsp;&nbsp;Da quel momento ha fatto&nbsp;breccia nel suo animo il desiderio di scoprire di pi\u00f9 e si \u00e8 messa all\u2019opera, come ci racconter\u00e0 nell\u2019intervista.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Russia \u00e8 un filo rosso che nel libro&nbsp;<em>Per ogni parola perduta<\/em>&nbsp;di Benedetta Cibrario lega passato e presente, che trasporta il lettore nella Russia misteriosa di Nicola II per ricatapultarlo poi nel presente, tra i libri antichi della giovane Pauline.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ho avuto il piacere di intervistare <strong>Benedetta Cibrario<\/strong>, che ringrazio per la disponibilit\u00e0, e alla quale ho fatto una serie di domande legate al suo libro ma anche alla Russia e alle ricerche che ha fatto sulla bellissima&nbsp;<strong>storia della prima mongolfiera.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><em>Per ogni parola perduta<\/em><\/strong><strong>&nbsp;di Benedetta Cibrario<\/strong><strong><\/strong><\/h3>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Per-ogni-parola-perduta-di-Benedetta-Cibrario-1-1-657x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-11411\" width=\"164\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Per-ogni-parola-perduta-di-Benedetta-Cibrario-1-1-657x1024.webp 657w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Per-ogni-parola-perduta-di-Benedetta-Cibrario-1-1-192x300.webp 192w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Per-ogni-parola-perduta-di-Benedetta-Cibrario-1-1-768x1197.webp 768w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Per-ogni-parola-perduta-di-Benedetta-Cibrario-1-1.webp 821w\" sizes=\"(max-width: 164px) 100vw, 164px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Partiamo dalla copertina del libro che raffigura uno squarcio. Ci racconta cos\u2019\u00e8 che, all\u2019interno della storia, deve essere ricucito?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><em>Tutti i personaggi del libro hanno conosciuto il dolore: nessuno di loro \u00e8 integro, del resto basta vivere per rischiare di ammaccarsi, in tanti modi. Ma gli strappi che non si possono evitare, si possono gestire: occorre mettersi al lavoro per ricucire. A volte funziona, a volte no; tuttavia, se non si pu\u00f2 evitare di finire ammaccati, si pu\u00f2 scegliere cosa fare delle nostre esistenze una volta che una lacerazione \u00e8 avvenuta. Io credo nel restauro: che non cancella la ferita ma la ripara. E quella cicatrice residua ha un valore importantissimo, racconta chi siamo, cosa abbiamo attraversato. Non sempre siamo capaci di restaurarci da soli; ma viviamo nel mondo, abbiamo a che fare con altre persone, e talvolta sono proprio gli altri a trovare il modo di aiutarci.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Perch\u00e9 ha scelto di raccontare nel suo libro le vicende di Xavier de Maistre? C\u2019\u00e8 stato un evento, una notizia che le ha fatto scattare la scintilla?&nbsp;<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><em>Nel romanzo parlo di personaggi attuali, Sofia, restauratrice tessile, Pauline, libraia antiquaria, Edmund, bizzarro collezionista. Ognuno di loro ha un dolore nascosto da qualche parte. Xavier de Maistre \u00e8 un tassello della storia: Edmund ha comprato all\u2019asta una mongolfiera antica su cui un giovanissimo Xavier de Maistre vola nel maggio 1784. Sofia, dopo averla restaurata, accetta di studiarla per capire dove e perch\u00e9 ha volato. E cos\u00ec incontra uno scrittore vissuto due secoli prima, Xavier, autore del&nbsp;Viaggio attorno alla mia camera,&nbsp;libro che ebbe un immenso successo e fu pubblicato quasi ovunque, in svariate lingue. E tuttavia Xavier de Maistre ha finito con essere dimenticato. Sofia (e io con lei) si chiede&nbsp;chi \u00e8 davvero&nbsp;questo soldato di professione, appassionato lettore di Lawrence Sterne, chimico dilettante, che per guadagnare qualche soldo in pi\u00f9, data la misera paga da soldato, si improvvisa ritrattista. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2018unico ritratto di Alekandr&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/?s=Pu_kin\">Pu\u0161kin<\/a>&nbsp;da bambino, lo dobbiamo proprio a Xavier, che frequentava la casa dei genitori di Pu\u0161kin a Mosca. Mi sono resa conto, dopo aver studiato un po\u2019 la vita di Xavier, che aveva avuto un\u2019esistenza da personaggio di romanzo. Continui rovesci di fortuna, disavventure e sventure, e lui sempre in piedi, ironico, scanzonato, coraggioso. Sempre convinto di non saper scrivere, di non saper dipingere, a volte opportunista, a volte generosissimo. Era un uomo curioso, che scrisse di s\u00e9 stesso: sono equipaggiato di un po\u2019 di salute, di buone gambe, di uno smisurato coraggio. Armato cos\u00ec, posso andare in capo al mondo.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario3-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11412\" width=\"384\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario3-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario3-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario3-1152x1536.jpeg 1152w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario3-1536x2048.jpeg 1536w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/benedettacibrario3-scaled.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nel libro lei parla tanto di russi e Russia; quali sono gli aspetti che tocca maggiormente nel suo romanzo?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><em>La Russia \u00e8 un filo che cuce tra loro diverse parti del romanzo: il marito di Sofia \u00e8 Nicola Obreskov, un giovane italiano, professore a Oxford, che si occupa di diaspora russa, anche perch\u00e9 la diaspora \u00e8 la sua storia personale: i suoi bisnonni arrivarono a Firenze tra le migliaia di russi emigrati, per ragioni economiche e politiche.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La Russia \u00e8 anche il paese in cui arriva \u2013 per caso \u2013 lo scrittore savoiardo Xavier de Maistre, partito a piedi da Torino nel 1799 e arrivato a&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.cinquecolonne.it\/spietroburgo-dedica-una-via-allarchitetto-italiano-carlo-rossi.html\">San Pietroburgo<\/a>&nbsp;nel gennaio del 1800. Un\u2019emigrazione simmetrica, ma inversa. Se parlo tanto di Russia \u00e8 perch\u00e9 la Russia \u00e8 un Paese che nella sua storia recente e recentissima, ha la caratteristica di generare impatti molto forti anche nei paesi circostanti. E parlo tanto di questioni politiche quanto culturali: nel 2019 sono andata in Russia, insieme a un gruppo di scrittori italiani, invitati da un\u2019associazione italo-russa e ho potuto sperimentare quanto, anche in zone culturalmente lontane da me (Krasnodar e Sochi), sentissi attrazione e desiderio di saperne di pi\u00f9. Si scrive per questo, per saperne di pi\u00f9.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ho ascoltato una sua intervista e mi ha colpita molto una cosa che ha detto in merito all\u2019unica mongolfiera sopravvissuta. Dove si trova? Nel romanzo ne parla?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><em>Ne parlo nel romanzo, \u00e8 una storia bellissima. Un ardente sostenitore di Napoleone, Jacques Andr\u00e9 Garnerin, voleva offrire alla citt\u00e0 di Parigi uno spettacolo indimenticabile per l\u2019incoronazione di Napoleone e costru\u00ec un pallone favoloso, immenso, ricchissimo e adornato di migliaia di fiaccole. Ma il giorno previsto per il volo, alla presenza di tutta Parigi e della corte, vi fu un tremendo temporale che trascin\u00f2 via la mongolfiera. Fu considerato un presagio terribile. Il giorno dopo, a Roma, un gruppo di ragazzini vide precipitare dal cielo un oggetto immenso \u2013 nessuno di loro sapeva cosa fosse una mongolfiera \u2013 che si abbatt\u00e9 su quella che all\u2019epoca era creduta la tomba di Nerone. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dalla mongolfiera si stacc\u00f2 una pesante aquila dorata, simbolo napoleonico, e il pallone riprese il volo, ma solo per precipitare nuovamente, poche ore dopo, nel lago di Bracciano. Il relitto fu tratto a riva da alcuni pescatori che lo consegnarono al parroco che lo diede al vescovo e dal vescovo fu consegnato ai magazzini del Vaticano. Se ne perse memoria fino agli anni Settanta. Una volta ritrovato si decise di donarlo \u2013 quello che ne restava \u2013 al museo dell\u2019aeronautica di Viterbo, dove \u00e8 tuttora visibile.<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/PHOTO-2022-10-16-15-11-53.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-11413\" width=\"360\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/PHOTO-2022-10-16-15-11-53.webp 480w, https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/PHOTO-2022-10-16-15-11-53-229x300.webp 229w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019ultimo libro prima del&nbsp;<em>Il rumore del mondo<\/em>&nbsp;(2018) \u00e8 stato&nbsp;<em>Lo Scurnuso<\/em>&nbsp;(2011). Come mai non ha pubblicato per tanti anni? Blocco dello scrittore?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><em>Lo Scurnuso&nbsp;\u00e8 un romanzo breve, a cui sono molto affezionata anche perch\u00e9, per scriverlo, avevo dovuto fare un po\u2019 di ricerche sulla Napoli settecentesca che mi avevano appassionato. In molti dei miei romanzi si sente una forte attrazione per la Storia anche se non si tratta, in senso stretto, di romanzi storici veri e propri ma piuttosto di variazioni sul tema individuo\/storia. Nel caso de&nbsp;Il rumore del mondo&nbsp;volevo scrivere degli anni precedenti al 1848, ma la mia ignoranza di quel periodo storico di cui avevo solo ricordi scolastici, mi frenava. Ho dovuto studiare molto, cosa che ha portato via molto tempo. Io sono una scrittrice lenta per natura, per scrivere una pagina posso metterci anche diversi giorni.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi sono ritirata a studiare e a riflettere su come affrontare il lavoro. Sono rimasta ferma ma credo che fosse necessario riempire i serbatoi interiori a cui lo scrittore attinge in seguito. Io non comincio mai a scrivere se non sento di essere pronta. Sono cauta, pignola. Ossessiva. I blocchi da scrittore capitano anche a me ma li aggiro sempre nello stesso modo: mettendomi a studiare e a leggere. A camminare.&nbsp;&nbsp;A cucinare. Vado nei musei, vado al cinema, a teatro. Parlo con le persone. Osservo. Ascolto. Metto in ordine nei cassetti. Tutto questo, anche se appare lontano dalla scrittura, in realt\u00e0 non lo \u00e8 affatto. Quando si scrive, in un certo senso, si fa ordine. E si scrive, paradossalmente, anche facendo altre cose<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Benedetta Cibrario&nbsp;<\/strong>\u00e8 nata a Firenze nel 1962, da padre torinese e madre napoletana. Vive a Londra. Nel 2007 esordisce con il romanzo&nbsp;<em>Rossovermiglio&nbsp;<\/em>(Feltrinelli, premio Campiello 2008), tradotto e pubblicato in diversi paesi, tra cui Germania, Olanda, Portogallo, Grecia. Nel 2009 esce&nbsp;<em>Sotto cieli noncuranti&nbsp;<\/em>(Feltrinelli, premio Rapallo Carige 2010) e, successivamente,&nbsp;<em>Lo Scurnuso&nbsp;<\/em>(Feltrinelli, 2011). Per Mondadori ha pubblicato nel 2018&nbsp;<em>Il rumore del mondo&nbsp;<\/em>(finalista al Premio Strega 2019).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Se il post ti \u00e8 piaciuto, metti \u201cmi piace\u201d sulla mia pagina <\/strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sguardoadest\"><strong>facebook<\/strong><\/a><strong> o \u201clike\u201d su questo articolo. 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Questo e molto altro nel romanzo Per ogni parola perduta di Benedetta CibrarioLa Russia tra passato e presentePer ogni parola perduta di Benedetta Cibrario edito da Mondadori \u00e8 uno splendido romanzo nel quale si intrecciano passato e presente, e si attraversano i mari. Da Oxford si arriva in Russia, ma di Russia \u00e8 intriso tutto il romanzo. Anche l\u2019aria che respira Sofia, la protagonista, sa di Russia. Sofia \u00e8 moglie del defunto Nicola Obreskov, storico accademico, a cui la morte ha impedito di concludere uno studio sui russi immigrati in Italia fra la fine dell\u2019Ottocento e il primo ventennio del Novecento. Sofia \u00e8 distrutta, ma un amico ha l\u2019antidoto per farla rinascere: far\u00e0 leva sulle sue passioni. Sofia \u00e8 una restauratrice tessile e l\u2019amico Edmund le propone un lavoro accattivante: restaurare una mongolfiera del 1784. Sofia accetta ma non si limita al lavoro certosino che tanto ama. Sente che quel tessuto ha qualcosa di magico, qualcosa da comunicarle, una storia da riscoprire, e non si sbaglia. Comincia a fare delle ricerche e si imbatte nella vita di un un personaggio unico, Xavier de Maistre. Il romanzo \u00e8 un continuo intrecciarsi di destini, vicende e storie dimenticate, dolorose, e di strappi bisognosi di essere ricuciti.Ma la Russia non \u00e8 solo quella di Sofia, \u00e8 anche quella dell\u2019autrice, che ne \u00e8 rimasta folgorata dopo un viaggio nel 2019. Da quel momento ha fatto breccia nel suo animo il desiderio di scoprire di pi\u00f9 e si \u00e8 messa all\u2019opera, come ci racconter\u00e0 nell\u2019intervista. La Russia \u00e8 un filo rosso che nel libro Per ogni parola perduta di Benedetta Cibrario lega passato e presente, che trasporta il lettore nella Russia misteriosa di Nicola II per ricatapultarlo poi nel presente, tra i libri antichi della giovane Pauline. Ho avuto il piacere di intervistare Benedetta Cibrario, che ringrazio per la disponibilit\u00e0, e alla quale ho fatto una serie di domande legate al suo libro ma anche alla Russia e alle ricerche che ha fatto sulla bellissima storia della prima mongolfiera. Per ogni parola perduta di Benedetta CibrarioPartiamo dalla copertina del libro che raffigura uno squarcio. Ci racconta cos\u2019\u00e8 che, all\u2019interno della storia, deve essere ricucito?Tutti i personaggi del libro hanno conosciuto il dolore: nessuno di loro \u00e8 integro, del resto basta vivere per rischiare di ammaccarsi, in tanti modi. Ma gli strappi che non si possono evitare, si possono gestire: occorre mettersi al lavoro per ricucire. A volte funziona, a volte no; tuttavia, se non si pu\u00f2 evitare di finire ammaccati, si pu\u00f2 scegliere cosa fare delle nostre esistenze una volta che una lacerazione \u00e8 avvenuta. Io credo nel restauro: che non cancella la ferita ma la ripara. E quella cicatrice residua ha un valore importantissimo, racconta chi siamo, cosa abbiamo attraversato. Non sempre siamo capaci di restaurarci da soli; ma viviamo nel mondo, abbiamo a che fare con altre persone, e talvolta sono proprio gli altri a trovare il modo di aiutarci.Perch\u00e9 ha scelto di raccontare nel suo libro le vicende di Xavier de Maistre? C\u2019\u00e8 stato un evento, una notizia che le ha fatto scattare la scintilla? Nel romanzo parlo di personaggi attuali, Sofia, restauratrice tessile, Pauline, libraia antiquaria, Edmund, bizzarro collezionista. Ognuno di loro ha un dolore nascosto da qualche parte. Xavier de Maistre \u00e8 un tassello della storia: Edmund ha comprato all\u2019asta una mongolfiera antica su cui un giovanissimo Xavier de Maistre vola nel maggio 1784. Sofia, dopo averla restaurata, accetta di studiarla per capire dove e perch\u00e9 ha volato. E cos\u00ec incontra uno scrittore vissuto due secoli prima, Xavier, autore del Viaggio attorno alla mia camera, libro che ebbe un immenso successo e fu pubblicato quasi ovunque, in svariate lingue. E tuttavia Xavier de Maistre ha finito con essere dimenticato. Sofia (e io con lei) si chiede chi \u00e8 davvero questo soldato di professione, appassionato lettore di Lawrence Sterne, chimico dilettante, che per guadagnare qualche soldo in pi\u00f9, data la misera paga da soldato, si improvvisa ritrattista. L\u2018unico ritratto di Alekandr Pu\u0161kin da bambino, lo dobbiamo proprio a Xavier, che frequentava la casa dei genitori di Pu\u0161kin a Mosca. Mi sono resa conto, dopo aver studiato un po\u2019 la vita di Xavier, che aveva avuto un\u2019esistenza da personaggio di romanzo. Continui rovesci di fortuna, disavventure e sventure, e lui sempre in piedi, ironico, scanzonato, coraggioso. Sempre convinto di non saper scrivere, di non saper dipingere, a volte opportunista, a volte generosissimo. Era un uomo curioso, che scrisse di s\u00e9 stesso: sono equipaggiato di un po\u2019 di salute, di buone gambe, di uno smisurato coraggio. Armato cos\u00ec, posso andare in capo al mondo. Nel libro lei parla tanto di russi e Russia; quali sono gli aspetti che tocca maggiormente nel suo romanzo?La Russia \u00e8 un filo che cuce tra loro diverse parti del romanzo: il marito di Sofia \u00e8 Nicola Obreskov, un giovane italiano, professore a Oxford, che si occupa di diaspora russa, anche perch\u00e9 la diaspora \u00e8 la sua storia personale: i suoi bisnonni arrivarono a Firenze tra le migliaia di russi emigrati, per ragioni economiche e politiche. La Russia \u00e8 anche il paese in cui arriva \u2013 per caso \u2013 lo scrittore savoiardo Xavier de Maistre, partito a piedi da Torino nel 1799 e arrivato a San Pietroburgo nel gennaio del 1800. Un\u2019emigrazione simmetrica, ma inversa. Se parlo tanto di Russia \u00e8 perch\u00e9 la Russia \u00e8 un Paese che nella sua storia recente e recentissima, ha la caratteristica di generare impatti molto forti anche nei paesi circostanti. E parlo tanto di questioni politiche quanto culturali: nel 2019 sono andata in Russia, insieme a un gruppo di scrittori italiani, invitati da un\u2019associazione italo-russa e ho potuto sperimentare quanto, anche in zone culturalmente lontane da me (Krasnodar e Sochi), sentissi attrazione e desiderio di saperne di pi\u00f9. Si scrive per questo, per saperne di pi\u00f9. Ho ascoltato una sua intervista e mi ha colpita molto una cosa che ha detto in merito all\u2019unica mongolfiera sopravvissuta. Dove si trova? Nel romanzo ne parla?Ne parlo nel romanzo, \u00e8 una storia bellissima. Un ardente sostenitore di Napoleone, Jacques Andr\u00e9 Garnerin, voleva offrire alla citt\u00e0 di Parigi uno spettacolo indimenticabile per l\u2019incoronazione di Napoleone e costru\u00ec un pallone favoloso, immenso, ricchissimo e adornato di migliaia di fiaccole. Ma il giorno previsto per il volo, alla presenza di tutta Parigi e della corte, vi fu un tremendo temporale che trascin\u00f2 via la mongolfiera. Fu considerato un presagio terribile. Il giorno dopo, a Roma, un gruppo di ragazzini vide precipitare dal cielo un oggetto immenso \u2013 nessuno di loro sapeva cosa fosse una mongolfiera \u2013 che si abbatt\u00e9 su quella che all\u2019epoca era creduta la tomba di Nerone. Dalla mongolfiera si stacc\u00f2 una pesante aquila dorata, simbolo napoleonico, e il pallone riprese il volo, ma solo per precipitare nuovamente, poche ore dopo, nel lago di Bracciano. Il relitto fu tratto a riva da alcuni pescatori che lo consegnarono al parroco che lo diede al vescovo e dal vescovo fu consegnato ai magazzini del Vaticano. Se ne perse memoria fino agli anni Settanta. Una volta ritrovato si decise di donarlo \u2013 quello che ne restava \u2013 al museo dell\u2019aeronautica di Viterbo, dove \u00e8 tuttora visibile. L\u2019ultimo libro prima del Il rumore del mondo (2018) \u00e8 stato Lo Scurnuso (2011). Come mai non ha pubblicato per tanti anni? Blocco dello scrittore?Lo Scurnuso \u00e8 un romanzo breve, a cui sono molto affezionata anche perch\u00e9, per scriverlo, avevo dovuto fare un po\u2019 di ricerche sulla Napoli settecentesca che mi avevano appassionato. In molti dei miei romanzi si sente una forte attrazione per la Storia anche se non si tratta, in senso stretto, di romanzi storici veri e propri ma piuttosto di variazioni sul tema individuo\/storia. Nel caso de Il rumore del mondo volevo scrivere degli anni precedenti al 1848, ma la mia ignoranza di quel periodo storico di cui avevo solo ricordi scolastici, mi frenava. Ho dovuto studiare molto, cosa che ha portato via molto tempo. Io sono una scrittrice lenta per natura, per scrivere una pagina posso metterci anche diversi giorni. Mi sono ritirata a studiare e a riflettere su come affrontare il lavoro. Sono rimasta ferma ma credo che fosse necessario riempire i serbatoi interiori a cui lo scrittore attinge in seguito. Io non comincio mai a scrivere se non sento di essere pronta. Sono cauta, pignola. Ossessiva. I blocchi da scrittore capitano anche a me ma li aggiro sempre nello stesso modo: mettendomi a studiare e a leggere. A camminare. A cucinare. Vado nei musei, vado al cinema, a teatro. Parlo con le persone. Osservo. Ascolto. Metto in ordine nei cassetti. Tutto questo, anche se appare lontano dalla scrittura, in realt\u00e0 non lo \u00e8 affatto. Quando si scrive, in un certo senso, si fa ordine. E si scrive, paradossalmente, anche facendo altre cose. Benedetta Cibrario \u00e8 nata a Firenze nel 1962, da padre torinese e madre napoletana. Vive a Londra. Nel 2007 esordisce con il romanzo Rossovermiglio (Feltrinelli, premio Campiello 2008), tradotto e pubblicato in diversi paesi, tra cui Germania, Olanda, Portogallo, Grecia. Nel 2009 esce Sotto cieli noncuranti (Feltrinelli, premio Rapallo Carige 2010) e, successivamente, Lo Scurnuso (Feltrinelli, 2011). Per Mondadori ha pubblicato nel 2018 Il rumore del mondo (finalista al Premio Strega 2019).\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/per-ogni-parola-perduta-di-benedetta-cibrario\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Per ogni parola perduta\u00a0di Benedetta Cibrario\u00a0 - Sguardo Ad Est\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"La storia magnifica della prima mongolfiera, tanta Russia, tessuti da recuperare e l\u2019odore unico dei libri antichi. Questo e molto altro nel romanzo Per ogni parola perduta di Benedetta CibrarioLa Russia tra passato e presentePer ogni parola perduta di Benedetta Cibrario edito da Mondadori \u00e8 uno splendido romanzo nel quale si intrecciano passato e presente, e si attraversano i mari. Da Oxford si arriva in Russia, ma di Russia \u00e8 intriso tutto il romanzo. Anche l\u2019aria che respira Sofia, la protagonista, sa di Russia. Sofia \u00e8 moglie del defunto Nicola Obreskov, storico accademico, a cui la morte ha impedito di concludere uno studio sui russi immigrati in Italia fra la fine dell\u2019Ottocento e il primo ventennio del Novecento. Sofia \u00e8 distrutta, ma un amico ha l\u2019antidoto per farla rinascere: far\u00e0 leva sulle sue passioni. Sofia \u00e8 una restauratrice tessile e l\u2019amico Edmund le propone un lavoro accattivante: restaurare una mongolfiera del 1784. Sofia accetta ma non si limita al lavoro certosino che tanto ama. Sente che quel tessuto ha qualcosa di magico, qualcosa da comunicarle, una storia da riscoprire, e non si sbaglia. Comincia a fare delle ricerche e si imbatte nella vita di un un personaggio unico, Xavier de Maistre. Il romanzo \u00e8 un continuo intrecciarsi di destini, vicende e storie dimenticate, dolorose, e di strappi bisognosi di essere ricuciti.Ma la Russia non \u00e8 solo quella di Sofia, \u00e8 anche quella dell\u2019autrice, che ne \u00e8 rimasta folgorata dopo un viaggio nel 2019. Da quel momento ha fatto breccia nel suo animo il desiderio di scoprire di pi\u00f9 e si \u00e8 messa all\u2019opera, come ci racconter\u00e0 nell\u2019intervista. La Russia \u00e8 un filo rosso che nel libro Per ogni parola perduta di Benedetta Cibrario lega passato e presente, che trasporta il lettore nella Russia misteriosa di Nicola II per ricatapultarlo poi nel presente, tra i libri antichi della giovane Pauline. Ho avuto il piacere di intervistare Benedetta Cibrario, che ringrazio per la disponibilit\u00e0, e alla quale ho fatto una serie di domande legate al suo libro ma anche alla Russia e alle ricerche che ha fatto sulla bellissima storia della prima mongolfiera. Per ogni parola perduta di Benedetta CibrarioPartiamo dalla copertina del libro che raffigura uno squarcio. Ci racconta cos\u2019\u00e8 che, all\u2019interno della storia, deve essere ricucito?Tutti i personaggi del libro hanno conosciuto il dolore: nessuno di loro \u00e8 integro, del resto basta vivere per rischiare di ammaccarsi, in tanti modi. Ma gli strappi che non si possono evitare, si possono gestire: occorre mettersi al lavoro per ricucire. A volte funziona, a volte no; tuttavia, se non si pu\u00f2 evitare di finire ammaccati, si pu\u00f2 scegliere cosa fare delle nostre esistenze una volta che una lacerazione \u00e8 avvenuta. Io credo nel restauro: che non cancella la ferita ma la ripara. E quella cicatrice residua ha un valore importantissimo, racconta chi siamo, cosa abbiamo attraversato. Non sempre siamo capaci di restaurarci da soli; ma viviamo nel mondo, abbiamo a che fare con altre persone, e talvolta sono proprio gli altri a trovare il modo di aiutarci.Perch\u00e9 ha scelto di raccontare nel suo libro le vicende di Xavier de Maistre? C\u2019\u00e8 stato un evento, una notizia che le ha fatto scattare la scintilla? Nel romanzo parlo di personaggi attuali, Sofia, restauratrice tessile, Pauline, libraia antiquaria, Edmund, bizzarro collezionista. Ognuno di loro ha un dolore nascosto da qualche parte. Xavier de Maistre \u00e8 un tassello della storia: Edmund ha comprato all\u2019asta una mongolfiera antica su cui un giovanissimo Xavier de Maistre vola nel maggio 1784. Sofia, dopo averla restaurata, accetta di studiarla per capire dove e perch\u00e9 ha volato. E cos\u00ec incontra uno scrittore vissuto due secoli prima, Xavier, autore del Viaggio attorno alla mia camera, libro che ebbe un immenso successo e fu pubblicato quasi ovunque, in svariate lingue. E tuttavia Xavier de Maistre ha finito con essere dimenticato. Sofia (e io con lei) si chiede chi \u00e8 davvero questo soldato di professione, appassionato lettore di Lawrence Sterne, chimico dilettante, che per guadagnare qualche soldo in pi\u00f9, data la misera paga da soldato, si improvvisa ritrattista. L\u2018unico ritratto di Alekandr Pu\u0161kin da bambino, lo dobbiamo proprio a Xavier, che frequentava la casa dei genitori di Pu\u0161kin a Mosca. Mi sono resa conto, dopo aver studiato un po\u2019 la vita di Xavier, che aveva avuto un\u2019esistenza da personaggio di romanzo. Continui rovesci di fortuna, disavventure e sventure, e lui sempre in piedi, ironico, scanzonato, coraggioso. Sempre convinto di non saper scrivere, di non saper dipingere, a volte opportunista, a volte generosissimo. Era un uomo curioso, che scrisse di s\u00e9 stesso: sono equipaggiato di un po\u2019 di salute, di buone gambe, di uno smisurato coraggio. Armato cos\u00ec, posso andare in capo al mondo. Nel libro lei parla tanto di russi e Russia; quali sono gli aspetti che tocca maggiormente nel suo romanzo?La Russia \u00e8 un filo che cuce tra loro diverse parti del romanzo: il marito di Sofia \u00e8 Nicola Obreskov, un giovane italiano, professore a Oxford, che si occupa di diaspora russa, anche perch\u00e9 la diaspora \u00e8 la sua storia personale: i suoi bisnonni arrivarono a Firenze tra le migliaia di russi emigrati, per ragioni economiche e politiche. La Russia \u00e8 anche il paese in cui arriva \u2013 per caso \u2013 lo scrittore savoiardo Xavier de Maistre, partito a piedi da Torino nel 1799 e arrivato a San Pietroburgo nel gennaio del 1800. Un\u2019emigrazione simmetrica, ma inversa. Se parlo tanto di Russia \u00e8 perch\u00e9 la Russia \u00e8 un Paese che nella sua storia recente e recentissima, ha la caratteristica di generare impatti molto forti anche nei paesi circostanti. E parlo tanto di questioni politiche quanto culturali: nel 2019 sono andata in Russia, insieme a un gruppo di scrittori italiani, invitati da un\u2019associazione italo-russa e ho potuto sperimentare quanto, anche in zone culturalmente lontane da me (Krasnodar e Sochi), sentissi attrazione e desiderio di saperne di pi\u00f9. Si scrive per questo, per saperne di pi\u00f9. Ho ascoltato una sua intervista e mi ha colpita molto una cosa che ha detto in merito all\u2019unica mongolfiera sopravvissuta. Dove si trova? Nel romanzo ne parla?Ne parlo nel romanzo, \u00e8 una storia bellissima. Un ardente sostenitore di Napoleone, Jacques Andr\u00e9 Garnerin, voleva offrire alla citt\u00e0 di Parigi uno spettacolo indimenticabile per l\u2019incoronazione di Napoleone e costru\u00ec un pallone favoloso, immenso, ricchissimo e adornato di migliaia di fiaccole. Ma il giorno previsto per il volo, alla presenza di tutta Parigi e della corte, vi fu un tremendo temporale che trascin\u00f2 via la mongolfiera. Fu considerato un presagio terribile. Il giorno dopo, a Roma, un gruppo di ragazzini vide precipitare dal cielo un oggetto immenso \u2013 nessuno di loro sapeva cosa fosse una mongolfiera \u2013 che si abbatt\u00e9 su quella che all\u2019epoca era creduta la tomba di Nerone. Dalla mongolfiera si stacc\u00f2 una pesante aquila dorata, simbolo napoleonico, e il pallone riprese il volo, ma solo per precipitare nuovamente, poche ore dopo, nel lago di Bracciano. Il relitto fu tratto a riva da alcuni pescatori che lo consegnarono al parroco che lo diede al vescovo e dal vescovo fu consegnato ai magazzini del Vaticano. Se ne perse memoria fino agli anni Settanta. Una volta ritrovato si decise di donarlo \u2013 quello che ne restava \u2013 al museo dell\u2019aeronautica di Viterbo, dove \u00e8 tuttora visibile. L\u2019ultimo libro prima del Il rumore del mondo (2018) \u00e8 stato Lo Scurnuso (2011). Come mai non ha pubblicato per tanti anni? Blocco dello scrittore?Lo Scurnuso \u00e8 un romanzo breve, a cui sono molto affezionata anche perch\u00e9, per scriverlo, avevo dovuto fare un po\u2019 di ricerche sulla Napoli settecentesca che mi avevano appassionato. In molti dei miei romanzi si sente una forte attrazione per la Storia anche se non si tratta, in senso stretto, di romanzi storici veri e propri ma piuttosto di variazioni sul tema individuo\/storia. Nel caso de Il rumore del mondo volevo scrivere degli anni precedenti al 1848, ma la mia ignoranza di quel periodo storico di cui avevo solo ricordi scolastici, mi frenava. Ho dovuto studiare molto, cosa che ha portato via molto tempo. Io sono una scrittrice lenta per natura, per scrivere una pagina posso metterci anche diversi giorni. Mi sono ritirata a studiare e a riflettere su come affrontare il lavoro. Sono rimasta ferma ma credo che fosse necessario riempire i serbatoi interiori a cui lo scrittore attinge in seguito. Io non comincio mai a scrivere se non sento di essere pronta. Sono cauta, pignola. Ossessiva. I blocchi da scrittore capitano anche a me ma li aggiro sempre nello stesso modo: mettendomi a studiare e a leggere. A camminare. A cucinare. Vado nei musei, vado al cinema, a teatro. Parlo con le persone. Osservo. Ascolto. Metto in ordine nei cassetti. Tutto questo, anche se appare lontano dalla scrittura, in realt\u00e0 non lo \u00e8 affatto. Quando si scrive, in un certo senso, si fa ordine. E si scrive, paradossalmente, anche facendo altre cose. Benedetta Cibrario \u00e8 nata a Firenze nel 1962, da padre torinese e madre napoletana. Vive a Londra. Nel 2007 esordisce con il romanzo Rossovermiglio (Feltrinelli, premio Campiello 2008), tradotto e pubblicato in diversi paesi, tra cui Germania, Olanda, Portogallo, Grecia. Nel 2009 esce Sotto cieli noncuranti (Feltrinelli, premio Rapallo Carige 2010) e, successivamente, Lo Scurnuso (Feltrinelli, 2011). 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Sente che quel tessuto ha qualcosa di magico, qualcosa da comunicarle, una storia da riscoprire, e non si sbaglia. Comincia a fare delle ricerche e si imbatte nella vita di un un personaggio unico, Xavier de Maistre. Il romanzo \u00e8 un continuo intrecciarsi di destini, vicende e storie dimenticate, dolorose, e di strappi bisognosi di essere ricuciti.Ma la Russia non \u00e8 solo quella di Sofia, \u00e8 anche quella dell\u2019autrice, che ne \u00e8 rimasta folgorata dopo un viaggio nel 2019. Da quel momento ha fatto breccia nel suo animo il desiderio di scoprire di pi\u00f9 e si \u00e8 messa all\u2019opera, come ci racconter\u00e0 nell\u2019intervista. La Russia \u00e8 un filo rosso che nel libro Per ogni parola perduta di Benedetta Cibrario lega passato e presente, che trasporta il lettore nella Russia misteriosa di Nicola II per ricatapultarlo poi nel presente, tra i libri antichi della giovane Pauline. Ho avuto il piacere di intervistare Benedetta Cibrario, che ringrazio per la disponibilit\u00e0, e alla quale ho fatto una serie di domande legate al suo libro ma anche alla Russia e alle ricerche che ha fatto sulla bellissima storia della prima mongolfiera. Per ogni parola perduta di Benedetta CibrarioPartiamo dalla copertina del libro che raffigura uno squarcio. Ci racconta cos\u2019\u00e8 che, all\u2019interno della storia, deve essere ricucito?Tutti i personaggi del libro hanno conosciuto il dolore: nessuno di loro \u00e8 integro, del resto basta vivere per rischiare di ammaccarsi, in tanti modi. Ma gli strappi che non si possono evitare, si possono gestire: occorre mettersi al lavoro per ricucire. A volte funziona, a volte no; tuttavia, se non si pu\u00f2 evitare di finire ammaccati, si pu\u00f2 scegliere cosa fare delle nostre esistenze una volta che una lacerazione \u00e8 avvenuta. Io credo nel restauro: che non cancella la ferita ma la ripara. E quella cicatrice residua ha un valore importantissimo, racconta chi siamo, cosa abbiamo attraversato. Non sempre siamo capaci di restaurarci da soli; ma viviamo nel mondo, abbiamo a che fare con altre persone, e talvolta sono proprio gli altri a trovare il modo di aiutarci.Perch\u00e9 ha scelto di raccontare nel suo libro le vicende di Xavier de Maistre? C\u2019\u00e8 stato un evento, una notizia che le ha fatto scattare la scintilla? Nel romanzo parlo di personaggi attuali, Sofia, restauratrice tessile, Pauline, libraia antiquaria, Edmund, bizzarro collezionista. Ognuno di loro ha un dolore nascosto da qualche parte. Xavier de Maistre \u00e8 un tassello della storia: Edmund ha comprato all\u2019asta una mongolfiera antica su cui un giovanissimo Xavier de Maistre vola nel maggio 1784. Sofia, dopo averla restaurata, accetta di studiarla per capire dove e perch\u00e9 ha volato. E cos\u00ec incontra uno scrittore vissuto due secoli prima, Xavier, autore del Viaggio attorno alla mia camera, libro che ebbe un immenso successo e fu pubblicato quasi ovunque, in svariate lingue. E tuttavia Xavier de Maistre ha finito con essere dimenticato. Sofia (e io con lei) si chiede chi \u00e8 davvero questo soldato di professione, appassionato lettore di Lawrence Sterne, chimico dilettante, che per guadagnare qualche soldo in pi\u00f9, data la misera paga da soldato, si improvvisa ritrattista. L\u2018unico ritratto di Alekandr Pu\u0161kin da bambino, lo dobbiamo proprio a Xavier, che frequentava la casa dei genitori di Pu\u0161kin a Mosca. Mi sono resa conto, dopo aver studiato un po\u2019 la vita di Xavier, che aveva avuto un\u2019esistenza da personaggio di romanzo. Continui rovesci di fortuna, disavventure e sventure, e lui sempre in piedi, ironico, scanzonato, coraggioso. Sempre convinto di non saper scrivere, di non saper dipingere, a volte opportunista, a volte generosissimo. Era un uomo curioso, che scrisse di s\u00e9 stesso: sono equipaggiato di un po\u2019 di salute, di buone gambe, di uno smisurato coraggio. Armato cos\u00ec, posso andare in capo al mondo. Nel libro lei parla tanto di russi e Russia; quali sono gli aspetti che tocca maggiormente nel suo romanzo?La Russia \u00e8 un filo che cuce tra loro diverse parti del romanzo: il marito di Sofia \u00e8 Nicola Obreskov, un giovane italiano, professore a Oxford, che si occupa di diaspora russa, anche perch\u00e9 la diaspora \u00e8 la sua storia personale: i suoi bisnonni arrivarono a Firenze tra le migliaia di russi emigrati, per ragioni economiche e politiche. La Russia \u00e8 anche il paese in cui arriva \u2013 per caso \u2013 lo scrittore savoiardo Xavier de Maistre, partito a piedi da Torino nel 1799 e arrivato a San Pietroburgo nel gennaio del 1800. Un\u2019emigrazione simmetrica, ma inversa. Se parlo tanto di Russia \u00e8 perch\u00e9 la Russia \u00e8 un Paese che nella sua storia recente e recentissima, ha la caratteristica di generare impatti molto forti anche nei paesi circostanti. E parlo tanto di questioni politiche quanto culturali: nel 2019 sono andata in Russia, insieme a un gruppo di scrittori italiani, invitati da un\u2019associazione italo-russa e ho potuto sperimentare quanto, anche in zone culturalmente lontane da me (Krasnodar e Sochi), sentissi attrazione e desiderio di saperne di pi\u00f9. Si scrive per questo, per saperne di pi\u00f9. Ho ascoltato una sua intervista e mi ha colpita molto una cosa che ha detto in merito all\u2019unica mongolfiera sopravvissuta. Dove si trova? Nel romanzo ne parla?Ne parlo nel romanzo, \u00e8 una storia bellissima. Un ardente sostenitore di Napoleone, Jacques Andr\u00e9 Garnerin, voleva offrire alla citt\u00e0 di Parigi uno spettacolo indimenticabile per l\u2019incoronazione di Napoleone e costru\u00ec un pallone favoloso, immenso, ricchissimo e adornato di migliaia di fiaccole. Ma il giorno previsto per il volo, alla presenza di tutta Parigi e della corte, vi fu un tremendo temporale che trascin\u00f2 via la mongolfiera. Fu considerato un presagio terribile. Il giorno dopo, a Roma, un gruppo di ragazzini vide precipitare dal cielo un oggetto immenso \u2013 nessuno di loro sapeva cosa fosse una mongolfiera \u2013 che si abbatt\u00e9 su quella che all\u2019epoca era creduta la tomba di Nerone. Dalla mongolfiera si stacc\u00f2 una pesante aquila dorata, simbolo napoleonico, e il pallone riprese il volo, ma solo per precipitare nuovamente, poche ore dopo, nel lago di Bracciano. Il relitto fu tratto a riva da alcuni pescatori che lo consegnarono al parroco che lo diede al vescovo e dal vescovo fu consegnato ai magazzini del Vaticano. Se ne perse memoria fino agli anni Settanta. Una volta ritrovato si decise di donarlo \u2013 quello che ne restava \u2013 al museo dell\u2019aeronautica di Viterbo, dove \u00e8 tuttora visibile. L\u2019ultimo libro prima del Il rumore del mondo (2018) \u00e8 stato Lo Scurnuso (2011). Come mai non ha pubblicato per tanti anni? Blocco dello scrittore?Lo Scurnuso \u00e8 un romanzo breve, a cui sono molto affezionata anche perch\u00e9, per scriverlo, avevo dovuto fare un po\u2019 di ricerche sulla Napoli settecentesca che mi avevano appassionato. In molti dei miei romanzi si sente una forte attrazione per la Storia anche se non si tratta, in senso stretto, di romanzi storici veri e propri ma piuttosto di variazioni sul tema individuo\/storia. Nel caso de Il rumore del mondo volevo scrivere degli anni precedenti al 1848, ma la mia ignoranza di quel periodo storico di cui avevo solo ricordi scolastici, mi frenava. Ho dovuto studiare molto, cosa che ha portato via molto tempo. Io sono una scrittrice lenta per natura, per scrivere una pagina posso metterci anche diversi giorni. Mi sono ritirata a studiare e a riflettere su come affrontare il lavoro. Sono rimasta ferma ma credo che fosse necessario riempire i serbatoi interiori a cui lo scrittore attinge in seguito. Io non comincio mai a scrivere se non sento di essere pronta. Sono cauta, pignola. Ossessiva. I blocchi da scrittore capitano anche a me ma li aggiro sempre nello stesso modo: mettendomi a studiare e a leggere. A camminare. A cucinare. Vado nei musei, vado al cinema, a teatro. Parlo con le persone. Osservo. Ascolto. Metto in ordine nei cassetti. Tutto questo, anche se appare lontano dalla scrittura, in realt\u00e0 non lo \u00e8 affatto. Quando si scrive, in un certo senso, si fa ordine. E si scrive, paradossalmente, anche facendo altre cose. Benedetta Cibrario \u00e8 nata a Firenze nel 1962, da padre torinese e madre napoletana. Vive a Londra. Nel 2007 esordisce con il romanzo Rossovermiglio (Feltrinelli, premio Campiello 2008), tradotto e pubblicato in diversi paesi, tra cui Germania, Olanda, Portogallo, Grecia. Nel 2009 esce Sotto cieli noncuranti (Feltrinelli, premio Rapallo Carige 2010) e, successivamente, Lo Scurnuso (Feltrinelli, 2011). 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Sente che quel tessuto ha qualcosa di magico, qualcosa da comunicarle, una storia da riscoprire, e non si sbaglia. Comincia a fare delle ricerche e si imbatte nella vita di un un personaggio unico, Xavier de Maistre. Il romanzo \u00e8 un continuo intrecciarsi di destini, vicende e storie dimenticate, dolorose, e di strappi bisognosi di essere ricuciti.Ma la Russia non \u00e8 solo quella di Sofia, \u00e8 anche quella dell\u2019autrice, che ne \u00e8 rimasta folgorata dopo un viaggio nel 2019. Da quel momento ha fatto breccia nel suo animo il desiderio di scoprire di pi\u00f9 e si \u00e8 messa all\u2019opera, come ci racconter\u00e0 nell\u2019intervista. La Russia \u00e8 un filo rosso che nel libro Per ogni parola perduta di Benedetta Cibrario lega passato e presente, che trasporta il lettore nella Russia misteriosa di Nicola II per ricatapultarlo poi nel presente, tra i libri antichi della giovane Pauline. Ho avuto il piacere di intervistare Benedetta Cibrario, che ringrazio per la disponibilit\u00e0, e alla quale ho fatto una serie di domande legate al suo libro ma anche alla Russia e alle ricerche che ha fatto sulla bellissima storia della prima mongolfiera. Per ogni parola perduta di Benedetta CibrarioPartiamo dalla copertina del libro che raffigura uno squarcio. Ci racconta cos\u2019\u00e8 che, all\u2019interno della storia, deve essere ricucito?Tutti i personaggi del libro hanno conosciuto il dolore: nessuno di loro \u00e8 integro, del resto basta vivere per rischiare di ammaccarsi, in tanti modi. Ma gli strappi che non si possono evitare, si possono gestire: occorre mettersi al lavoro per ricucire. A volte funziona, a volte no; tuttavia, se non si pu\u00f2 evitare di finire ammaccati, si pu\u00f2 scegliere cosa fare delle nostre esistenze una volta che una lacerazione \u00e8 avvenuta. Io credo nel restauro: che non cancella la ferita ma la ripara. E quella cicatrice residua ha un valore importantissimo, racconta chi siamo, cosa abbiamo attraversato. Non sempre siamo capaci di restaurarci da soli; ma viviamo nel mondo, abbiamo a che fare con altre persone, e talvolta sono proprio gli altri a trovare il modo di aiutarci.Perch\u00e9 ha scelto di raccontare nel suo libro le vicende di Xavier de Maistre? C\u2019\u00e8 stato un evento, una notizia che le ha fatto scattare la scintilla? Nel romanzo parlo di personaggi attuali, Sofia, restauratrice tessile, Pauline, libraia antiquaria, Edmund, bizzarro collezionista. Ognuno di loro ha un dolore nascosto da qualche parte. Xavier de Maistre \u00e8 un tassello della storia: Edmund ha comprato all\u2019asta una mongolfiera antica su cui un giovanissimo Xavier de Maistre vola nel maggio 1784. Sofia, dopo averla restaurata, accetta di studiarla per capire dove e perch\u00e9 ha volato. E cos\u00ec incontra uno scrittore vissuto due secoli prima, Xavier, autore del Viaggio attorno alla mia camera, libro che ebbe un immenso successo e fu pubblicato quasi ovunque, in svariate lingue. E tuttavia Xavier de Maistre ha finito con essere dimenticato. Sofia (e io con lei) si chiede chi \u00e8 davvero questo soldato di professione, appassionato lettore di Lawrence Sterne, chimico dilettante, che per guadagnare qualche soldo in pi\u00f9, data la misera paga da soldato, si improvvisa ritrattista. L\u2018unico ritratto di Alekandr Pu\u0161kin da bambino, lo dobbiamo proprio a Xavier, che frequentava la casa dei genitori di Pu\u0161kin a Mosca. Mi sono resa conto, dopo aver studiato un po\u2019 la vita di Xavier, che aveva avuto un\u2019esistenza da personaggio di romanzo. Continui rovesci di fortuna, disavventure e sventure, e lui sempre in piedi, ironico, scanzonato, coraggioso. Sempre convinto di non saper scrivere, di non saper dipingere, a volte opportunista, a volte generosissimo. Era un uomo curioso, che scrisse di s\u00e9 stesso: sono equipaggiato di un po\u2019 di salute, di buone gambe, di uno smisurato coraggio. Armato cos\u00ec, posso andare in capo al mondo. Nel libro lei parla tanto di russi e Russia; quali sono gli aspetti che tocca maggiormente nel suo romanzo?La Russia \u00e8 un filo che cuce tra loro diverse parti del romanzo: il marito di Sofia \u00e8 Nicola Obreskov, un giovane italiano, professore a Oxford, che si occupa di diaspora russa, anche perch\u00e9 la diaspora \u00e8 la sua storia personale: i suoi bisnonni arrivarono a Firenze tra le migliaia di russi emigrati, per ragioni economiche e politiche. La Russia \u00e8 anche il paese in cui arriva \u2013 per caso \u2013 lo scrittore savoiardo Xavier de Maistre, partito a piedi da Torino nel 1799 e arrivato a San Pietroburgo nel gennaio del 1800. Un\u2019emigrazione simmetrica, ma inversa. Se parlo tanto di Russia \u00e8 perch\u00e9 la Russia \u00e8 un Paese che nella sua storia recente e recentissima, ha la caratteristica di generare impatti molto forti anche nei paesi circostanti. E parlo tanto di questioni politiche quanto culturali: nel 2019 sono andata in Russia, insieme a un gruppo di scrittori italiani, invitati da un\u2019associazione italo-russa e ho potuto sperimentare quanto, anche in zone culturalmente lontane da me (Krasnodar e Sochi), sentissi attrazione e desiderio di saperne di pi\u00f9. Si scrive per questo, per saperne di pi\u00f9. Ho ascoltato una sua intervista e mi ha colpita molto una cosa che ha detto in merito all\u2019unica mongolfiera sopravvissuta. Dove si trova? Nel romanzo ne parla?Ne parlo nel romanzo, \u00e8 una storia bellissima. Un ardente sostenitore di Napoleone, Jacques Andr\u00e9 Garnerin, voleva offrire alla citt\u00e0 di Parigi uno spettacolo indimenticabile per l\u2019incoronazione di Napoleone e costru\u00ec un pallone favoloso, immenso, ricchissimo e adornato di migliaia di fiaccole. Ma il giorno previsto per il volo, alla presenza di tutta Parigi e della corte, vi fu un tremendo temporale che trascin\u00f2 via la mongolfiera. Fu considerato un presagio terribile. Il giorno dopo, a Roma, un gruppo di ragazzini vide precipitare dal cielo un oggetto immenso \u2013 nessuno di loro sapeva cosa fosse una mongolfiera \u2013 che si abbatt\u00e9 su quella che all\u2019epoca era creduta la tomba di Nerone. Dalla mongolfiera si stacc\u00f2 una pesante aquila dorata, simbolo napoleonico, e il pallone riprese il volo, ma solo per precipitare nuovamente, poche ore dopo, nel lago di Bracciano. Il relitto fu tratto a riva da alcuni pescatori che lo consegnarono al parroco che lo diede al vescovo e dal vescovo fu consegnato ai magazzini del Vaticano. Se ne perse memoria fino agli anni Settanta. Una volta ritrovato si decise di donarlo \u2013 quello che ne restava \u2013 al museo dell\u2019aeronautica di Viterbo, dove \u00e8 tuttora visibile. L\u2019ultimo libro prima del Il rumore del mondo (2018) \u00e8 stato Lo Scurnuso (2011). Come mai non ha pubblicato per tanti anni? Blocco dello scrittore?Lo Scurnuso \u00e8 un romanzo breve, a cui sono molto affezionata anche perch\u00e9, per scriverlo, avevo dovuto fare un po\u2019 di ricerche sulla Napoli settecentesca che mi avevano appassionato. In molti dei miei romanzi si sente una forte attrazione per la Storia anche se non si tratta, in senso stretto, di romanzi storici veri e propri ma piuttosto di variazioni sul tema individuo\/storia. Nel caso de Il rumore del mondo volevo scrivere degli anni precedenti al 1848, ma la mia ignoranza di quel periodo storico di cui avevo solo ricordi scolastici, mi frenava. Ho dovuto studiare molto, cosa che ha portato via molto tempo. Io sono una scrittrice lenta per natura, per scrivere una pagina posso metterci anche diversi giorni. Mi sono ritirata a studiare e a riflettere su come affrontare il lavoro. Sono rimasta ferma ma credo che fosse necessario riempire i serbatoi interiori a cui lo scrittore attinge in seguito. Io non comincio mai a scrivere se non sento di essere pronta. Sono cauta, pignola. Ossessiva. I blocchi da scrittore capitano anche a me ma li aggiro sempre nello stesso modo: mettendomi a studiare e a leggere. A camminare. A cucinare. Vado nei musei, vado al cinema, a teatro. Parlo con le persone. Osservo. Ascolto. Metto in ordine nei cassetti. Tutto questo, anche se appare lontano dalla scrittura, in realt\u00e0 non lo \u00e8 affatto. Quando si scrive, in un certo senso, si fa ordine. E si scrive, paradossalmente, anche facendo altre cose. Benedetta Cibrario \u00e8 nata a Firenze nel 1962, da padre torinese e madre napoletana. Vive a Londra. Nel 2007 esordisce con il romanzo Rossovermiglio (Feltrinelli, premio Campiello 2008), tradotto e pubblicato in diversi paesi, tra cui Germania, Olanda, Portogallo, Grecia. Nel 2009 esce Sotto cieli noncuranti (Feltrinelli, premio Rapallo Carige 2010) e, successivamente, Lo Scurnuso (Feltrinelli, 2011). 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Anche l\u2019aria che respira Sofia, la protagonista, sa di Russia. Sofia \u00e8 moglie del defunto Nicola Obreskov, storico accademico, a cui la morte ha impedito di concludere uno studio sui russi immigrati in Italia fra la fine dell\u2019Ottocento e il primo ventennio del Novecento. Sofia \u00e8 distrutta, ma un amico ha l\u2019antidoto per farla rinascere: far\u00e0 leva sulle sue passioni. Sofia \u00e8 una restauratrice tessile e l\u2019amico Edmund le propone un lavoro accattivante: restaurare una mongolfiera del 1784. Sofia accetta ma non si limita al lavoro certosino che tanto ama. Sente che quel tessuto ha qualcosa di magico, qualcosa da comunicarle, una storia da riscoprire, e non si sbaglia. Comincia a fare delle ricerche e si imbatte nella vita di un un personaggio unico, Xavier de Maistre. Il romanzo \u00e8 un continuo intrecciarsi di destini, vicende e storie dimenticate, dolorose, e di strappi bisognosi di essere ricuciti.Ma la Russia non \u00e8 solo quella di Sofia, \u00e8 anche quella dell\u2019autrice, che ne \u00e8 rimasta folgorata dopo un viaggio nel 2019. Da quel momento ha fatto breccia nel suo animo il desiderio di scoprire di pi\u00f9 e si \u00e8 messa all\u2019opera, come ci racconter\u00e0 nell\u2019intervista. La Russia \u00e8 un filo rosso che nel libro Per ogni parola perduta di Benedetta Cibrario lega passato e presente, che trasporta il lettore nella Russia misteriosa di Nicola II per ricatapultarlo poi nel presente, tra i libri antichi della giovane Pauline. Ho avuto il piacere di intervistare Benedetta Cibrario, che ringrazio per la disponibilit\u00e0, e alla quale ho fatto una serie di domande legate al suo libro ma anche alla Russia e alle ricerche che ha fatto sulla bellissima storia della prima mongolfiera. Per ogni parola perduta di Benedetta CibrarioPartiamo dalla copertina del libro che raffigura uno squarcio. Ci racconta cos\u2019\u00e8 che, all\u2019interno della storia, deve essere ricucito?Tutti i personaggi del libro hanno conosciuto il dolore: nessuno di loro \u00e8 integro, del resto basta vivere per rischiare di ammaccarsi, in tanti modi. Ma gli strappi che non si possono evitare, si possono gestire: occorre mettersi al lavoro per ricucire. A volte funziona, a volte no; tuttavia, se non si pu\u00f2 evitare di finire ammaccati, si pu\u00f2 scegliere cosa fare delle nostre esistenze una volta che una lacerazione \u00e8 avvenuta. Io credo nel restauro: che non cancella la ferita ma la ripara. E quella cicatrice residua ha un valore importantissimo, racconta chi siamo, cosa abbiamo attraversato. Non sempre siamo capaci di restaurarci da soli; ma viviamo nel mondo, abbiamo a che fare con altre persone, e talvolta sono proprio gli altri a trovare il modo di aiutarci.Perch\u00e9 ha scelto di raccontare nel suo libro le vicende di Xavier de Maistre? C\u2019\u00e8 stato un evento, una notizia che le ha fatto scattare la scintilla? Nel romanzo parlo di personaggi attuali, Sofia, restauratrice tessile, Pauline, libraia antiquaria, Edmund, bizzarro collezionista. Ognuno di loro ha un dolore nascosto da qualche parte. Xavier de Maistre \u00e8 un tassello della storia: Edmund ha comprato all\u2019asta una mongolfiera antica su cui un giovanissimo Xavier de Maistre vola nel maggio 1784. Sofia, dopo averla restaurata, accetta di studiarla per capire dove e perch\u00e9 ha volato. E cos\u00ec incontra uno scrittore vissuto due secoli prima, Xavier, autore del Viaggio attorno alla mia camera, libro che ebbe un immenso successo e fu pubblicato quasi ovunque, in svariate lingue. E tuttavia Xavier de Maistre ha finito con essere dimenticato. Sofia (e io con lei) si chiede chi \u00e8 davvero questo soldato di professione, appassionato lettore di Lawrence Sterne, chimico dilettante, che per guadagnare qualche soldo in pi\u00f9, data la misera paga da soldato, si improvvisa ritrattista. L\u2018unico ritratto di Alekandr Pu\u0161kin da bambino, lo dobbiamo proprio a Xavier, che frequentava la casa dei genitori di Pu\u0161kin a Mosca. Mi sono resa conto, dopo aver studiato un po\u2019 la vita di Xavier, che aveva avuto un\u2019esistenza da personaggio di romanzo. Continui rovesci di fortuna, disavventure e sventure, e lui sempre in piedi, ironico, scanzonato, coraggioso. Sempre convinto di non saper scrivere, di non saper dipingere, a volte opportunista, a volte generosissimo. Era un uomo curioso, che scrisse di s\u00e9 stesso: sono equipaggiato di un po\u2019 di salute, di buone gambe, di uno smisurato coraggio. Armato cos\u00ec, posso andare in capo al mondo. Nel libro lei parla tanto di russi e Russia; quali sono gli aspetti che tocca maggiormente nel suo romanzo?La Russia \u00e8 un filo che cuce tra loro diverse parti del romanzo: il marito di Sofia \u00e8 Nicola Obreskov, un giovane italiano, professore a Oxford, che si occupa di diaspora russa, anche perch\u00e9 la diaspora \u00e8 la sua storia personale: i suoi bisnonni arrivarono a Firenze tra le migliaia di russi emigrati, per ragioni economiche e politiche. La Russia \u00e8 anche il paese in cui arriva \u2013 per caso \u2013 lo scrittore savoiardo Xavier de Maistre, partito a piedi da Torino nel 1799 e arrivato a San Pietroburgo nel gennaio del 1800. Un\u2019emigrazione simmetrica, ma inversa. Se parlo tanto di Russia \u00e8 perch\u00e9 la Russia \u00e8 un Paese che nella sua storia recente e recentissima, ha la caratteristica di generare impatti molto forti anche nei paesi circostanti. E parlo tanto di questioni politiche quanto culturali: nel 2019 sono andata in Russia, insieme a un gruppo di scrittori italiani, invitati da un\u2019associazione italo-russa e ho potuto sperimentare quanto, anche in zone culturalmente lontane da me (Krasnodar e Sochi), sentissi attrazione e desiderio di saperne di pi\u00f9. Si scrive per questo, per saperne di pi\u00f9. Ho ascoltato una sua intervista e mi ha colpita molto una cosa che ha detto in merito all\u2019unica mongolfiera sopravvissuta. Dove si trova? Nel romanzo ne parla?Ne parlo nel romanzo, \u00e8 una storia bellissima. Un ardente sostenitore di Napoleone, Jacques Andr\u00e9 Garnerin, voleva offrire alla citt\u00e0 di Parigi uno spettacolo indimenticabile per l\u2019incoronazione di Napoleone e costru\u00ec un pallone favoloso, immenso, ricchissimo e adornato di migliaia di fiaccole. Ma il giorno previsto per il volo, alla presenza di tutta Parigi e della corte, vi fu un tremendo temporale che trascin\u00f2 via la mongolfiera. Fu considerato un presagio terribile. Il giorno dopo, a Roma, un gruppo di ragazzini vide precipitare dal cielo un oggetto immenso \u2013 nessuno di loro sapeva cosa fosse una mongolfiera \u2013 che si abbatt\u00e9 su quella che all\u2019epoca era creduta la tomba di Nerone. Dalla mongolfiera si stacc\u00f2 una pesante aquila dorata, simbolo napoleonico, e il pallone riprese il volo, ma solo per precipitare nuovamente, poche ore dopo, nel lago di Bracciano. Il relitto fu tratto a riva da alcuni pescatori che lo consegnarono al parroco che lo diede al vescovo e dal vescovo fu consegnato ai magazzini del Vaticano. Se ne perse memoria fino agli anni Settanta. Una volta ritrovato si decise di donarlo \u2013 quello che ne restava \u2013 al museo dell\u2019aeronautica di Viterbo, dove \u00e8 tuttora visibile. L\u2019ultimo libro prima del Il rumore del mondo (2018) \u00e8 stato Lo Scurnuso (2011). Come mai non ha pubblicato per tanti anni? Blocco dello scrittore?Lo Scurnuso \u00e8 un romanzo breve, a cui sono molto affezionata anche perch\u00e9, per scriverlo, avevo dovuto fare un po\u2019 di ricerche sulla Napoli settecentesca che mi avevano appassionato. In molti dei miei romanzi si sente una forte attrazione per la Storia anche se non si tratta, in senso stretto, di romanzi storici veri e propri ma piuttosto di variazioni sul tema individuo\/storia. Nel caso de Il rumore del mondo volevo scrivere degli anni precedenti al 1848, ma la mia ignoranza di quel periodo storico di cui avevo solo ricordi scolastici, mi frenava. Ho dovuto studiare molto, cosa che ha portato via molto tempo. Io sono una scrittrice lenta per natura, per scrivere una pagina posso metterci anche diversi giorni. Mi sono ritirata a studiare e a riflettere su come affrontare il lavoro. Sono rimasta ferma ma credo che fosse necessario riempire i serbatoi interiori a cui lo scrittore attinge in seguito. Io non comincio mai a scrivere se non sento di essere pronta. Sono cauta, pignola. Ossessiva. I blocchi da scrittore capitano anche a me ma li aggiro sempre nello stesso modo: mettendomi a studiare e a leggere. A camminare. A cucinare. Vado nei musei, vado al cinema, a teatro. Parlo con le persone. Osservo. Ascolto. Metto in ordine nei cassetti. Tutto questo, anche se appare lontano dalla scrittura, in realt\u00e0 non lo \u00e8 affatto. Quando si scrive, in un certo senso, si fa ordine. E si scrive, paradossalmente, anche facendo altre cose. Benedetta Cibrario \u00e8 nata a Firenze nel 1962, da padre torinese e madre napoletana. Vive a Londra. Nel 2007 esordisce con il romanzo Rossovermiglio (Feltrinelli, premio Campiello 2008), tradotto e pubblicato in diversi paesi, tra cui Germania, Olanda, Portogallo, Grecia. Nel 2009 esce Sotto cieli noncuranti (Feltrinelli, premio Rapallo Carige 2010) e, successivamente, Lo Scurnuso (Feltrinelli, 2011). 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Questo e molto altro nel romanzo Per ogni parola perduta di Benedetta CibrarioLa Russia tra passato e presentePer ogni parola perduta di Benedetta Cibrario edito da Mondadori \u00e8 uno splendido romanzo nel quale si intrecciano passato e presente, e si attraversano i mari. Da Oxford si arriva in Russia, ma di Russia \u00e8 intriso tutto il romanzo. Anche l\u2019aria che respira Sofia, la protagonista, sa di Russia. Sofia \u00e8 moglie del defunto Nicola Obreskov, storico accademico, a cui la morte ha impedito di concludere uno studio sui russi immigrati in Italia fra la fine dell\u2019Ottocento e il primo ventennio del Novecento. Sofia \u00e8 distrutta, ma un amico ha l\u2019antidoto per farla rinascere: far\u00e0 leva sulle sue passioni. Sofia \u00e8 una restauratrice tessile e l\u2019amico Edmund le propone un lavoro accattivante: restaurare una mongolfiera del 1784. Sofia accetta ma non si limita al lavoro certosino che tanto ama. Sente che quel tessuto ha qualcosa di magico, qualcosa da comunicarle, una storia da riscoprire, e non si sbaglia. Comincia a fare delle ricerche e si imbatte nella vita di un un personaggio unico, Xavier de Maistre. Il romanzo \u00e8 un continuo intrecciarsi di destini, vicende e storie dimenticate, dolorose, e di strappi bisognosi di essere ricuciti.Ma la Russia non \u00e8 solo quella di Sofia, \u00e8 anche quella dell\u2019autrice, che ne \u00e8 rimasta folgorata dopo un viaggio nel 2019. Da quel momento ha fatto breccia nel suo animo il desiderio di scoprire di pi\u00f9 e si \u00e8 messa all\u2019opera, come ci racconter\u00e0 nell\u2019intervista. La Russia \u00e8 un filo rosso che nel libro Per ogni parola perduta di Benedetta Cibrario lega passato e presente, che trasporta il lettore nella Russia misteriosa di Nicola II per ricatapultarlo poi nel presente, tra i libri antichi della giovane Pauline. Ho avuto il piacere di intervistare Benedetta Cibrario, che ringrazio per la disponibilit\u00e0, e alla quale ho fatto una serie di domande legate al suo libro ma anche alla Russia e alle ricerche che ha fatto sulla bellissima storia della prima mongolfiera. Per ogni parola perduta di Benedetta CibrarioPartiamo dalla copertina del libro che raffigura uno squarcio. Ci racconta cos\u2019\u00e8 che, all\u2019interno della storia, deve essere ricucito?Tutti i personaggi del libro hanno conosciuto il dolore: nessuno di loro \u00e8 integro, del resto basta vivere per rischiare di ammaccarsi, in tanti modi. Ma gli strappi che non si possono evitare, si possono gestire: occorre mettersi al lavoro per ricucire. A volte funziona, a volte no; tuttavia, se non si pu\u00f2 evitare di finire ammaccati, si pu\u00f2 scegliere cosa fare delle nostre esistenze una volta che una lacerazione \u00e8 avvenuta. Io credo nel restauro: che non cancella la ferita ma la ripara. E quella cicatrice residua ha un valore importantissimo, racconta chi siamo, cosa abbiamo attraversato. Non sempre siamo capaci di restaurarci da soli; ma viviamo nel mondo, abbiamo a che fare con altre persone, e talvolta sono proprio gli altri a trovare il modo di aiutarci.Perch\u00e9 ha scelto di raccontare nel suo libro le vicende di Xavier de Maistre? C\u2019\u00e8 stato un evento, una notizia che le ha fatto scattare la scintilla? Nel romanzo parlo di personaggi attuali, Sofia, restauratrice tessile, Pauline, libraia antiquaria, Edmund, bizzarro collezionista. Ognuno di loro ha un dolore nascosto da qualche parte. Xavier de Maistre \u00e8 un tassello della storia: Edmund ha comprato all\u2019asta una mongolfiera antica su cui un giovanissimo Xavier de Maistre vola nel maggio 1784. Sofia, dopo averla restaurata, accetta di studiarla per capire dove e perch\u00e9 ha volato. E cos\u00ec incontra uno scrittore vissuto due secoli prima, Xavier, autore del Viaggio attorno alla mia camera, libro che ebbe un immenso successo e fu pubblicato quasi ovunque, in svariate lingue. E tuttavia Xavier de Maistre ha finito con essere dimenticato. Sofia (e io con lei) si chiede chi \u00e8 davvero questo soldato di professione, appassionato lettore di Lawrence Sterne, chimico dilettante, che per guadagnare qualche soldo in pi\u00f9, data la misera paga da soldato, si improvvisa ritrattista. L\u2018unico ritratto di Alekandr Pu\u0161kin da bambino, lo dobbiamo proprio a Xavier, che frequentava la casa dei genitori di Pu\u0161kin a Mosca. Mi sono resa conto, dopo aver studiato un po\u2019 la vita di Xavier, che aveva avuto un\u2019esistenza da personaggio di romanzo. Continui rovesci di fortuna, disavventure e sventure, e lui sempre in piedi, ironico, scanzonato, coraggioso. Sempre convinto di non saper scrivere, di non saper dipingere, a volte opportunista, a volte generosissimo. Era un uomo curioso, che scrisse di s\u00e9 stesso: sono equipaggiato di un po\u2019 di salute, di buone gambe, di uno smisurato coraggio. Armato cos\u00ec, posso andare in capo al mondo. Nel libro lei parla tanto di russi e Russia; quali sono gli aspetti che tocca maggiormente nel suo romanzo?La Russia \u00e8 un filo che cuce tra loro diverse parti del romanzo: il marito di Sofia \u00e8 Nicola Obreskov, un giovane italiano, professore a Oxford, che si occupa di diaspora russa, anche perch\u00e9 la diaspora \u00e8 la sua storia personale: i suoi bisnonni arrivarono a Firenze tra le migliaia di russi emigrati, per ragioni economiche e politiche. La Russia \u00e8 anche il paese in cui arriva \u2013 per caso \u2013 lo scrittore savoiardo Xavier de Maistre, partito a piedi da Torino nel 1799 e arrivato a San Pietroburgo nel gennaio del 1800. Un\u2019emigrazione simmetrica, ma inversa. Se parlo tanto di Russia \u00e8 perch\u00e9 la Russia \u00e8 un Paese che nella sua storia recente e recentissima, ha la caratteristica di generare impatti molto forti anche nei paesi circostanti. E parlo tanto di questioni politiche quanto culturali: nel 2019 sono andata in Russia, insieme a un gruppo di scrittori italiani, invitati da un\u2019associazione italo-russa e ho potuto sperimentare quanto, anche in zone culturalmente lontane da me (Krasnodar e Sochi), sentissi attrazione e desiderio di saperne di pi\u00f9. Si scrive per questo, per saperne di pi\u00f9. Ho ascoltato una sua intervista e mi ha colpita molto una cosa che ha detto in merito all\u2019unica mongolfiera sopravvissuta. Dove si trova? Nel romanzo ne parla?Ne parlo nel romanzo, \u00e8 una storia bellissima. Un ardente sostenitore di Napoleone, Jacques Andr\u00e9 Garnerin, voleva offrire alla citt\u00e0 di Parigi uno spettacolo indimenticabile per l\u2019incoronazione di Napoleone e costru\u00ec un pallone favoloso, immenso, ricchissimo e adornato di migliaia di fiaccole. Ma il giorno previsto per il volo, alla presenza di tutta Parigi e della corte, vi fu un tremendo temporale che trascin\u00f2 via la mongolfiera. Fu considerato un presagio terribile. Il giorno dopo, a Roma, un gruppo di ragazzini vide precipitare dal cielo un oggetto immenso \u2013 nessuno di loro sapeva cosa fosse una mongolfiera \u2013 che si abbatt\u00e9 su quella che all\u2019epoca era creduta la tomba di Nerone. Dalla mongolfiera si stacc\u00f2 una pesante aquila dorata, simbolo napoleonico, e il pallone riprese il volo, ma solo per precipitare nuovamente, poche ore dopo, nel lago di Bracciano. Il relitto fu tratto a riva da alcuni pescatori che lo consegnarono al parroco che lo diede al vescovo e dal vescovo fu consegnato ai magazzini del Vaticano. Se ne perse memoria fino agli anni Settanta. Una volta ritrovato si decise di donarlo \u2013 quello che ne restava \u2013 al museo dell\u2019aeronautica di Viterbo, dove \u00e8 tuttora visibile. L\u2019ultimo libro prima del Il rumore del mondo (2018) \u00e8 stato Lo Scurnuso (2011). Come mai non ha pubblicato per tanti anni? Blocco dello scrittore?Lo Scurnuso \u00e8 un romanzo breve, a cui sono molto affezionata anche perch\u00e9, per scriverlo, avevo dovuto fare un po\u2019 di ricerche sulla Napoli settecentesca che mi avevano appassionato. In molti dei miei romanzi si sente una forte attrazione per la Storia anche se non si tratta, in senso stretto, di romanzi storici veri e propri ma piuttosto di variazioni sul tema individuo\/storia. Nel caso de Il rumore del mondo volevo scrivere degli anni precedenti al 1848, ma la mia ignoranza di quel periodo storico di cui avevo solo ricordi scolastici, mi frenava. Ho dovuto studiare molto, cosa che ha portato via molto tempo. Io sono una scrittrice lenta per natura, per scrivere una pagina posso metterci anche diversi giorni. Mi sono ritirata a studiare e a riflettere su come affrontare il lavoro. Sono rimasta ferma ma credo che fosse necessario riempire i serbatoi interiori a cui lo scrittore attinge in seguito. Io non comincio mai a scrivere se non sento di essere pronta. Sono cauta, pignola. Ossessiva. I blocchi da scrittore capitano anche a me ma li aggiro sempre nello stesso modo: mettendomi a studiare e a leggere. A camminare. A cucinare. Vado nei musei, vado al cinema, a teatro. Parlo con le persone. Osservo. Ascolto. Metto in ordine nei cassetti. Tutto questo, anche se appare lontano dalla scrittura, in realt\u00e0 non lo \u00e8 affatto. Quando si scrive, in un certo senso, si fa ordine. E si scrive, paradossalmente, anche facendo altre cose. Benedetta Cibrario \u00e8 nata a Firenze nel 1962, da padre torinese e madre napoletana. Vive a Londra. Nel 2007 esordisce con il romanzo Rossovermiglio (Feltrinelli, premio Campiello 2008), tradotto e pubblicato in diversi paesi, tra cui Germania, Olanda, Portogallo, Grecia. Nel 2009 esce Sotto cieli noncuranti (Feltrinelli, premio Rapallo Carige 2010) e, successivamente, Lo Scurnuso (Feltrinelli, 2011). 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