{"id":7106,"date":"2021-04-13T07:47:39","date_gmt":"2021-04-13T07:47:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/?p=7106"},"modified":"2021-04-13T07:50:38","modified_gmt":"2021-04-13T07:50:38","slug":"la-principessa-guerriera-di-cvetaeva-a-cura-di-marilena-rea","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/la-principessa-guerriera-di-cvetaeva-a-cura-di-marilena-rea\/","title":{"rendered":"\u201cLa Principessa Guerriera\u201d di Cvetaeva a cura di Marilena Rea"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Intervista a Marilena Rea, traduttrice e curatrice di \u201cLa Principessa Guerriera\u201d di Marina Cvetaeva<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u201cZar-fanciulla\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La \u201cPrincipessa Guerriera\u201d \u00e8 la prima traduzione italiana del poema di Marina Cvetaeva lo \u201czar-fanciulla\u201d. Il libro, edito da <a href=\"https:\/\/www.sandrotetieditore.it\/project\/marina-cvetaevala-principessa-guerrierain-preparazione\/\">Sandro Teti<\/a> con la postfazione di Monica Guerritore, \u00e8 un testo prezioso, che accompagna il lettore nel mondo interiore della grande poetessa russa. Il testo \u00e8 prezioso per mille motivi, primo fra tutti perch\u00e9 n<strong>on ce ne sono di simili nel nostro Paese<\/strong> e poi perch\u00e9, come ci ha detto la stessa curatrice Marilena Rea durante l\u2019intervista, \u00e8 un testo <strong>stilisticamente molto complesso<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marina Cvetaeva <\/strong>(Mosca, 1892 \u2013 Elabuga, 1941) scrisse il poema in un periodo molto difficile della sua vita, negli anni della guerra e poco prima di partire per l\u2019esilio. La poetessa, attraverso la <strong>fiaba,<\/strong> rievoca un mondo, quello del <a href=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/category\/mitologia-slava-e-folklore\/\">folclore popolare, <\/a>che amava particolarmente. Un mondo che non le serviva affatto per evadere dalla dolorosa realt\u00e0 quanto, piuttosto, per filtrarne le brutture, denunciando violenze e sopraffazioni. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210111101242_003-730x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7108\" width=\"225\" height=\"316\" srcset=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210111101242_003-730x1024.jpg 730w, http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210111101242_003-214x300.jpg 214w, http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210111101242_003-768x1077.jpg 768w, http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210111101242_003-1095x1536.jpg 1095w, http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210111101242_003-1460x2048.jpg 1460w, http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210111101242_003-scaled.jpg 1825w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Marilena Rea<\/strong>&nbsp;\u00e8\ncritica letteraria, docente presso la Link Campus University, insegnante,\neditor di manuali scolastici, \u00e8 specializzata in traduzione della poesia russa,\nsu cui tiene seminari presso varie istituzioni e universit\u00e0 italiane e\nstraniere. Insignita della menzione d\u2019onore del premio internazionale per la\ntraduzione \u201cRussia-Italia attraverso i secoli \u2013 2012\u201d per il volume di Cvetaeva&nbsp;<em>A\nRainer Maria Rilke nelle sue mani<\/em>, e della segnalazione speciale del premio\n\u201cBenno Geiger per la traduzione poetica \u2013 2016\u201d per il volume di Pasternak&nbsp;<em>Anch\u2019io\nho conosciuto l\u2019amore<\/em>. Per Sandro Teti Editore ha curato le&nbsp;<em>Poesie<\/em>&nbsp;di\nImadaddin Nasimi e ha tradotto la raccolta poetica&nbsp;<em>Ora zero<\/em>&nbsp;di\n<a href=\"https:\/\/www.cinquecolonne.it\/il-boia-di-eduard-limonov-a-piu-libri-piu-liberi.html\">Eduard\nLimonov<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho avuto il piacere di scambiare alcune battute con Marilena Rea alla quale ho chiesto qualche dettaglio in pi\u00f9 non solo sul poema ma anche sul difficile mestiere del traduttore.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u201cLa Principessa Guerriera\u201d a cura di Marilena Rea<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Cvetaeva scrive il poema Zar-Fanciulla in un periodo molto doloroso e difficile della sua vita. Il mondo delle fiabe e del folklore popolare che la poetessa amava particolarmente, era un mondo in cui rifugiarsi oppure un escamotage per affrontare temi a lei attuali?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il suo rapporto con il folclore era senz\u2019altro molto profondo: il libro di fiabe curate dal famoso etnologo Afanas\u2019ev lo ha portato sempre con s\u00e9 per molti anni, \u00e8 stata la fonte di ispirazione per altre sue opere di alta levatura, come l\u2019altra fiaba in versi del 1923 \u201cMolodec\u201d (\u201cIl Prode\u201d). Le fiabe rappresentavano per Cvetaeva un mondo ricchissimo di simboli universali, direi archetipi, in cui lei leggeva il destino degli uomini e, in definitiva, dei tanti personaggi che affollano le sue opere. Non dimentichiamo che Cvetaeva \u00e8 stata una delle ultime voci del Novecento apertamente influenzata dai romantici, russi in primis, ma anche tedeschi e francesi. Nessuno pi\u00f9 dei romantici aveva condotto una ricerca molto preziosa sul mondo delle fiabe tradizionali; in numerose memorie Cvetaeva parla di Brentano, Goethe, Pu\u0161kin, tutti noti autori di fiabe, per l\u2019appunto. Ci\u00f2 non toglie che la fiaba potesse essere un modo per filtrare l\u2019attualit\u00e0, ma di certo non per sfuggirla. Il finale della \u201cPrincipessa Guerriera\u201d \u00e8, infatti, una denuncia delle violenze e delle sopraffazioni dei politici. La fiabe ha, in parte, anche questa funzione: veicola temi di attualit\u00e0 mascherandoli da innocue storie fantastiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un tema interessante all\u2019interno del poema che ha chiari richiami alla vita della Cvetaeva. Parlo del tema della separazione, nello specifico di quella amorosa tra lo Zar-fanciulla e lo Zarevi\u010d. Ci pu\u00f2 dire perch\u00e9 la Cvetaeva era particolarmente sensibile all\u2019argomento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La separazione, la lontananza, l\u2019addio, la divisione \u2013 sono tutte varianti di un unico elemento mitopoietico, cio\u00e8 la carenza. Marina Cvetaeva ha scritto molte liriche su questo tema: il ciclo \u201cSeparazione\u201d, il ciclo \u201cI fili del telegrafo\u201d, \u201cIl poema della fine\u201d, \u201cLettera per l\u2019anno nuovo\u201d, tutte opere che ho avuto la fortuna di tradurre e pubblicare negli anni addietro nelle raccolte \u201cA Rainer Maria Rilke nelle sue mani\u201d, \u201cScusate l\u2019amore\u201d e \u201cMestiere\u201d. Torna come un\u2019ossessione il senso di mancanza e incompletezza, che \u00e8 sia mancanza d\u2019amore ma anche mancanza di amore per la vita. Nei versi di Cvetaeva trascorre un senso tragico dell\u2019esistenza, in cui domina il vuoto piuttosto che il pieno; per questo l\u2019impossibilit\u00e0 di amare e essere amata diventa una delle tante declinazioni di questo vuoto. Ogni poeta crea delle immagini fisse attorno a quei pochi nuclei tematici cui \u00e8 affezionato \u2013 Cvetaeva lo fa con la mancanza d\u2019amore. Nella prosa autobiografica \u201cMia madre e la musica\u201d, che ho tradotto nel 2016 insieme al \u201cDiavolo\u201d e a \u201cUna fiaba di mia madre\u201d, scrive che il dolore sofferto per la mancanza d\u2019amore da parte della madre \u201c\u00e8 stata la prima offesa d\u2019amore\u201d. Forse \u00e8 semplicemente questa l\u2019origine dell\u2019ossessione per l\u2019impossibilit\u00e0 di essere amata.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Wikipedia-728x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7109\" width=\"238\" height=\"335\" srcset=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Wikipedia-728x1024.jpg 728w, http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Wikipedia-213x300.jpg 213w, http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Wikipedia-768x1080.jpg 768w, http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Wikipedia.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 238px) 100vw, 238px\" \/><figcaption>Cvetaeva (foto da Wikipedia)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nel corso della sua traduzione, ha scoperto un aspetto della Cvetaeva che l\u2019ha particolarmente affascinata?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Traduco le opere di Marina Cvetaeva da quindici anni, nel 2011 usc\u00ec la tragedia \u201cFedra\u201d su cui ho lavorato per anni; fino ad oggi ho pubblicato in tutto sette libri dei suoi versi e delle sue prose e, bench\u00e9 ormai sia avvezza alle sue giravolte stilistiche, ogni volta non finisco di stupirmi. \u201cLa Principessa Guerriera\u201d \u00e8 frutto di un lavoro di traduzione iniziato venti anni fa, e l\u2019ho portato al livello di perfezionamento attuale dopo un lunghissimo e minuzioso intervento parola per parola, come un\u2019operazione chirurgica. \u00c8 un poema difficilissimo da tradurre, spesso anche da decifrare, e, nonostante ci\u00f2, sono rimasta sempre meravigliata di come lei riesca a giostrare registri linguistici dei pi\u00f9 disparati senza il minimo segno di logoramento o di stanchezza. Probabilmente gli scarti di stile le erano congeniali, le permettevano di dare voce ai tanti personaggi interiori che si portava dentro. In traduzione, spostarsi dai versi tipici dei cantastorie popolari russi a quelli dell\u2019epos o dell\u2019elegia ha richiesto uno spirito di adattabilit\u00e0, oltre che di erudizione, molto elevato.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il poema Zar-Fanciulla usc\u00ec nel 1922, ma non fu accolto positivamente dalla critica per diversi motivi. Tra i tanti motivi rientrava anche la poca fluidit\u00e0 e la scarsa omogeneit\u00e0 stilistica. Sicuramente \u00e8 stata una grande sfida tradurre il poema. Le \u00e8 mai venuta voglia per un momento di mollare tutto?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>L\u2019ho fatto, a dire il vero. Ma non per la difficolt\u00e0 di traduzione, quella l\u2019ho affrontata in un percorso, come dicevo, lungo e complesso, ma l\u2019ho affrontata. Invece le difficolt\u00e0 maggiori sono arrivate quando \u00e8 giunto il momento di trovare un editore italiano. Nonostante avessi gi\u00e0 pronta la traduzione completa del poema, ben 3025 versi, per anni nessun editore \u00e8 stato disposto a pubblicarlo, per ragioni di fruibilit\u00e0 sul mercato. Impossibile non scoraggiarsi, di fronte a queste motivazioni. Fino al 2020, quando invece il poema ha visto finalmente la luce in Italia.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Wikimedia_Marina_Tsvetaeva_140-190_for_collage.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7110\" width=\"260\" height=\"353\" srcset=\"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Wikimedia_Marina_Tsvetaeva_140-190_for_collage.jpg 413w, http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Wikimedia_Marina_Tsvetaeva_140-190_for_collage-221x300.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><figcaption>Cvetaeva (foto da Wikimedia)<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Lei ha tradotto numerosi scrittori russi. Fermo restando che per il traduttore ogni opera tradotta \u00e8 una sua creatura, qual \u00e8 quella a cui si \u00e8 particolarmente legata? Che ha amato di pi\u00f9?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Effettivamente, ogni libro ha una sua storia. Ho tradotto i grandi classici come \u010cechov, Tolstoj e Dostoevskij; ho tradotto Blok, Cvetaeva, ovviamente, e Pasternak; dei contemporanei, Alshitz, Ku\u0161ner, Amelin, Vi\u0161neveckaja (il cui romanzo \u201cPer tentativi\u201d sta arrivando in libreria proprio in questi giorni) e Limonov (la cui raccolta poetica uscir\u00e0 a breve). E altri sono in cantiere. Impossibile paragonarli e scegliere; ma se proprio devo, voglio spendere un pensiero speciale per Boris Pasternak, di cui ho tradotto e curato il libro \u201cAnch\u2019io ho conosciuto l\u2019amore\u201d. Tradurre Pasternak \u00e8 come fare il bagno in un giardino divino, dove tutto si muove sottovoce e la vita palpita a ogni angolo. Cos\u00ec sono anche i suoi versi, cos\u00ec \u00e8 anche tradurlo.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ci racconta qualche sua mania? Quando si appresta ad una nuova traduzione, cos\u2019\u00e8 che non le deve mai mancare? Non so, una buona tazza di caff\u00e8, il silenzio pi\u00f9 totale, penne colorate, la scrivania davanti alla finestra?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Tutto questo insieme, senza ordine n\u00e9 senso. Non so se si tratti di una mania, l\u2019ispirazione ha le sue leggi e questo basta per doverle assecondare. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Se il post ti \u00e8 piaciuto, metti \u201cmi piace\u201d sulla mia pagina <\/strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sguardoadest\"><strong>facebook<\/strong><\/a><strong> o \u201clike\u201d su questo articolo. Grazie!<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente in libreria \u201cLa Principessa Guerriera\u201d! 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