{"id":3747,"date":"2020-06-29T19:31:00","date_gmt":"2020-06-29T19:31:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/?p=3747"},"modified":"2020-07-03T05:46:51","modified_gmt":"2020-07-03T05:46:51","slug":"dentro-me-fuori-da-me","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.sguardoadest.it\/new_blog\/dentro-me-fuori-da-me\/","title":{"rendered":"Dentro me. Fuori da me"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">di Elisabetta Giannini<\/h2>\n\n\n\n<p>Anche\nquesta notte corpo e mente si erano scisse. Tra di loro e da lei. Da una parte\nla completa immobilit\u00e0 e l\u2019abbandono che la faceva sprofondare nel materasso,\ndall\u2019altra una veglia instancabile e forte che lottava contro questa sua\nparalisi notturna. La mente attiva in un corpo inattivo. Sveglia lei con i suoi\nsensi. <\/p>\n\n\n\n<p>I\nfruscii e poi le voci ovattate attorno, ne scorgeva le tonalit\u00e0 e l\u2019origine, ma\nmai riusciva a ricavarne parole chiare o messaggi. Ormai le erano familiari i\ntoni, ed i rumori erano sempre gli stessi, sin dalla prima volta che le era\nsuccesso. Nonostante conoscesse bene il decorso di questi eventi di sonno\ncosciente, ogni volta cercava di ribellarsi, di muovere una qualsiasi parte del\ncorpo che innescasse un effetto domino di movimenti che l\u2019avrebbero scossa e\nliberata da quell\u2019immobilit\u00e0. Eppure costava fatica, si sentiva arpionata al\nmaterasso, senza possibilit\u00e0 di muovere nessuna parte del suo corpo, alcuna\nestremit\u00e0. Combatteva, cercava parti del suo corpo alleate, una falange, un\npiede, la bocca per emettere un suono\u2026le palpebre.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Il\ncopione era gi\u00e0 noto, i sussurri attorno si attenuavano mano a mano che la sua\nveglia si rafforzava, mano a mano che la sua mente diveniva pi\u00f9 lucida. Fino a\nche arrivava il silenzio attorno. Un silenzio reale o ancora solo sognato? A\nquel punto le terminazioni nervose si spostavano sul tatto, e tutto insieme\narrivavano le pressioni sul suo corpo, il sentirsi scivolare addosso le lenzuola,\nil cuore che batteva come un tamburo in allarme, la gola che si comprimeva\nancora in cerca di far uscire un suono, un suono qualsiasi per ritrovare\ncomplicit\u00e0 con la mente e riportare tutto al reale. Ma nulla. La sequenza era\nsempre la stessa, cos\u00ec dopo l\u2019aumento del ritmo cardiaco, la pressione sul\npetto. Mancava poco, davvero poco e ne sarebbe uscita. Adesso doveva rilassarsi\ned attendere. <\/p>\n\n\n\n<p>Alle\nvolte il risveglio era brusco, tanto da farla ritrovare seduta sul letto.\nQuesta volta no, le palpebre seguirono dolcemente i suoi comandi e si aprirono,\nattivando la vista di una luce bianca mattutina che evidenziava la miriade di\nparticelle di polvere sospese nella stanza. Le persiane dovevano essersi\nleggermente aperte durante la notte e ora lasciavano entrare un raggio di sole\ntiepido che illuminava la spalla nuda fuori dalle lenzuola. Ma senza rendersene\nconto, gli occhi subito si richiusero e Janine ripiomb\u00f2 nella lotta accesa tra\nla veglia ed il sonno.&nbsp; Passarono pochi\nminuti, ma a lei sembrarono un\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente\naccantonate quelle prime ore del mattino tormentate, Janine si svegli\u00f2 del\ntutto ed inizi\u00f2 a seguire con lo sguardo una mosca che volava nello spiraglio\ndi luce. Quel ritorno alla realt\u00e0 la rassicur\u00f2 ed inizi\u00f2 a godere dei sensi\ntrascurati dalle battaglie notturne. Tralasci\u00f2 i rumori di sottofondo delle\nstradine ancora poco affollate e si concentr\u00f2 sul calore che le invadeva il\nviso, il petto e la spalla e sui mille odori che provenivano da fuori. Il caff\u00e8\nforte del bar sotto la finestra si insinuava prepotente dentro casa e si\nrafforzava durante la mattina, accompagnato dall\u2019odore di fritto dei churros\nnon altrettanto mattinieri. In quel momento le sarebbe piaciuto sentire\nsolamente l\u2019odore dei glicini che coprivano la facciata del palazzetto di\nfronte, ma poteva goderne solo quando si svegliava molto presto o la domenica,\nquando tutte le attivit\u00e0 nella stradina erano chiuse o si attivavano nella\ntarda mattinata. <\/p>\n\n\n\n<p>Il\nrespiro faceva sua ogni leggera folata di vento fresco. Anche i suoi timpani\nvenivano solleticati ora, dal rumore, il fruscio della vita che dilagava nel\nvecchio quartiere. Le voci morbide che le arrivavano come carezze insieme al\ncalore del sole. Il tintinnio di vetri e posate. Allung\u00f2 un braccio\nall\u2019indietro sulle lenzuola e trov\u00f2 Jasper accucciato dietro di lei. Nel\npreciso istante in cui si gir\u00f2 pigramente per ricevere il fresco dell\u2019aria che\nentrava sulla schiena not\u00f2 Jasper e Daniel dormire sereni a contatto l\u2019uno con\nl\u2019altro in un\u2019ombra salata deposta sulle lenzuola. I loro respiri viaggiavano\nall\u2019unisono.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella\nmattina era priva di orari e scadenze da rispettare. Per questo la notte prima\nerano tornati cos\u00ec tardi. Una notte disordinata e rumorosa, come tutte le notti\ntrascorse nel quartiere. Ma poi si erano spinti sulla spiaggia, Daniel voleva\npassare del tempo solo con lei. Eppure questa volta tutto le sembrava cos\u00ec\nestraneo. Aver trascorso tutti quei giorni lontana da casa per quel\nmonitoraggio l\u2019aveva rimessa in asse con se stessa, con il suo desiderio di\ncalma che ormai Daniel non sembrava poterle pi\u00f9 dare. Provava un profondo\ndisturbo nel non aver ancora messo a fuoco cosa, da un po\u2019di tempo a quella\nparte, la stava allontanando da lui. Si sentiva lasciata indietro perch\u00e9 sazia\nprima di lui. Lui andava avanti e divorava tutto, mentre a lei restavano le\nbriciole. Lei prendeva le distanze dalle cose, mentre lui si buttava a\ncapofitto e affondava gli artigli. Lei si muoveva docile e silenziosa, mentre\nlui scattava e correva incontro ai suoi impegni, incontro alle tante persone,\ntroppe, che riempivano la sua vita. Del resto nascondere era un verbo che\nconoscevano bene, ma non riuscivano ad applicare nel reciproco scambiarsi\nmessaggi con gli occhi. Quante volte si erano guardati comunicandosi tutto, il\nloro dolore, la loro assenza, il loro allontanarsi, senza accompagnare quegli\nsguardi a un messaggio sonoro, che avrebbe infranto la delicata sofferenza che\nsi portavano dentro da un po\u2019. <\/p>\n\n\n\n<p>Si\nalz\u00f2 dal letto e si diresse in cucina con l\u2019intento di far rumore e di\nsvegliarlo. Era chiaro che qualsiasi suo timido tentativo non poteva essere\nsufficientemente rumoroso da far rinvenire un uomo da una sbronza colossale.\nNel tentativo di recuperare il barattolo del caff\u00e8 dalla dispensa Janine fece\ncadere quello del sale. Il vetro robusto resistette all\u2019urto col pavimento, ma\nil coperchio salt\u00f2 seguito dai granelli di sale grosso.&nbsp; Guard\u00f2 la distesa di detrito bianco sul\npavimento e rassegnata recuper\u00f2 la caffettiera per improvvisare un caff\u00e8\nriparatore. <\/p>\n\n\n\n<p>Daniel\ncomparve sulla porta illuminato dal suo splendido sorriso che ogni volta la\nsorprendeva dolcemente. Si diresse verso di lei, calpestando i granelli del\nminerale e senza provare fastidio la raggiunse e le butt\u00f2 le braccia tese sulle\nspalle per essere tanto vicino da baciarla. Poi la strinse a se tanto da\npassarle tutto il suo calore. Cerc\u00f2 di sussurrarle qualcosa nell\u2019orecchio, ma\nle arriv\u00f2 solo un tiepido odore di vodka. Le sensazioni erano talmente intense\nin lei che consider\u00f2 tutte quelle attenzioni seriamente,&nbsp; tanto da rimettere tutto in discussione di\nnuovo. Succedeva di nuovo. Ci\u00f2 che le bruciava \u00e8 che Daniel non si era mai\nguadagnato tutta quella fiducia, tutto quel rispetto, era stata solo lei a\nconcederglieli. <\/p>\n\n\n\n<p>Si\nritrov\u00f2 a seguirlo in camera da letto, calpestando tutta la distesa di sale,\nchiedendosi come lui non potesse provare fastidio. Si sdraiarono uno accanto\nall\u2019altro sul letto e lui inizi\u00f2 ad accarezzarle, con tutta l\u2019attenzione del\nmondo i capelli, il viso, il collo e continuava a baciarla. Era certa di essere\namata da quest\u2019uomo. In questi momenti di intense attenzioni da parte sua non\npoteva che esserne sicura ed erano proprio gli istanti che li rendevano uno\nparte dell\u2019altro, le debolezze e le forze di entrambi erano fuse e non c\u2019era\nuna via d\u2019uscita ragionevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Come sarebbe trascorsa quella manciata di ore della mattina era ormai chiaro. I loro movimenti erano lenti ed attenti a non perdere nessun frammento di piacere che sapevano donarsi l\u2019un l\u2019altro. Seppure i rumori che provenivano da fuori erano tanto intensi da coprire i loro gemiti, questi rimanevano lievi, quasi inesistenti, udibili solo da loro due. Ma era proprio nel momento di massimo piacere che i loro corpi si allontanavano, quasi a non voler condividere, a mantenere uno spazio individuale non colmabile uno con l\u2019altro. Si respingevano, mantenevano questa distanza, per poi ricadersi addosso a respirare con ritmi diversi, ma affannati allo stesso modo. Daniel si riaddorment\u00f2, Janine si alz\u00f2 lentamente dal letto, tolse alcuni granelli di sale rimasti incastonati sotto la pianta del piede, si infil\u00f2 jeans e maglietta, prese in cucina la shopper e scese a cercare un forno.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi pubblichiamo il racconto di Elisabetta Giannini intitolato &#8220;Dentro me. Fuori da me&#8221;<br \/>\nLeggete e votate! <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3751,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_uag_custom_page_level_css":"","footnotes":""},"categories":[364],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.8 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Dentro me. 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