Una sola volta nella vita di Tom Hanlin 

Una sola volta nella vita di Tom Hanlin

Se iniziate a leggerlo non lo mettete più da parte dice Tom Hanlin l’autore del Una sola volta nella vita

Chi era Tom Hanlin 

Una sola volta nella vita di Tom Hanlin (1907-1953) è un romanzo tenero e crudo allo stesso tempo, di un autore ingiustamente dimenticato e che Graphe.it ha rispolverato per i lettori con questa nuova edizione. Ricordiamo che l’unica pubblicazione del romanzo in Italia è stata quella di Mondadori nel 1947 tradotta da Giorgio Manganelli. Una bella occasione quindi per riscoprire un autore poco noto ma degno di nota.

Tom Hanlin fa parte di quegli scrittori scozzesi che hanno avuto un gran successo di pubblico perché, da operai, raccontavano la vita della classe proletaria del tempo.

Tom Hanlin voleva fare lo scrittore fin da ragazzino. A scuola andava benissimo, ma come in tutte le famiglie proletarie del tempo, il cibo sulla tavola scarseggiava e tutti dovevano collaborare per portare avanti la baracca, anche i più piccoli. Fu così che la famiglia lo costrinse a lasciare la scuola all’età di 14 anni per lavorare in una fattoria e poi in miniera. In quest’ultima ci rimase per ben vent’anni. Tom, però, non ripose il sogno di diventare scrittore in un cassetto con doppia mandata. Tutt’altro. La sera, dopo il lavoro studiava giornalismo e si dedicava alla scrittura. Il destino, poi, gli diede una mano. A lavoro si infortunò e fu costretto a letto per quasi tre mesi: quale occasione migliore per provare a buttar giù qualche riga! 

Tom Hanlin ci sapeva proprio fare. Con uno stile asciutto, un linguaggio semplice ma diretto, il futuro scrittore iniziò a scrivere una serie di racconti che ebbero subito un immediato successo. 

Una sola volta nella vita è stato il suo primo romanzo. Nel 1944 vinse il premio Big Ben e vendette ben 250.000 copie! Tom Hanlin, quando inviò il suo manoscritto agli editori, scrisse sulla prima pagina che se avessero iniziato a leggerlo, sarebbero arrivati fino alla fine senza metterlo da parte. E così fu. E così è ancora oggi. 

Una sola volta nella vita di Tom Hanlin 

La storia d’amore narrata in Una sola volta nella vita da Tom Hanlin è forse un’esperienza personale. O forse no. Certamente l’autore sapeva di cosa stesse parlando. Una tenera storia d’amore tra adolescenti fa da sfondo alla sofferenza, alla povertà e ai progetti infranti di un ceto sociale che sognava il riscatto da una vita fatta di stenti. Da generazioni. I sogni e i progetti di due adolescenti si sgretolano nel corso degli anni a causa, forse, dell’incapacità del protagonista di afferrare al volo il sogno della sua vita: sposare la donna amata fin da ragazzino. 

Tom Hanlin, ritratto di Giacomo Putzu da Graphe.it

Il libro arriva dritto al cuore.  Ci amareggia la fine e ci arrabbiamo per il tradimento di Frank. Tenerissimmi i dialoghi tra i due adolescenti che mostrano un sentimento genuino oltre il tempo e la cruda realtà. L’amore tra un minatore e una serva era all’ordine del giorno. Nei villaggi gli uomini andavano a lavorare nelle miniere e le donne, giovanissime, prestavano servizio da signore benestanti. Il libro racconta la storia d’amore del protagonista, Frank Stewart, con Jenny Dewar, sua coetanea. Quando si conoscono hanno entrambi quattordici anni e attraverso il corteggiamento, l’autore ci permette di esplorare il loro mondo, fatto di emozioni contrastanti e sogni, tipici di quell’età. La prima cotta resta nel cuore e Frank da quell’incontro incomincia a dare una priorità diversa a tutte le cose. Capisce che sta crescendo e che deve iniziare a decidere da solo:

[…] “Ti dico quello che provo. Penso sempre a te. Dimmi se ti piaccio Frank e non lo dirò a nessuno”[…]

[…] Ella mi spingeva verso qualcosa che mi avrebbe allontanato dalla consueta maniera di vivere.  Formar piani, avere progetti segreti o personali, erano tutte cose contrarie al mio modo di vivere. Fino ad allora, ero stato contento di fare quel che mi dicevano la maestra e la mamma, o chiunque altro avesse autorità. Per me, le loro parole erano vangelo. Sapevo ciò che facevano gli altri ragazzi e facevo allo stesso modo, e non mi ero ancora reso conto di avere una personalità. Ora, l’udirmi dire di agire da me solo mi sgomentava. 

La carriera di Hanlin fu stroncata da una morte prematura a soli quarantacinque anni. Gli anni in miniera gli causarono gravi problemi cardiaci e polmonari che non gli consentirono di vivere a lungo. Oggi, purtroppo, è uno scrittore dimenticato, non pubblicato da tantissimi anni.  Grazie alla nuova edizione di Graphe.it, però, lo scrittore scozzese ritorna a far sentire la propria voce, a rievocare le situazioni disperate in cui si trovavano gli operai attraverso storie che sono innanzitutto esperienze di vita:

Hanlin pubblicò altri tre romanzi tra cui “Il miracolo di Candlerigg” che racconta la storia di duecento minatori scozzesi intrappolati sottoterra a causa di un incidente. Scrisse opere teatrali per la radio e trovò un mercato interessante e remunerativo per i suoi racconti nelle riviste britanniche e americane.

Una sola volta nella vita di Tom Hanlin nell’edizione di Graphe.it è arricchita da una nota del curatore Niccolò Brunelli sul meraviglioso lavoro di traduzione di Giorgio Manganelli (“ Manganelli prearcheologico: un’ipotesi di attribuzione)

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