RYU di Akira Higashiyama

La guerra civile cinese
RYU di Akira Higashiyama edito da 21lettere è un romanzo che affronta i cambiamenti adolescenziali di un giovane taiwanese sullo sfondo dei riverberi della complessa guerra civile che travolse la Cina dal 1937 al 1949.
Le rocambolesche vicende che coinvolgono il protagonista Ye Qiu Sheng si svolgono nella Taipei degli anni ’70 tra amici, amori, famiglia e cattive compagnie.
Akira Higashiyama è nato nel 1968 e, come il protagonista del romanzo, proviene originariamente dalla provincia di Shandong, nella Cina continentale. La maggior parte delle vicende dei suoi libri, comprese quelle narrate nel romanzo Ryu, sono basate sulle storie che la sua famiglia si tramanda da generazioni.

RYU di Akira Higashiyama è una lettura molto particolare. Inizialmente, disorienta il lettore, perché si palesa con i tratti del giallo, che poi via via abbandona, per riprenderlo solo alla fine del libro con un ritmo che si fa sempre più incalzante.
La storia raccontata da Akira Higashiyama incuriosisce il lettore perché è molto complessa: è ricca di immagini infarcite di dettagli e di sottotrame. A me è capitato più volte di leggere intere pagine che ho trovato poco interessanti e poco funzionali alla storia con la forte tentazione di abbandonare la lettura; la decisione, però, poi, veniva immancabilmente scartata dal colpo di scena inaspettato o dal momento di pathos non contemplato.
La trama
Il racconto narrato in RYU ruota attorno alla figura del protagonista, un adolescente delle superiori, brillante, promettente e felice, la cui retta della vita verso un futuro radioso si incurva improvvisamente verso il basso, facendolo sprofondare in un senso di apatia e inadeguatezza sempre più forte. L’evento scatenante e traumatizzante è la scoperta del cadavere del nonno in casa, nella vasca da bagno. Ye Qiu Sheng era visceralmente legato al nonno, che solo nei suoi confronti mostrava sempre grande attenzione.
Il nonno di Ye Qiu Sheng aveva combattuto durante la guerra civile, ma la sua vita e le sue azioni durante quegli avvenimenti terribili avevano segnato profondamente il suo avvenire e quello della sua famiglia. Ed è proprio su queste tracce che si mette il giovane taiwanese.
I conti non tornano, c’è qualcosa che il nonno ha fatto e che non viene fuori. Chi mai lo avrebbe voluto morto? E perché? L’unica spiegazione che si dà Ye Qiu Sheng è il nonno sia stato assassinato per vendetta a causa dei suoi crimini, probabilmente, commessi durante la guerra.
Il desiderio di scoprire il colpevole guida tutta la narrazione, che si alterna tra amori adolescenziali e tenebrosi (che nascondono misteri crudeli e traumatizzanti), cattive amicizie, scorribande e nugoli di adulti che rievocano le ferite lasciate dalla guerra, il successivo (e doloroso) esilio e, non ultimo, il conflitto con la popolazione nativa taiwanese.

RYU di Akira Higashiyama
Il libro è ricco di lunghe e numerose digressioni che molto spesso rallentano la lettura e allontanano la narrazione dall’obiettivo che ha deciso di raggiungere il protagonista: scoprire la verità sulla morte del nonno.
Il lettore è avvolto dalla vita e dalle vicende del giovane adolescente, attraverso gli occhi del quale vive le sue esperienze e soffre per i suoi litigi, familiari e amorosi, per gli atti di nonnismo a cui è sottoposto durante il servizio militare e per l’insofferenza che prova a stare sui libri di scuola (giusto per fare qualche esempio).
Il tema della vendetta pervade tutto il romanzo mentre le numerose sottotrame creano uno sfondo interessante a tratti, però, troppo esuberanti a danno del finale della storia.
I personaggi (numerosi) sono ben caratterizzati e ben integrati nella narrazione, risultano affascinanti e credibili grazie anche al registro ironico che utilizza l’autore per aumentare il senso di leggerezza di alcuni momenti.
Conclusioni

La debolezza del libro è, quindi, a mio avviso, la sua lunghezza dovuta alle prolisse e continue digressioni dell’autore, che rallentano il ritmo della lettura, rendendola a volte faticosa.
Nel suo complesso, però, il romanzo è una miniera di aspetti e temi che l’autore affronta, non ultimo quello delle credenze religiose con storie di fantasmi e divinità, che lo rendono particolarmente godibile.
Il romanzo, che ha avuto numerosi riconoscimenti in Giappone, soprattutto per la cornice politica e storica in cui è ambientato, mescola sapientemente mistero, fantasy e thriller.
Grazie a un linguaggio chiaro e lineare, a uno stile semplice e diretto, RYU di Akira Higashiyama èa tutti gli effetti un romanzo di formazione che accompagna il lettore nella crescita e nello sviluppo di Ye Qiu Sheng attraverso sfide e cambiamenti. Il percorso interiore del protagonista è faticoso e particolarmente coinvolgente, specialmente, a mio avviso, quando scopre la vera identità di Mao Mao, la fidanzatina della sua vita (almeno così doveva essere nei desideri di entrambi).
Il libro, inoltre, ha il pregio di accompagnare il lettore nel folclore, tra cibi particolari, rituali, credenze e sedute spiritiche, che offrono uno spaccato interessante della cultura taiwanese e cinese.
Tirando le somme, concludo dicendo che RYU di Akira Higashiyama è romanzo che unisce suspense, storia e introspezione personale. Il libro fonde mistero familiare e memoria storica, raccontati attraverso un approccio linguistico semplice e uniforme, che alterna tensione emotiva e umorismo a momenti drammatici e di interessante virtuosismo stilistico.
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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