Leggere rende felici

Prendo spunto da una frase che trovo bellissima di Umberto Eco e che ho letto nell’articolo Leggere rende felici: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5.000 anni”. Mi piace la prima frase, perché è proprio quello che penso mentre leggo. Immergersi nelle vite degli altri, assaporarne il gusto, nella gioia e nel dolore, confrontarla con la propria, è per me come fare un giro attorno al mondo, e mi rende felice, tanto felice. Leggendo si entra in contatto con un universo nuovo, a volte diverso, a volte affine al nostro. Attraverso i personaggi che leggiamo, sentiamo sulla nostra pelle sensazioni mai provate, rievochiamo sentimenti sopiti, ci infervoriamo, ci indigniamo e amiamo. Ma lo facciamo in maniera diversa da come lo faremo nel nostro quotidiano. E questo semplicemente perché gli eventi e le circostanze nelle quali si muovono i personaggi dei libri che leggiamo a volte (anzi spessissimo, specialmente se abbiamo di fronte un giallo o un libro di avventura) non sono le stesse in cui ci muoviamo noi. Come si dice, “se non lo hai mai provato non puoi capire”. Ed è proprio così. Leggendo una storia però, abbiamo il grande privilegio di capire quello che probabilmente non capiremo mai. E questa abbondanza strepitosa di materiale umano e psicologico sono una fonte preziosissima per i nostri racconti e i nostri romanzi. Sì, perché l’unico modo per rendere il nostro personaggio reale e aderente alla realtà è quello di farlo reagire agli eventi come reagirebbe una personale normale. Ma poiché nella nostra vita non abbiamo affrontato tutte le esperienze possibili e immaginabili per poterne descrivere le reazioni, l’unico spunto che abbiamo è quello di leggere, immagazzinando punti di vista, reazioni particolari alla paura, al dolore, all’abbandono, in quante più circostanze possibili. 

Attenzione però a non fare il copia e incolla. Inevitabilmente quando si legge, si tende a fagocitare certe storie e certi personaggi, facendole proprie a tal punto che quando scriviamo le riportiamo inconsciamente nei nostri racconti senza creare, di conseguenza, niente di nuovo, niente di originale e finendo miseramente nel baratro della banalità. A mio avviso le letture devono essere uno spunto per creare qualcosa di unico, di nuovo, per creare storie e personaggi che affrontano nuove sfide e nuove situazioni con il bagaglio umano e psicologico che abbiamo appreso leggendo decine e decine e decine di libri…

E Voi che ne pensate? Leggere, vi rende felici? I personaggi dei vostri romanzi assomigliano a quelli dei vostri scrittori preferiti?    

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5 Comments

  • Stefania

    Le parole di Eco colgono nel segno e le ripropongo spesso a mia figlia preadolescente per trasmetterle il piacere della lettura

    Aprile 30, 2019 - 6:21 pm Reply
    • Francesca

      Brava Stefania! sono d’accordo con te. Insegnare ai propri figli ad approcciarsi alla lettura con gioia e spirito critico è un ottima strada per creare una sana generazione!

      Maggio 1, 2019 - 2:48 pm Reply
  • Mariacristina

    Sicuramente leggere ci rende persone migliori e poi i libri non tradiscono mai, vuoi mettere! 😉

    Aprile 30, 2019 - 7:28 pm Reply
    • Francesca

      E’ vero, non tradiscono mai! …anche se, devo dire, che qualche batosta l’ho presa anche con i libri! :-O

      Maggio 1, 2019 - 2:50 pm Reply
  • daniele

    Concordo in pieno

    Aprile 30, 2019 - 8:07 pm Reply

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