Le Scuderie di Villa Ada: curiosità e abbandono decennale

Un complesso di 3 edifici
Le Scuderie di Villa Ada sono caratterizzate da un complesso di tre edifici che tutti gli amanti e i frequentatori del parco conoscono perfettamente.
Nel corso degli anni, le Scuderie sono state oggetto frequente di riqualificazione, ma le chiacchiere sono sempre state troppe e di interventi seri non ce ne sono mai stati.
Villa Ada è uno dei Parchi più amati dai romani, lasciato per anni all’incuria e all’abbandono e difeso da numerosi comitati cittadini che da sempre si battono per limitare il degrado crescente.
Ora pare che si sia leggermente ripresa e i romani tornano a godersi questo immenso spazio verde nel cuore residenziale di Roma.
Un’intera giornata qui mi ha permesso di riapprezzarla in lungo e in largo, anche se, confesso, il cuore mi si stringe sempre ogni volta che passo davanti alle splendide Scuderie Reali. Ecco perché oggi ve ne voglio parlare. Ma facciamo un brevissimo passo indietro.

Villa Ada (già Villa Savoia)
Villa Ada sorse nell’Ottocento in un’ampia zona settentrionale della città molto alberata se non addirittura boscosa. Inizialmente, l’area era di proprietà della famiglia Potenziani per passare poi nel 1870 al re Vittorio Emanuele II in qualità di residenza privata. Alla sua morte, però, l’area fu acquistata dal foggiano Giuseppe Telfnerun, che diede alla Villa il nome di sua moglie, Ada. I genitori erano originari della Val Gardena, al tempo parte del Tirolo austriaco. Telfner era un imprenditore nel campo delle ferrovie e, per un periodo, fu considerato l’uomo più ricco d’Italia (Ringrazio Villa Ada Savoia per le informazioni su Telfner che riporto integralmente).
Nel Novecento, la Villa tornò nuovamente ai Savoia, che la destinarono a residenza privata del re Vittorio Emanuele III fino alla Seconda Guerra Mondiale. Con l’avvento della Repubblica le cose cambiarono, e negli anni una parte della villa divenne pubblica, passando al Comune di Roma, che ne destinò una parte ai cittadini romani e una parte alla “diplomazia”. Nel 1997, infatti, la Palazzina Reale nel cuore di Villa Ada è stata acquistata dall’Egitto e da allora ospita l’Ambasciata egiziana in Italia.

Gennaro Petagna
Ma torniamo alle Scuderie Reali. Queste sono in totale tre e si incrociano se arrivate da Via Salaria. Si tratta, purtroppo, di tre edifici fatiscenti che incontrate sul vostro cammino. Lo scopo dei tre edifici era quello di ospitare le carrozze reali con i cavalli e la servitù dedicata a tale attività.
Come da indicazioni di Villa Ada Savoia, specifico che l’edificio più antico dei tre che costituiscono le scuderie è il Casale dei Trenatori [FIG.3], di origine seicentesca, mentre gli altri due furono voluti da Vittorio Emanuele II, che possedette la villa dal 1872 al 1878 (alla sua morte, Umberto I la vendete a Telfner). La pianta del Catasto Gregoriano del 1816 riporta, infatti, solo il Casale dei Trenatori, al tempo una “casa di delizia”.
Il primo edificio è quello definito Scuderia di rappresentanza o Scuderia d’agenzia, perché la più prestigiosa, in quanto doveva accogliere i cavalli di razza della casa reale.
Si suppone che questo edificio sia stato realizzato dall’architetto e ingegnere della Real Casa Gennaro Petagna. Nel 1874 l’uomo è capo dell’Ufficio Tecnico della Real Casa e si occupa di interventi al Palazzo del Quirinale (per adeguare l’appartamento dei ricevimenti pubblici agli usi moderni per la nuova capitale del Regno) e della costruzione, appunto, delle scuderie reali e della residenza privata del re.
Le Scuderie di Villa Ada

Ora soffermatevi davanti all’edificio e cercate di ammirarlo scorrendone i dettagli con lo sguardo. Noterete innanzitutto che il primo stabile è caratterizzato da due piani [Fig.1]. Al pian terreno è facile intravedere lateralmente una serie di archi intervallati e intonacati (cioè chiusi, tranne i due archi di ingresso) e coronati da teste equine e stemmi della casa sabauda. Su questi ultimi è ben visibile il Collare dell’Annunziata, un’antica e alta onorificenza che conferiva privilegi protocollari e cerimoniali e che costituiva la massima onorificenza di Casa Savoia.

Al lato superiore dell’edificio invece potete scorgere piccole finestre quadrate, dalle quali filtrava la luce nelle stanze degli stallieri.
Se continuate nella vostra perlustrazione noterete che i due edifici successivi non sono a livello architettonico alla stessa portata del primo, e questo perché, probabilmente, furono costruiti successivamente in aggiunta all’edificio principale, considerato quello più importante.

Il secondo stabile [FIG.2], è detto semplicemente edificio centrale, mentre l’ultimo è denominato Casal de’ Trenatori [FIG.3], perché eral’alloggio delle persone addette alla manutenzione delle carrozze.

Le Scuderie di Villa Ada non sono l’unica bellezza e attrattiva del parco. Ci sono tanti bei luoghi e cose da scoprire, anche se, molte, versano ancora in un odioso stato di degrado.
Seguitemi, scopriremo insieme ancora molte altre curiosità che riguardano Villa Ada.










Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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