Le ceramiche russe di Gžel’: una preziosità inimitabile

ceramica russa di Gzel'

Non ci provate neanche! Le ceramiche russe di Gžel’ sono uniche e note in tutte il mondo con decorazioni originali e tipicamente popolari 

Il villaggio di Gžel’

Le ceramiche popolari russe di Gžel’ prendono il nome dall’omonimo villaggio a circa 60 chilometri da Mosca. Tutta la zona è ricca di argilla bianca utilizzata da tantissimo tempo proprio per la produzione delle ceramiche. La storia di questi raffinatissimi oggetti, però, è un po’ travagliata. Le prime notizie sulla produzione della ceramica di Gžel’ risalgono addirittura al XIII sec. ma è nell’Ottocento che i suoi manufatti iniziano ad essere rinomati. 

Originariamente, abili artigiani si passavano di generazione in generazione, i segreti di questa straordinaria forma d’arte. Erano in pochi che la conoscevano. Il villaggio contava poche anime che da padre in figlio si tramandavano questa antica tecnica. 

La prima fabbrica di ceramica fu fondata da Pavel Kulikov, tra il 1800 e il 1804, nel villaggio di Volodino. In Russia, al tempo, lui era l’unico produttore di tali bellezze. Per mantenere segreta la tecnica, Kulikov si impegnava personalmente nella produzione, affiancato da pochi e fidati artigiani i cui nomi sono arrivati fino ad oggi: Kokun, Sroslei e Gusyatnikov. Tali artigiani lasciavano su ogni manufatto la propria firma e realizzavano prodotti prevalentemente legati al proprio immaginario, alla propria sensibilità e innanzitutto alla propria quotidianità.

foto di CUCINA RUSSA, Mednij Vsadnik 2015, San Pietroburgo

Gli oggetti tipici realizzati con la tecnica Gžel’ non erano esclusivamente utensili da cucina come tazze, piatti, posate, brocche ma anche bellissima oggettistica da arredo come statuine, giocattoli e maioliche.

I temi erano molto semplici ed erano prevalentemente legati alla vita quotidiana russa e alla naturaanche se è possibile trovare oggetti ispirati a disegni orientali.  Le decorazioni, quindi, abbondavano di motivi floreali stilizzati e di scene (e figure) che richiamavano la vita del villaggio: soldati, artigiani, bambini, operai, contadini, paesaggi, molti uccelli, animali e scene rurali.

La rinascita delle ceramiche russe di Gžel’

All’improvviso, la cattiva sorte si abbatté su Pavel Kulikov. Un giorno la fabbrica subì un grave un furto. Vennero rubati tutti i materiali e finanche “la ricetta segreta” della terracotta: nel 1812 spuntarono ben 25 fabbriche simili alla sua! 

Nel periodo sovietico, invece, le cose peggiorarono decisamente. Le fabbriche furono nazionalizzate e caddero in rovina per rinascere solo nella seconda metà del Novecento con nuovo slancio e vigore. In questo periodo, infatti, alcuni artigiani iniziarono a riunirsi in piccole associazioni per mantenere vivo l’antico mestiere. A differenza dei primissimi oggetti che erano dipinti su ceramica con vari colori (verde, giallo e blu) questi artigiani iniziarono a decorare i manufatti unicamente con il cobalto. Il colore era di grande effetto sullo sfondo bianco, ma innanzitutto, era molto più resistente degli altri colori alla doppia cottura.

Dal 1960 le piccole associazioni iniziarono anche a partecipare a mostre straniere e a ricevere premi, diventando presto famosi in tutto il mondo!

Ciò che rende uniche queste ceramiche è il lavoro di decorazione a mano che utilizza sempre gli stessi motivi: cornici, reticoli, pennellate a forma di goccia, rose e uccelli, il tutto completato da raffinate ombreggiature. Queste sono realizzate con un’unica pennellata mettendo su ogni lato del pennello due quantità diverse di pittura in modo da creare la sfumatura caratteristica delle ceramiche di Gžel’! 

Tutte le foto presenti nell’articolo sono tratte dal libro: CUCINA RUSSA, Mednij Vsadnik 2015, San Pietroburgo

Foto di CUCINA RUSSA, Mednij Vsadnik 2015, San Pietroburgo

Fonti:

https://www.sima-land.ru/o-kompanii/novosti-kompanii/3135/

https://www.maam.ru/novosti/31-janvarja-den-gzheli-peredvizhka.html

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