La storia di John Keats a Roma è raccolta nella Keats-Shelley House

Il romanticismo inglese
La Keats-Shelley House è l’ultima dimora del poeta John Keats (1795-1821), la Casa dove lo scrittore inglese esalò l’ultimo respiro a soli 25 anni nel 1821.
Oggi, il Palazzo è una Casa-Museo che raccoglie la storia di uno dei poeti romantici più famosi al mondo. Meta di pellegrinaggio per tutti gli amanti della letteratura, la Casa è uno scrigno di oggetti che riporta indietro nel tempo, agli affetti del poeta e alla sua storia. Tra le stanze della Keats-Shelley House, infatti, è possibile scoprire anche cimeli che non erano di proprietà di Keats, ma che avevano a che fare comunque con la sua sfera affettiva.

Il visitatore vi troverà tracce di Oscar Wilde, di Byron, di Shelley, di Walt Whitman, di Joseph Severn (l’amico e compagno di viaggio di Keats), del presidente Theodore Roosevelt, dei membri fondatori della Keats -Shelley Memorial Association e busti in marmo. Tra i mezzo busto vanno certamente menzionati quelli di Shelley e Keats, realizzati dallo scultore americano William Wetmore Story, l’autore della statua L’Angelo del dolorepresente al Cimitero Acattolico di Roma. Nella Keats-Shelley House, infatti, sono raccolte tutte testimonianze legate agli amici londinesi di Keats, che ebbero un peso rilevante nella vita del giovane poeta.
Anche dell’amore ci sono tracce. Apprezzerete alcune immagini di Fanny Brawne (una silhouette, una che la ritrae giovanissima e un’altra in età avanzata) la donna che Keats amò e che la società del tempo criticava. Non manca neanche l’amore fraterno, in bella mostra in alcuni ritratti con Keats e i due fratelli Tom e George.

Keats-Shelley House
Tra i cimeli più curiosi che hanno attirato immediatamente la mia attenzione, ce ne sono due: il primo fa riferimento a tre ciocche di capelli appartenuti a Keats, Shelley e Byron. I tre amici se le erano scambiate e, pare, che al tempo fosse una consuetudine abbastanza diffusa come segno di affetto tra amici, familiari o amanti; il secondo è invece un pugnale, usato da Byron e Shelley durante una zuffa a Pisa!
Di grande interesse è, infine, la biblioteca, un gioiellino che non esisteva ai tempi di Keats. I volumi sono circa 8.000 e la maggior parte sono tutti in inglese. Le traduzioni in italiano sono poche e si limitano a qualche testo critico sull’opera di John Keats.
Keats-Shelley House è un luogo frequentatissimo dagli studenti inglesi che qui si sentono un po’ a casa in una location, però, di eccezionale bellezza, che non ha eguali al mondo: Piazza di Spagna.
Dopo aver deliziato l’anima, deliziate il vostro palato con tè e dolcetti inglesi alla storica Sala da tè Babington’s, nel palazzo gemello della Keats-Shelley House, dall’altro lato della scalinata e che rientra tra i Locali storici d’Italia. Non perdete l’occasione per visitare quest’altra piccola meraviglia!











Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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