Ivan Konstantinovič Ajvazovskij, il poeta del mare

Ajvazovskij, il poeta del mar

Il mare in tutte le sue sfumature e tonalità: le pennellate del grande pittore russo Ajvazovskij

van Konstantinovič Ajvazovskij, il poeta del mare

Ivan Konstantinovič Ajvazovskij (1817 -1900) è un vero poeta del mare. Non so quanti di voi abbiano ammirato i suoi dipinti, ma io li trovo emozionanti. Le sue pennellate riescono a trasmettermi la potenza e la bellezza del mare nei diversi momenti del suo fluire.

Ajvazovskij è considerato un vero maestro del paesaggio marino. Il soggetto dei suoi dipinti è sempre e solo il mare. Mare calmo, mare in burrasca, onde, uomini che cercano di resistere ai suoi moti violenti, uomini che contemplano la sua immensità e il suo fascino. Ajvazovskij  dipinse forse solo un paio di ritratti e qualche paesaggio non marino. 

Ivan Konstantinovič Ajvazovskij, foto di dominio pubblico

E’ stato un pittore molto prolifico (ha realizzato quasi 6000 dipinti!), non solo perché ha vissuto tanto per gli standard dell’epoca (è morto a 83 anni) ma anche perché potè vantare quasi 60 anni di onorata carriera!

Ajvazovskij si mostro particolarmente creativo fin da ragazzino e chi incoraggiò la sua fantasia non si sbagliava sulle enormi potenzialità del bambino. Ajvazovskij studiò con impegno e venne iscritto anche all’Accademia delle Belle Arti di San Pietroburgo, che fu per lui uno stimolo determinante. 

Negli anni dell’accademia ricevette ben due medaglie, una d’argento, nel 1835, per il dipinto  Studio sulla brezza marina e una medaglia d’oro, nel 1837, per il quadro mare in bonaccia. Quest’ultimo dipinto attirò l’attenzione di papa Gregorio XVI per la profonda spiritualità che evocava. Il papa decise di acquistarlo per la sua collezione, ma Ajvazovskij rifiutò il pagamento in denaro e glielo regalò. Il papa allora, per ringraziarlo, lo onorò con la medaglia d’oro. E fu proprio questa medaglia che gli diede diritto a un viaggio in Crimea e in Europa di 2 anni.

Ajvazovskij, pittore e filantropo

I due anni di viaggio furono più che prolifici. Berlino, Vienna, Venezia, Firenze, il Golfo di Napoli e Roma gli restarono nel cuore, e da quei paesaggi marini ricchi di fascino e poesia trasse gran parte della sua ispirazione. Il mare e gli uomini gli parlavano. Con il mare aveva imparato a instaurare un dialogo intimo, fatto di frasi sussurrate e suoni arcani durante la bonaccia o la tempesta. Le sue pennellate ritraggono le centinaia di tonalità che il riverbero del sole dona allo spettatore ammaliato o impaurito. Bellissimo il mare rosso fuoco della “distruzione di Pompei” (1889) che invade la tela e travolge le barche in mare che cercano di salvarsi abbandonando la terra ferma.

Aivazovskij, Studio sulla brezza marina, 1885

Al suo ritorno in Russia l’Accademia fu così soddisfatta dei suoi progressi che gli affidò un compito importantissimo e molto faticoso: realizzare una serie di quadri sulla flotta imperiale russa.

Ajvazovskij era fondamentalmente un romantico, la sua pittura è pregna di romanticismo, motivo per cui nel corso degli anni ebbe numerose critiche dai contemporanei addetti ai lavori.

Dal 1845 si stabilì a Feodosija (in Crimea) dove si prestò alla comunità. Fondò, infatti, una scuola d’arte e la scuola di pittura di Cìmmerian (pittura di paesaggio); fu l’iniziatore della costruzione della ferrovia Feodosia – Dzhankoy (costruita nel 1892), si occupò di migliorare economicamente la città con una serie di iniziative, si dedicò all’archeologia (costruì un edificio per ospitare un museo archeologico), lavorò alla protezione dei monumenti della Crimea e concentrò le sue attenzioni sull’aspetto architettonico della città. Era un vulcano di idee e questa è solo una parte delle innumerevoli iniziative che promosse.

Fontana di Ajvazovskij, foto da Wikipedia

Su una più di tutte vorrei soffermarmi, ed è il regalo che il pittore russo fece alla città: una fontana, la cosiddetta Fontana di Ajvazovskij. La città di Feodosija soffriva perennemente di mancanza d’acqua. Il 1887 poi, fu un’estate aridissima che spinse Ajvazovskij a progettare e costruire a sue spese una fontana per la città che faceva arrivare l’acqua dalle sorgenti di Subasc, (che prima della rivoluzione del 1917 facevano parte della proprietà della famiglia Ajvazovskij). Al centro della fontana, in alto, una scritta ricorda il pittore russo:

“Bevete alla salute di Ivan Konstantinovich e della sua famiglia”.

Foto “Этюд воздуха над морем” 1835 г. dal sito:  

https://pulse.mail.ru/article/ne-roj-drugomu-yamu-sam-v-neyo-popadyosh-680408502556068880-4303454392941315747/

Foto “Штиль “. 1885 г.dal sito: 

https://pulse.mail.ru/article/ne-roj-drugomu-yamu-sam-v-neyo-popadyosh-680408502556068880-4303454392941315747/

Fonti e approfondimenti:

https://ria.ru/20170729/1499263026.html

https://www.tg-m.ru/articles/4-2016-53/velikii-marinist-i-tsarskaya-semya

https://en.ppt-online.org/170828

https://pulse.mail.ru/article/ne-roj-drugomu-yamu-sam-v-neyo-popadyosh-680408502556068880-4303454392941315747/

https://it.frwiki.wiki/wiki/École_de_peinture_de_Cimmérie

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