Il tempo di Caravaggio: quadri straordinari ai Musei Capitolini

Il Ragazzo morso da un ramarro

Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi, mostra allestita ai Musei Capitolini e visibile fino al 13 settembre 2020

Il Ragazzo morso da un ramarro

Il tempo di Caravaggio è una bellissima mostra sui “seguaci” di Caravaggio e sui pittori che si lasciarono affascinare dal suo stile. Ospite d’onore della mostra è il Ragazzo morso da un ramarro (1593–1594) unico quadro di Caravaggio esposto in una piccola saletta ad inizio mostra. Non fate come me che a fine percorso ero ancora alla ricerca del quadro. Il dipinto è proprio di fronte all’entrata!

Il Ragazzo morso da un ramarro di Caravaggio fa parte della collezione Longhi e fu acquistato da quest’ultimo alla fine degli anni Venti. Esiste però una copia quasi identica, regolarmente autografata da Caravaggio e custodita alla National Gallery di Londra. Il tema e il soggetto sono gli stessi, ma il dipinto londinese è più luminoso e privo della gamma cromatica presente nel quadro della Fondazione Roberto Longhi.  

Ciò che colpisce del dipinto è l’espressione e la torsione della spalla del ragazzo, che Caravaggio coglie magnificamente. Come molti dei suoi quadri, anche in questo, Caravaggio utilizza una gamma di colori scuri alla base del quadro che non ci permettono di individuare l’animaletto che ha morsicato il giovane. Tuttavia, se prestate attenzione al dito medio, noterete una piccola lucertola ancora attaccata alla falange del giovane! Bellissima anche la natura morta e l’ampolla di vetro nella quale è visibile il riflesso della finestra da cui proviene il fascio di luce che illumina il voto del ragazzo.

Il tempo di Caravaggio: le opere in mostra

Il resto dell’esposizione comprende splendidi quadri di artisti che per tutto il ‘600 sono stati influenzati dall’arte del Merisi detto Caravaggio. In mostra ci sono dipinti di Carlo Saraceni, Angelo Caroselli, Guglielmo Caccia, Domenico Fetti, Jusepe de Ribera, Battistello Caracciolo, Andrea Vaccaro, Mattia Preti, Giacinto Brandi, Battista del Bartolomeo Passarotti e quattro tavolette di Lorenzo Lotto (solo per citare alcuni nomi). La mostra è un percorso suggestivo che accompagna il visitatore tra le opere degli “estimatori” di Caravaggio tra cui Mattia Preti, che mantenne viva fino alla fine del Seicento la tradizione pittorica del Merisi. Oppure Battistello Caracciolo tra i suoi primi seguaci napoletani, oppure ancora Valentin de Boulogne, il cui dipinto (La Negazione di Pietro) è un chiaro riferimento alla Vocazione di San Matteo, un dipintodi Caravaggio presente nella chiesa romana di San Luigi dei Francesi.

Caravaggio, San Giovanni Battista 1601-1602

La mostra, curata da Maria Cristina Bandera (Direttore scientifico della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi,) è stata organizzata da Civita Mostre e Musei e Zètema Progetto Cultura. L’esposizione infine è promossa da Roma Capitale, Assessorato allaCrescita culturale- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi.

Nella mostra non è possibile fare né foto né video, pertanto vi consiglio di acquistare il catalogo di Marsilio Editori (€ 22) che include una scheda delle opere esposte e le biografie degli artisti in mostra.

Chi era Roberto Longhi

Roberto Longhi (1890-1970) era uno storico e un critico dell’arte, che si dedicò allo studio della pittura di Caravaggio già dai tempi della tesi di laurea. Longhi, oltre ad essere stato un importante storico dell’arte, era anche un raffinato collezionista. Nella sua dimora fiorentina, oggi sede della Fondazione Roberto Longhi, lo storico raccolse opere di grande valore artistico a cui dedicò studi e ricerche. Il corpus maggiore delle sue opere riguarda proprio Caravaggio e i suoi seguaci, i cui quadri fanno parte della mostra Il tempo di Caravaggio.

Alla sua morte avvenuta nel 1970, Roberto Longhi ha lasciato testamento per le giovani generazioni, donando l’intera collezione d’arte, la fototeca e la biblioteca.

Vi segnalo infine che il biglietto comprende anche la visita ad entrambi i palazzi dei Musei Capitolini, e che al piano zero potete ammirare altri tre quadri di Caravaggio che non fanno parte della Mostra, ma che vale la pena vedere. Si tratta de La Buona Ventura (1593-1594), San Giovanni Battista (1602) e Diego Velázquez, Ritratto d’uomo, (1630).

Caravaggio, La Buona Ventura (1593-1594)

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