Esistono abitudini di scrittura che funzionano?

Abitudini di scrittura

Disciplina e regole da seguire, potrebbero essere abitudini di scrittura che rendono più agevole e veloce la scrittura del nostro romanzo? 

I consigli degli scrittori famosi

Esistono abitudini di scrittura che funzionano? C’è qualcosa che posso cambiare nel mio metodo per evitare la tanto detestata pagina bianca? Posso utilizzare un escamotage per evitare che il fiume di pensieri, storie e parole che mettiamo su carta diventino un groviglio che ci fa perdere la bussola?

Tutte domande legittime che attanagliano gli scrittori, anche quelli che pensano di aver trovato un proprio metodo, prima a poi, la domanda se la fanno. 

E oggi ne parliamo con lo scrittore Luca Murano che sull’argomento ci racconterà il suo punto di vista. Luca Murano è già stato intervistato da me qualche tempo fa sul suo ultimo libro, I vestiti che non metti più edito da Dialoghi, e oggi ci parlerà delle sue abitudini di scrittura e ci dirà se secondo lui sono efficaci oppure no.

In realtà diciamo non esistono delle vere e proprie abitudini, o meglio regole, da seguire per garantire un certo successo alle nostre opere. Ci sono sicuramente dei consigli che si possono fare nostri, ma più che di regole forse è bene parlare di approcci. Scrivere un libro è una cosa difficilissima e ognuno ha il proprio modo di inventare le storie, le ambientazioni e i personaggi. Insomma, ognuno ha un proprio modo di lavorare. Non esiste un metodo giusto o sbagliato. Anche perché un libro è un processo creativo, un percorso emozionale e come tale non può essere blindato con delle regole. Tuttavia, e dico tuttavia, esistono delle buone abitudini, delle pratiche che esercitano la nostra mente, rendendo e più agevole il processo creativo. 

Abitudini di scrittura: quali seguire

Sarò banale, ma giusto per farvi capire cosa intendo quando parlo di abitudini. Più vi muovete e più sarete agili nel tempo (il paragone con lo sport lo farà anche il nostro ospite di oggi, Luca Murano, con una bella citazione); se studiate e vi documentate, avrete una mente più allenata per tutto ciò che nel quotidiano necessita di un ragionamento critico e veloce; più vi allenate a disegnare e più sarete in grado nel tempo di realizzare capolavori. E per la scrittura è lo stesso. Abitudine e costanza sono fondamentali. E non è detto che dobbiate scrivere sempre e solo per creare un romanzo. Sperimentate. Scrivete per allenare il vostro cervello a comporre sempre meglio, a partorire idee con facilità, a sperimentare nuovi stili, a gestire la storia con punti di vista diversi.

Ci sono mille motivazioni per iniziare a scrivere. E scrivete di tutto. Potete scrivere su una cosa che vi ha colpito, l’aspetto fisico di un personaggio incrociato per strada, l’emozione che avete provato entrando in una catacomba, la fiamma traballante di una candela. Tutto si può scrivere. Dovete trovare solo il modo di raccontarlo. Questi esercizi, non gettateli mai! A distanza di tempo saranno quell’elemento che dà slancio alla vostra storia, quell’idea che vi mangaca, quell’incastro che cercavate, quel gancio giusto.

Passo adesso la parola al mio ospite, Luca Murano a cui ho chiesto:

Ci racconta se ha abitudini di scrittura e se secondo lei sono importanti? 

Sono completamente d’accordo con tutte le osservazioni di Luca e, in particolar modo, quando dice che, quando ci rendiamo conto che non è aria, lasciamo perdere momentaneamente ciò che stiamo scrivendo e dedichiamoci ad altro. Allo stesso modo la pensa la mia adorata scrittrice americana Flannery O’Connor. Sentite cosa ne pensa lei sull’argomento:

Sarà pedestre finché vuoi, ma io credo fermamente nelle abitudini in materia di scrittura. Certo, se hai del genio puoi anche farne a meno, ma la maggior parte di noi ha solo talento, che va strenuamente sostenuto con abitudini fisiche e mentali, altrimenti si inaridisce e sfuma. Lo vedo succedere di continuo. Ovviamente devi adeguare le abitudini che prendi alle tue possibilità. Io lavoro solo un paio d’ore al giorno perché è tutta l’energia che ho a disposizione, ma in quelle due ore non permetto a niente di interferire: stesso orario stesso posto. Non che riesco a ricavare granché da quelle due ore. Certe volte lavoro mesi e mesi e poi mi vedo costretta a buttare via tutto, ma sono convinta che non è mai tempo sprecato. Qualcosa comunque si muove e, al momento buono, renderà tutto più facile. E il fatto è che se non ti metti seduta tutti i giorni, al momento buono tu non ci sei. (Lettera a Cecil Dawkins, 22 settembre 1957)

Quando la O’ Connor dice che può lavorare solo un paio d’ore al giorno è perché era malata di lupus, una malattia terribile ereditata dal padre e che la stroncherà giovanissima, a 39. Come vedete anche lei è dell’avviso che il tempo che si dedica alla scrittura non è mai tempo perso. Lei era una perfezionista e una persona molto esigente e intransigente con se stessa, e di conseguenza gettava quello che scriveva se non le piaceva, voi non fatelo mai! Ho dedicato un’ intera puntata al taccuino e a tutte le idee, frasi, parole e racconti che scrivete lì. Sono un tesoro, mai gettarlo via come ci ricorda anche la giallista Patricia Highsmith.

E a proposito di Patricia Highsmith anche lei è pienamente d’accordo con Luca Murano direi. La scrittrice infatti dice:

Se volete scrivere con un altro lavoro, è importante che abbiate un determinato momento, ogni giorno, ogni fine settimana, consacrato alla scrittura, durante il quale non ci siano interruzioni. 

I vestiti che non metti più di Luca Murano

Ritorno allo scrittore Luca Murano per sapere se tra le sue buone abitudini c’è anche quella di conservare quello che mette giù nel tempo. E gli ho chiesto:

Quando ha scritto I vestiti che non metti più, ha attinto anche da stralci di scritti che aveva realizzato in passato?

Come vedete quindi, sono tantissimi gli scrittori che conservano ciò che scrivono, Luca Murano parla addirittura di un buon dialogo. Se Luca Murano vi ha incuriositi parlando di sé, del suo libro e delle sue abitudini di scrittura, vi consiglio di leggere anche l’intervista su Cinquecolonne.it, alla fine dell’articolo trovate il link e intanto vi racconto qualcos’altro sul nostro ospite

Chi è Luca Murano

Luca Murano nasce al nord (Lodi) da genitori del sud (Salerno) e attualmente vive a Firenze. Suona il basso nei My Hard Reset. Oltre a curare il suo blog di scrittura, Vai come sai, negli anni ha pubblicato racconti su molte riviste letterarie, fra cui: ‘tina, Risme, Malgrado le Mosche, Bomarscé, Spazinclusi, Streetbook Magazine, Blam!, Quaerere, Voce del Verbo, Rivista Waste, Inchiostro, Mirino, Downtobaker, CrunchEd, Grande Kalma, birò, E(i)sordi, il Fuco, L’Ottavo e The Bookish Explorer. Ha all’attivo due pubblicazioni, “Pasta fatta in casa – sfoglie di racconti tirate a mano” (Bookabook, 2018) e “I vestiti che non metti più” (Dialoghi, 2021).

Chiudo il nostro appuntamento con consiglio che ho già citato in altri appuntamenti di #Sviscerandoconlautore, di Roberto Cotroneo, editore, scrittore e fotografo italiano che ha tenuto diversi corsi di scrittura creativa e che ha messo a disposizione sul web gratuitamente un piccolo Manuale di scrittura creativa che vi allego.

Cotroneo dice:

Ho sempre spiegato ai miei studenti che se ognuno di noi scrivesse due pagine (soltanto due al giorno), e per un anno di seguito, al termine del lavoro avrà scritto un romanzo di più di 700 pagine. Ovvero un romanzo fluviale. E due pagine al giorno vogliono dire 3400 battute di testo, ovvero 56 righe per 60 battute di testo. 

Dunque la decisione da prendere all’inizio è soprattutto metodologica. Darsi un ritmo di lavoro, che possa essere rispettato, anche solo di mezz’ora al giorno. Magari decidendo un numero di pagine predefinito minimo. Ad esempio: ogni giorno, al scrivere almeno 1600 battute di testo. Che vuol dire una pagina di libro stampato. 

Grazie per essere stati con me e vi invito a seguire il mio prossimo podcast #Sviscerandoconlautore. Mi rivolgo agli scrittori emergenti e non, ricordando che se volete esprimere il vostro punto di vista ed essere intervistati, potete scrivere al mio indirizzo email presente sul blog sguardo ad est.

Approfondimenti:

Intervista a Luca Murano su cinquecolonne.it 

Roberto Cotroneo, Manuale di scrittura creativa per principianti

Patricia Highsmith, Come si scrive un giallo, Minimun fax

Flannery O’Connor, Un irragionevole uso dell’irragionevole, Minimun fax

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