Cioccolata “Ottobre rosso”: incetta di bontà

L’8 giugno, dopo ben 25 anni, ho rimesso piede nelle mia amata Russia. Prima tappa: Mosca. Il mio albergo, l’Hilton nella zona di Sokolniki mi ha impressionata particolarmente. Non certo per l’albergo in sé, è evidente, quanto per l’odore che mi ha accolto all’ arrivo, che mi ha svegliata tutte le mattine e che mi ha accompagnata a letto nelle sere di luce piena. Solo il giorno dopo ho scoperto che alloggiavo a soli 400 metri dal museo e dalla fabbrica del cioccolato più famoso di tutta la Russia! Sono cioccolata dipendente, quindi potete immaginare l’effetto narcotizzante che ho subito per tre giorni di permanenza all’Hilton. Uno zombie sarebbe stato più arzillo di me nei momenti di sniffate a pieni polmoni…

Con mio profondo dolore non ho potuto vedere il museo perché la guida ci ha informato male e non ci ha specificato che per entrare bisogna prenotarsi su internet e che le visite sono previste solo due volte a settimana. Amareggiatissima, ho sfogato il mio nervosismo con un acquisto compulsivo, che è quello che vedete nelle foto. Una carinissima scatoletta in latta di cioccolatini assortiti rigorosamente Ottobre rosso (“Krasnyj Oktjabr’”), una tavoletta di cioccolato fondente sempre Krasnyj Oktjabr’ ma spumosa (per intenderci come la Bubbly della Milka), 2 tavolette di Aljonka al latte con nocciole e uva passa, una tavoletta di cioccolato fondente Babajevskij e una, sempre di Babajevskij, di cioccolato fondente, mandarino e noci. Quest’ultima non è stata proprio il massimo. Più che noci mi sembrava che ci fossero dentro solo i gusci delle noci, e poi è risultata abbastanza indigesta. Voto: 5. I denti li ho salvati.

Tutta la cioccolata che ho comprato fa capo ad una unica Holding, “Pasticcieri Uniti”, che comprende circa 19 marchi di cioccolata di tutto il Paese, tra cui i rinomati “Krasnyj Oktjabr’” (Ottobre rosso), il consorzio “Babaevskij”, “Rot Front” e tante altre. Al momento tra quelle che ho assaggiato la Krasnyj Oktjabr’ (Ottobre rosso) è quella che mi è piaciuta di più. Ho comprato quella al latte con nocciole e uva passa. Il sapore è particolarissimo e l’ho apprezzata parecchio nonostante non sia un’amante della cioccolata al latte.

La  Krasnyj Oktjabr’ è la più antica azienda dolciaria del paese ed anche la più famosa di tutta la Russia. Sembra che l‘azienda sia stata fondata nel 1851. In quell’anno sull’Arbat, un tedesco, un certo Theodor Ferdinand  Von Ejnem, aprì un laboratorio di caramelle e cioccolata. Le vendite andavano a gonfie vele e così nel 1867 Von Ejnem decise di creare insieme ad un suo connazionale una fabbrica di “delizie” sul fiume Moscova dal nome Ejnem’. Da quel momento Ejnem’ divenne anche il fornitore ufficiale di cioccolato di Corte, trasformando il suo marchio in un vero e proprio punto di riferimento per l’intera Russia. Dopo la rivoluzione d’ottobre la fabbrica fu nazionalizzata e le fu dato il nome di “Fabbrica di confetteria di Stato ex Ejnem’”.

Fabbrica e museo della cioccolata, Via Lobachika, 1, стр. 1, Mosca

Poi nel 1922 fu rinominata in Ottobre Rosso (Krasnyj Oktjabr’), preservando la qualità della produzione e i benefici ai dipendenti. Il marchio era ormai famoso in tutto il mondo e i dipendenti arrivarono a circa 5000. I suoi proprietari ci videro lungo e iniziarono a ideare una serie di prodotti che enfatizzavano i grandi eventi che affrontava il Paese. L’azienda perciò camminava di pari passo con la Russia, ne recepiva le trasformazioni e si faceva portavoce di novità, tradizioni e cultura. Nel 1914 Krasnyj Oktjabr’ produsse una serie di cioccolatini chiamati “Mosca del futuro”, in perfetta armonia con le tendenze e l’atmosfera del tempo, caratterizzati da una scatoletta di latta al cui interno erano presenti otto cartoline di stampo futuristico. Eventi importanti come il primo volo nello spazio vennero salutati con la linea di caramelle “Kosmici”. Molti eventi sportivi furono ricordati con la linea dolciaria “Olimpiadi-80” a tema sportivo tra cui i prodotti “Finish”, “Pallavolo” e “Fuoco di Mosca”. Anche gli anni ’90 furono una buona annata di produzione. L’azienda fu privatizzata, poi, nel 2002, entrò a far parte della Holding “Pasticcieri Uniti” che io ho omaggiato con l’acquisto di 7 confezioni!  

Fonti:

https://www.alenka.ru/factories/

https://it.rbth.com/storia/79966-rime-e-fake-news

http://anticvarium.ru/lot/show/14945

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