Ancora pochi giorni per Daphne is back di Guido Iannuzzi

Daphne is back di Guido Iannuzzi

A Villa borghese fino al 27 marzo è possibile ammirare l’installazione Daphne is back di Guido Iannuzzi

Daphne is back di Guido Iannuzzi

Daphne is back di Guido Iannuzzi si può visitare fino alla fine della settimana. Se avete deciso di concedervi una passeggiata ristoratrice a Villa Borghese, dirigetevi al Tempietto di Diana (in viale della Casina di Raffaello) per ammirare l’installazione dell’artista romano.

L’opera di Guido Iannuzzi, inaugurata in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, reinventa e attualizza il mito di Dafne e Apollo. Un incrocio di foglie di alloro, fermano simbolicamente il momento in cui Dafne torna ad essere libera e non più imprigionata nella trama del fogliame.

Attraverso Daphne is back, Guido Iannuzzi ha voluto rimarcare l’importanza e il riconoscimento delle singole libertà da parte di tutti i membri della società. La libertà a cui si richiama Iannuzzi,  non solo quelle delle donne, ma di chiunque desideri esprimere se stesso e la propria natura senza essere vittime di violenza, discriminazione o emarginazione.

Dafne è tornata libera e al suo posto l’artista romano lascia le foglie di alloro in sospensione nell’aria, che restano lì a simboleggiare la libertà ritrovata. 

Guido Iannuzzi

Guido Iannuzzi è nato e lavora a Roma e ha un suo studio anche a Londra dove ha vissuto per lunghi periodi.

I suoi lavori hanno sempre un carattere sociale e filosofico che tende ad un pubblico eterogeneo, senza mai tradire i suoi principi e il suo stile. 

Riconosciuto dal mondo underground/alternative, da dove artisticamente proviene, e apprezzato nel mondo istituzionale e accademico, Guido Iannuzzi ha esposto in luoghi istituzionali, aziendali e in contesti alternative/underground.

Tempietto di Diana

Si tratta di un delizioso tempietto circolare, in stile neoclassico, costruito da Antonio Asprucci nel 1789. Il nome è legato alla presenza di una statua antica di Diana (detta Diana di Gabi) che oggi non esiste più perché restaurata e conservata al Louvre. Il passaggio in Francia fu la conseguenza delle difficoltà finanziarie del principe Camillo II Borghese che fu costretto da Napoleone a vendere alla Francia ben 344 opere! ( tra cui la splendida Diana…).

La statua di Diana era stata realizzata in marmo lunense, era a grandezza naturale e poggiava sul piedistallo attualmente visibile al centro del tempietto. Quest’ultimo è caratterizzato da 8 colonne, una cupola sovrastata da una pigna e la volta decorata a cassettoni. Sull’architrave un’iscrizione latina recita:

“Alla Dea della luce notturna, signora delle foreste”

foto di dominio pubblico

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